Aggiornamenti dal sistema solare: marzo 2022

Credit: NASA

Mese abbastanza tranquillo quello di marzo 2022, in cui purtroppo lo spazio deve cedere ad altre notizie di importanza globale. Le ripercussioni ci sono anche in ambito spaziale e, per quel che riguarda la nostra piccola rubrica, quella principale riguarda la sospensione di Exomars, collaborazione tra ESA e Roskosmos che avrebbe dovuto portare un lander russo e il rover europeo Rosalind Franklin su Marte. Ancora non è chiaro come decideranno di portare avanti il lavoro le due agenzie spaziali, ma sicuramente il lancio non avverrà prima del 2024, se mai avverrà.

Abbandonato Marte, per un po’ i riflettori si spostano sulla Luna verso cui partiranno numerose missioni nei prossimi mesi. Una novità arriva comunque anche dal passato, in quanto la NASA ha aperto per la prima volta un campione lunare riportato a Terra 50 anni fa dalla missione Apollo 17. In ottica futura, invece, ci sono novità sui lander che verranno utilizzati per il programma Artemis.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Diverse missioni lunari partiranno nei prossimi mesi. Le date sono sempre molto fluide, ma al momento sembra in pole position CAPSTONE (NASA). La missione, che servirà a validare l’orbita del futuro Lunar Gateway del programma Artemis, è attualmente prevista in partenza su un vettore Electron di RocketLab per il 3 maggio.

Rimane fissata per il 6 giugno proprio la prima missione del programma della NASA, Artemis 1, che porterà intorno alla Luna la capsula Orion (senza equipaggio) e diversi altri piccoli satelliti. Proprio questo mese la capsula insieme al lanciatore SLS ha cominciato i preparativi per l’ultimo grande test prima del lancio: il cosiddetto wet dress rehearsal. Il razzo è stato trasportato dal VAB (Vertical Assembly Building) alla storica rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center e proprio in questi giorni si stanno facendo le prove di riempimento dei serbatoi dei propellenti criogenici.

SLIM (Smart Lander for Investigating Moon) è un lander lunare giapponese che dovrebbe atterrare nei pressi di un tunnel di lava lunare studiato in passato dall’orbiter Kaguya. Il lander rimarrà un paio di settimane in orbita lunare prima di atterrare sulla superficie, dove dovrebbe condurre una missione di qualche giorno. Il lancio avverrà insieme al telescopio a raggi X XRISM ed è attualmente previsto non prima di fine giugno.

Potrebbero partire questa estate diverse altre missioni lunari, ma le date sono ancora molto incerte. Si tratta della russa Luna 25, la sudcoreana KPLO e l’indiana Chandrayaan-3. È stata rimandata invece almeno fino a fine anno la missione Peregrine, lander dell’azienda Astrobotic che è sotto contratto con NASA per il ramo commerciale del programma Artemis. Si attende, principalmente, il debutto del nuovo lanciatore di ULA, il Vulcan.

Ad agosto dovrebbe anche partire Psyche, la nuova missione della NASA diretta all’esplorazione dell’omonimo asteroide di tipo metallico. La missione prevede anche un carico secondario, Janus, che studierà degli asteroidi binari.

Esplorando la Luna

Nessuna delle sonde lunari cinesi è attualmente nel pieno della propria missione primaria. Ci sono però diverse sonde ancora operative che, una volta raggiunti i propri obiettivi scientifici o tecnici, stanno compiendo missioni secondarie. Purtroppo l’agenzia spaziale cinese non rilascia molte informazioni al riguardo di queste missioni secondarie e quindi ci dobbiamo normalmente accontentare di osservazioni radioamatoriali o presentazioni scientifiche a qualche conferenza. È il caso, per esempio, dell’orbiter della missione Chang’e 5, parte del complesso sistema che ha permesso la raccolta e il trasporto a Terra di alcuni campioni. I radioamatori hanno permesso di ricostruire la traiettoria attuale della sonda, che risulta in un’ampia orbita retrograda.

Sulla superficie della Luna è da poco cominciato il 41º giorno lunare per il lander Chang’e 4 e il rover Yutu-2. Entrambi sono sulla Luna da oltre tre anni e il rover ha superato ampiamente il chilometro percorso. In orbita la loro missione è supportata da Queqiao, un satellite ripetitore che permette ai due robot di comunicare con la Terra. Chiude la lista di missioni cinesi lunari il lander Chang’e 3, ormai da molti anni sulla Luna con un solo strumento probabilmente attivo (il telescopio a ultravioletti) il cui segnale viene periodicamente captato dai radioamatori.

Chiudono la lista delle sonde lunari l’indiana Chandrayaan-2, e le americane Lunar Reconnaissance Orbiter, THEMIS-ARTEMIS P1 e P2, tutte in orbita lunare.

Animazione in timelapse del percorso del rover cinese Yutu 2 (missione Chang;e 4) ripreso da LRO in orbita. Credit: NASA

In equilibrio tra Sole e Terra

Il punto lagrangiano L₁ tra la Terra e il Sole è una zona del sistema solare particolarmente adatta alle sonde per l’osservazione solare. Al momento (e ormai da diversi anni) ci sono DSCOVR (NASA/NOAA), SoHO (NASA/ESA) ACE (NASA) e WIND (NASA).

Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole c’è invece il punto lagrangiano L₂ che ospita invece telescopi spaziali solitamente diretti verso l’esterno del sistema solare. L’ultimo arrivato è il più famoso, il James Webb Space Telecope (NASA/ESA/CSA), JWST per gli amici. Dopo aver raggiunto l’orbita prevista, il grande telescopio sta ora procedendo al completamento delle due operazioni fondamentali per cominciare le osservazioni scientifiche. La prima prevede il raffreddamento a temperature vicine allo zero assoluto per facilitare le osservazioni all’infrarosso. La seconda riguarda la complessa procedura per collimare i 18 segmenti dello specchio principale. Questa operazione è cominciata a febbraio e prevede sette fasi. La sesta è stata completata con successo proprio a marzo, mentre l’ultima dovrebbe chiudersi ad aprile. JWST dovrà poi completare la calibrazione dei vari strumenti prima di poter cominciare la propria missione scientifica, presumibilmente in estate.

Gli altri due telescopi in orbita intorno a L₂ sono Spektr-RG (Roskosmos/DLR) e Gaia (ESA).

Nel sistema solare interno

Nel resto della regione di spazio compresa tra il Sole e l’orbita marziana ci sono due sonde dedicate allo studio ravvicinato della nostra stella. Parker Solar Probe (NASA) è una delle due, quella più veloce e con il perielio alla quota più bassa dal Sole. Purtroppo l’aggiornamento principale di marzo ha riguardato la scomparsa all’età di 94 anni di Eugene Parker, astrofisico che teorizzò l’esistenza del vento solare e di cui la sonda porta il nome. L’altra sonda solare è Solar Orbiter (SolO) (ESA). La sonda europea ha da poco passato il perielio alla distanza di circa 48 milioni di chilometri, la minima dall’inizio della missione, e si sta ora allontanando dal Sole. Tra le varie osservazioni pubblicate a marzo c’è una spettacolare immagine ad altissima risoluzione del Sole.

Allontanandoci leggermente dal Sole, continua su Venere la missione pluriennale dell’orbiter Akatsuki (JAXA), mentre BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), ha come destinazione finale l’orbita di Mercurio, che raggiungerà solo a dicembre del 2025.

STEREO A (NASA) è un’altra missione di osservazione solare il cui obiettivo iniziale era di osservare insieme alla compagna STEREO B (ormai non più operativa) la nostra stella da diverse parti dell’orbita.

Concludiamo questa sezione con le missioni il cui obiettivo era, o è, un vicino asteroide. DART (NASA) è l’ultima lanciata, che che visiterà il sistema binario composto dall’asteroide Didymos e la sua piccola luna Dimorphos. La sonda principale si porta con sé anche un CubeSat da 6 unità sviluppato da Argotec, LICIACube (ASI). La destinazione finale sarà raggiunta a settembre 2022, e la missione principale prevede l’impatto con la piccola luna per verificare la possibilità di deviare piccoli asteroidi a scopo di difesa planetaria. Sono invece in una fase della propria missione completamente diversa Hayabusa 2 (JAXA) e OSIRIS-REx (NASA). La prima, dopo aver raccolto campioni dall’asteroide Ryugu e averli riportati a Terra, si sta dirigendo verso nuovi obiettivi, mentre la seconda si sta dirigendo verso il nostro pianeta con un carico di campioni provenienti dall’asteroide Bennu.

La flotta marziana

In orbita

Il mese di marzo non ha prodotto grossi aggiornamenti per le sonde in orbita intorno a Marte. La flotta marziana resta comunque la più grande flottiglia di satelliti in orbita intorno ad un pianeta che non sia la Terra. Si va da sonde con più di quindici anni di missione alle spalle, come Mars Odyssey (NASA), Mars Express (ESA) e Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), a sonde con esperienza almeno quinquennale, come MAVEN (NASA), Mars Orbiter Mission (ISRO) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), fino ad arrivare alle neoarrivate (all’inizio del 2021) Al-Amal (UAESA) e Tianwen-1 (CNSA).

Sulla superficie

È il sol numero 309 sulla superficie di Marte per il lander di Tianwen-1 e il rover Zhurong (CNSA). Il rover ha percorso più di 1,7 km e si vedono già tutti grazie alla polvere accumulata. Contrariamente agli altri rover e lander su Marte, Zhurong ha la possibilità di rimuovere un po’ di polvere ma la tecnica finora non è stata utilizzata.

Perseverance (NASA) e l’elicottero Ingenuity si trovano su Marte da oltre 400 sol. Perseverance ha percorso oltre 6,5 km e lo scorso 14 marzo ha iniziato quello che si appresta a essere lo spostamento più veloce di un rover sulla superficie marziana. L’obiettivo è quello di raggiungere il sito di una foce a delta di un fiume anticamente esistente all’interno del cratere Jezero. La zona prescelta è a circa 5 km di distanza da percorrere in circa un mese. Il rover continua a essere supportato da Ingenuity, che a marzo ha compiuto con successo il suo ventitreesimo volo. Al termine del ventunesimo era arrivata una nuova estensione della propria missione, in cui volerà più in alto e più velocemente di prima.

Il lander InSight (NASA) è su Marte da 1.193 sol e ha ormai da tempo completato la propria missione primaria. Tra inverno marziano e polvere i pannelli solari non fornivano più molta energia, ma si è comunque riusciti negli ultimi mesi a riprendere alcune osservazioni scientifiche. I sol del lander sembrano comunque essere contati.

È invece il sol 3.435 per Curiosity (NASA), l’altro rover americano ancora operativo. Nonostante alcuni acciacchi dovuti all’età, la missione scientifica del rover veterano non si ferma. Sono oltre 27 i km percorsi sulla superficie del pianeta rosso.

Nel sistema solare esterno

Continua il lungo viaggio di Lucy (NASA) verso gli asteroidi troiani di Giove, che però non raggiungerà prima del 2027. Nel frattempo sorvolerà la Terra due volte (a ottobre 2022 e a dicembre 2024) e inizierà le osservazioni scientifiche nel 2025, quando si avvicinerà a un asteroide della cintura principale.

Juno (NASA) sta per effettuare il passaggio ravvicinato PJ41, che avverrà il 9 aprile. La sonda, dopo essersi dedicata principalmente allo studio dell’atmosfera di Giove, è ora nella sua missione estesa in cui si sta focalizzando soprattutto sui satelliti medicei.

Giove ripreso da Juno a gennaio del 2022 insieme ai suoi satelliti Io (a sinistra) e Europa (a destra). Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/AndreaLuck

New Horizons (NASA) è a quasi 53 UA dalla Terra nel suo viaggio verso il terzo obiettivo nella fascia di Kuiper, dopo aver visitato Plutone e Arrokoth. Infine Voyager 1 e Voyager 2, rispettivamente a 156 e 130 UA dalla Terra, hanno terminato da tempo la loro missione ma sono ancora attive nonostante l’età stia avviandosi verso i 50 anni.

Riassunto missioni

Ci sono 37 missioni spaziali al di fuori dell’orbita terrestre, operate da 44 unità robotiche.

Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di marzo 2022. Credit: ISAA/Vespia

Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

  Questo articolo è © 2006-2022 dell'Associazione ISAA - Licenza

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.