Aggiornamenti dal sistema solare: febbraio 2020

Credit: NASA

In attesa della partenza della nuova flottiglia marziana, questo mese il pianeta rosso è già protagonista delle notizie spaziali. Curiosity sta tentando uno studio piuttosto rischioso, mentre Insight sta tentando il tutto per tutto con la sua talpa marziana. In casa giapponese, è stata definita la missione Mars Moon eXplorer (MMX) che nel 2022 verrà lanciata verso Fobos e Deimos.

Intanto è partita una nuova missione dell’ESA (Solar Orbiter) e sono riprese le osservazioni della sonda DSCOVR, dopo diversi mesi in safe mode. In casa NASA, questo mese ha anche visto l’annuncio delle missioni finaliste nella competizione per il prossimo lancio del programma Discovery, che comprende una missione verso Io, una verso Tritone e ben due verso Venere. Sempre per Venere la NASA ha anche richiesto aiuto per progettare un ambizioso rover che possa sopravvivere al proibitivo ambiente venusiano.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Mentre ancora si attende che la NASA annunci il nome ufficiale del rover, Mars 2020 è finalmente atterrato in Florida, da dove partirà in estate diretto verso il pianeta rosso. Il rover, insieme al suo piccolo elicottero, rimarrà al Kennedy Space Center per ulteriori test e per l’assemblaggio finale. Verrà poi chiuso per l’ultima volta prima della partenza nella sua capsula e trasportato alla vicina base di Cape Canaveral a fine giugno.

Ancora incerto, invece, il destino della missione ExoMars 2020 (ESA/Roscosmos) che potrebbe diventare ExoMars 2022. I test per risolvere i problemi del sistema di paracadute stanno procedendo con successo negli Stati Uniti, grazie all’aiuto di NASA, ma l’ultimo e più importante drop test è stato posticipato a marzo. Indipendentemente dal test, in una riunione indetta il 12 marzo, ESA e Roscosmos dovranno decidere se procedere con la preparazione del lancio o rallentare per prepararsi al meglio a un lancio nel 2022. Nel frattempo, comunque, 13 strumenti scientifici sono stati installati sul lander Kazačok e il rover Rosalind Franklin è arrivato a Cannes per l’assemblaggio finale nel modulo di discesa.

Sempre a luglio partiranno verso Marte Al Amal, orbiter degli Emirati Arabi Uniti, e HuoXing-1 (HX-1), orbiter e rover cinesi. Anche HX-1, come Mars 2020, riceverà probabilmente un nuovo nome (HuoXing significa semplicemente Marte in cinese). Verso fine anno, poi, sarà la volta di Chang’e 5, missione lunare cinese che riporterà a Terra dei campioni del nostro satellite.

È attualmente previsto per l’inizio del 2021 il lancio di un cubesat della NASA, CAPSTONE, verso la Luna, in una missione preparatoria per il programma Artemis. L’agenzia spaziale americana ha recentemente annunciato che il vettore prescelto per il lancio sarà l’Electron, dell’azienda RocketLab.

Esplorando la Luna

Sull’altra faccia della Luna, Chang’e 4 e il rover Yutu 2 hanno terminato a inizio mese il 14-esimo giorno lunare e si sono risvegliati un paio di settimane dopo per il 15-esimo. Sono stati inoltre rilasciati risultati molto interessanti sulle misure radar nel sottosuolo lunare effettuate dal rover durante il suo viaggio. In orbita, a supporto della missione, c’è anche il satellite ripetitore Queqiao. Dovrebbe essere ancora attivo, inoltre, il telescopio all’ultravioletto del precedente lander cinese, Chang’e 3.

In orbita continuano le missioni di Chandrayaan-2 (ISRO), Lunar Reconnaissance Orbiter e le due sonde della missione THEMIS-ARTEMIS (NASA), recentemente rinominate per evitare confusione col programma Artemis.

In equilibrio tra Sole e Terra

In orbita intorno al punto lagrangiano “L1” Terra-Sole ci sono i satelliti di osservazione solare WIND (NASA), SoHO (NASA/ESA) e ACE (NASA). Nelle vicinanze anche DSCOVR (NASA/NOAA), quest’ultima con un occhio anche all’osservazione della Terra. Proprio qualche giorno fa, sono riprese le osservazioni di DSCOVR, dopo che la sonda era stata messa in safe mode a giugno dell’anno scorso.

Dall’altra parte rispetto alla Terra, in orbita intorno al punto lagrangiano “L2”, ci sono invece i telescopi spaziali Gaia (ESA) e Spektr-RG (Roscosmos/DLR).

Nel sistema solare interno

È stata lanciata con pieno successo Solar Orbiter (SolO), la sonda dell’agenzia spaziale europea destinata allo studio del Sole. La sonda ha anche inviato i primi dati dai propri strumenti, anche se dovrà completare tutte le calibrazioni prima di cominciare la missione scientifica vera e propria a maggio.

Continua il viaggio di BepiColombo (ESA/JAXA), diretta verso Mercurio. Le due sonde MPO (ESA) ed MMO (JAXA), trasportate grazie al Mercury Transfer Module (ESA), si stanno riavvicinando alla Terra per compiere un passaggio ravvicinato con assist gravitazionale ad aprile.

Parker Solar Probe (NASA) si sta allontanando dal Sole, punto focale della propria missione, nella sua orbita ellittica. Il prossimo evento della missione sara il quarto passaggio all’afelio (punto più lontano dal Sole) il prossimo 3 aprile. Proprio lo scorso mese sono stati pubblicati nuovi risultati dai dati provenienti dalla sonda. Parker Solar Probe sta viaggiando in questo momento ad una velocità di circa 99.000 km/h rispetto al Sole.

La sonda OSIRIS-REx (NASA) sta studiando l’asteroide Bennu durante la fase preparatoria per la raccolta dei campioni dalla superficie, che avverrà quest’estate. Durante uno dei passaggi ravvicinati i tecnici NASA si sono accorti di un’anomalia all’altimetro laser che ha causato immagini leggermente fuori fuoco. Si sta ancora investigando sul problema.

Stereo A, unica sopravvissuta della missione americana STEREO, continua la sua osservazione del Sole in un’orbita che ricalca quella terrestre. Proseguono anche le missioni giapponesi Akatsuki, in orbita intorno a Venere, e Hayabusa 2, che sta rientrando verso Terra dopo aver studiato e raccolto campioni dell’asteroide Ryugu.

La flotta marziana

Sulla superficie di Marte è il sol 2691 per Curiosity. Il rover della NASA è attivo più che mai e sta studiando il rilievo roccioso denominato Greenheugh pediment. Nei prossimi giorni MSL comincerà la scalata del piccolo rilievo arrivando a pendenze anche di 30 gradi.

I tecnici di NASA tentano il tutto per tutto per recuperare lo strumento HP3 di InSight. In questi giorni, infatti, si sta cercando di aiutare la “talpa” a penetrare nel terreno marziano usando la benna del lander.

In orbita intorno a Marte, Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) è stato messo in una sorta di pausa dal 17 febbraio, interrompendo la missione scientifica che durava da circa 15 anni e funzionando solo da satellite ripetitore per le missioni a terra. In questi giorni, infatti, si sta aggiornando la memoria interna del satellite. Al termine dell’operazione a distanza la sonda dovrebbe tornare alla sua missione scientifica.

Nelle vicinanze, MAVEN, sempre di NASA, continua il suo studio dell’atmosfera marziana. A inizio mese il team della missione ha pubblicato alcuni risultati interessanti sulla ionosfera del pianeta, osservando dei fenomeni che avvengono anche qui sulla Terra provocando disturbi alle trasmissioni radio.

In orbita ci sono anche Mars Odyssey (NASA), Mars Express (ESA), Mars Orbiter Mission (ISRO) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roscosmos), che continuano le loro più o meno longeve missioni di esplorazione.

Nel sistema solare esterno

La sonda della NASA Juno continua nella sua orbita di 53 giorni intorno al gigante del sistema solare, Giove. L’ultimo passaggio ravvicinato (PJ25) è avvenuto lo scorso 17 febbraio, mentre il prossimo sarà ad aprile. I risultati della sonda hanno anche permesso di risolvere un mistero sull’acqua nell’atmosfera di Giove che rimaneva dagli anni ’90 del secolo scorso, quando la sonda Galileo aveva rilevato una quantità d’acqua molto più bassa del previsto.

New Horizons (NASA) continua il suo allontanamento dal sistema solare dopo aver sorvolato prima Plutone, poi l’oggetto della fascia di Kuiper 2014 MU69 Arrokoth. I dati trasmessi da quest’ultimo sorvolo stanno permettendo agli scienziati di migliorare le nostre conoscenze sulla formazione dei pianeti del sistema solare a partire da questi piccoli oggetti orbitanti.

Sempre più lontane anche le sonde americane Voyager 1 e Voyager 2. La prima si trova a ben 149 UA dalla Terra (20 ore e 36 minuti luce), mentre la seconda a 124 UA (17 ore e 9 minuti luce). In occasione del 30º anniversario del pale blue dot, la famosa fotografia della Terra ripresa da Voyager 1 dai confini del sistema solare, la NASA ha rilasciato una versione aggiornata dell’immagine, migliorata grazie ai moderni sistemi di elaborazione delle immagini.

Il pale blue dot riveduto e corretto per il 30º anniversario. Credit: NASA/JPL-Caltech

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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