Parker Solar Probe ci regala una splendida immagine di Venere

Una rappresentazione artistica del sorvolo di Venere da parte della Parker Solar Probe dello scorso 20 febbraio 2021. ©NASA/Johns Hopkins APL/Steve Gribben

La sonda della NASA Parker Solar Probe (PSP), durante il suo terzo sorvolo ravvicinato di Venere del luglio 2020, ha catturato delle immagini mozzafiato del pianeta.

Benché l’obiettivo del veicolo spaziale sia il Sole, il pianeta Venere gioca un ruolo critico per la riuscita della missione: PSP sfiorerà il pianeta delle nuvole per un totale di sette volte nel corso della sua settennale missione volta allo studio delle dinamiche del vento solare, nei pressi della nostra stella.

Un rendering della sonda Parker Solar Probe in avvicinamento al Sole ©NASA/Johns Hopkins APL

Tuttavia, oltre alla possibilità di poter sfruttare la cosiddetta “fionda gravitazionale” offerta da Venere, grazie alla quale è possibile affinare l’orbita operativa della sonda, questi passaggi ravvicinati ci offrono la possibilità di gettare un’occhiata all’ambiente del sistema solare interno. Nel corso del terzo flyby di Venere, effettuato da PSP lo scorso 11 luglio 2020, la fotocamera di bordo Wide-field Imager for Solar PRobe, o WISPR, ha catturato un’impressionante immagine del lato notturno del pianeta da una distanza di 12.380 km.

Un diagramma della fotocamera WISPR. ©Johns Hopkins University APL

WISPR è progettata per scattare immagini della corona solare e dell’eliosfera interna nella luce visibile, oltre a immagini del vento solare e delle strutture a esso associate. Giunta nei pressi di Venere, la fotocamera ha osservato un bordo luminoso attorno al margine del pianeta, il quale potrebbe corrispondere a luminescenza notturna, ovvero a luce emessa dall’ossigeno in forma atomica, nell’alta atmosfera, che si ricombina a formare di nuovo le molecole di O₂ nel lato notturno. La struttura prominente e scura al centro dell’immagine è Aphrodite Terra, il più grande altopiano della superficie venusiana. Esso appare scuro a causa della sua temperatura più bassa di circa 30 °C rispetto alle zone adiacenti.

Questo aspetto dell’immagine ha sorpreso il team di scienziati, ha spiegato Angelos Vourlidas, lo scienziato responsabile della WISPR per il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) di Laurel, Maryland, che ha coordinato la campagna di riprese effettuate dalla fotocamera con gli scatti eseguiti dall’orbiter giapponese Akatsuki. «WISPR è stato ideato e testato per le osservazioni nella luce visibile. Ci aspettavamo di vedere le nubi, ma la fotocamera è riuscita a sbirciare fino alla superficie».

«WISPR ha catturato effettivamente l’emissione termica della superficie venusiana» ha spiegato Brian Wood, astrofisico e membro del team di WISPR per lo U.S. Naval Research Laboratory di Washington D.C. «La foto è molto simile alle immagini acquisite dalla sonda Akatsuki, nelle frequenze del vicino infrarosso».

Sorvolando Venere nel luglio del 2020, lo strumento WISPR di Parker Solar Probe, ha rilevato un bordo luminoso attorno ai margini del pianeta che potrebbe corrispondere a luminescenza notturna, ovvero a luce emessa da atomi di ossigeno negli strati più alti dell’atmosfera, che si ricombinano in molecole di ossigeno nel lato notturno. La zona scura e prominente al centro dell’immagine è Aphrodite Terra, il più grande altipiano della superficie venusiana. Le numerose strisce luminose riprese da WISPR, sono tipicamente causate da una combinazione di particelle cariche (i raggi cosmici), luce solare riflessa dai grani di polvere spaziale, e da particelle di materiale espulso dalle strutture della sonda dopo l’impatto con i suddetti granelli di polvere. Il numero di queste strisce varia in dipendenza delle caratteristiche dell’orbita (velocità, posizione ecc.). Tuttavia gli scienziati stanno ancora studiando la loro specifica origine. La macchia scura che si evidenzia nella parte bassa di Venere è un artefatto dello strumento WISPR.
©NASA/Johns Hopkins APL/Naval Research Laboratory/Guillermo Stenborg and Brendan Gallagher

Questa sorprendente osservazione ha imposto al team della fotocamera di tornare in laboratorio a misurare la sua sensibilità alla luce infrarossa. Se WISPR è effettivamente in grado di rilevare anche le lunghezze d’onda infrarosse, questa capacità imprevista potrebbe fornire nuove opportunità per lo studio della polvere attorno al Sole e nel Sistema solare interno. Al contrario, se così non fosse, allora queste immagini, che mostrano alcune caratteristiche della superficie venusiana, potrebbero aver rivelato una sorta di “finestra” sconosciuta in precedenza, attraverso l’atmosfera del pianeta delle nuvole.

In qualsiasi caso, ci attendono delle opportunità scientifiche eccitanti.

Angelos Vourlidas

Per comprendere meglio le immagini del luglio 2020, il team di WISPR ha pianificato un set di osservazioni simili del lato notturno venusiano durante l’ultimo sorvolo effettuato da Parker Solar Probe il 20 febbraio 2021. Il team di scienziati della missione si aspetta di ricevere e di elaborare questi dati per la fine di aprile.

«Non vediamo l’ora di ricevere queste nuove immagini» ha commentato Javier Peralta, scienziato planetario del team di Akatsuki, che per primo ha suggerito la campagna osservativa congiunta di Parker Solar Probe e Akatsuki, con quest’ultima in orbita attorno a Venere sin dal 2015. «Se WISPR può rilevare l’emissione termica della superficie di Venere e la luminescenza notturna, proveniente con tutta probabilità dall’ossigeno ai margini del pianeta, essa può giocoforza fornire contributi di assoluto valore per lo studio della superficie del pianeta».

Parker Solar Probe è stata lanciata il 12 agosto 2018 dallo Space Launch Complex 37 della Cape Canaveral Space Force Station, con un razzo Delta IV Heavy/Star 48-BV. Essa fa parte del programma della NASA Living With a Star che mira a esplorare gli aspetti del sistema Sole-Terra che influenzano direttamente la vita e la società sulla Terra. Il programma è gestito dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Maryland, per conto del Science Mission Directorate di Washington. Il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory ha progettato, costruito e gestisce la sonda.

Fonte: NASA

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio, basket e birra. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)