ESA Solar Orbiter ha effettuato il primo flyby di Venere

La sonda europea per lo studio ravvicinato del Sole ha effettuato oggi il primo di una serie di passaggi ravvicinati di Venere, studiati appositamente per sfruttarne l’effetto fionda gravitazionale e modificare la propria traiettoria di avvicinamento al Sole.

Lanciata lo scorso 10 febbraio, Solar Orbiter è transitata oggi, 27 dicembre, a soli 7.500 chilometri da Venere e quasi 231 milioni di chilometri dalla Terra, quando in Italia erano le 13:39, effettuando quello che in gergo astronautico viene definito un gravity assist. Si tratta di una manovra che sfrutta il campo gravitazionale del pianeta per rallentare la corsa e cadere verso il Sole, così come recentemente fatto dalla sonda BepiColombo.
La particolare e unica risonanza con l’orbita di Venere consente a Solar Orbiter, ogni volta che si trova a passare in prossimità del pianeta, di aumentare sempre di più l’inclinazione dell’orbita, che arriverà a 25° alla fine della missione nominale (2027) e 34° alla fine della missione estesa (2030).
Questa inclinazione permetterà per la prima volta di ottenere immagini dei poli del Sole, invisibili dalla Terra e dalle altre sonde, per studiare i processi che danno origine al campo magnetico solare.

Il viaggio di Solar Orbiter intorno al Sole con le date dei principali eventi.

Per l’occasione alcuni strumenti scientifici in situ, quali il magnetometro (MAG), il misuratore della variazione del campo magnetico ed elettrico (RPW) e il rilevatore di particelle ad alta energia (EPD) sono stati attivati per misurare l’ambiente circostante la sonda in prossimità di Venere. Purtroppo avvicinandosi dal lato non illuminato del pianeta, nessuno tra gli strumenti ottici a bordo è stato in grado di acquisire immagini del pianeta in quanto la parte frontale della sonda, dove ci sono le aperture per le camere, doveva sempre rimanere rivolta verso il Sole.

Nonostante Solar Orbiter si trovi ancora nella fase preparatoria alla missione operativa, che inizierà nel gennaio 2022, durante il primo flyby del Sole effettuato il 15 giugno è stata già protagonista di una nuova scoperta, la sonda ha infatti ripreso dei fenomeni esplosivi mai osservati prima, i Campfire.
Il 2021 sarà un anno impegnativo per la sonda: a febbraio ci sarà un secondo flyby del Sole, ad agosto avverrà il secondo incontro con Venere e infine a novembre sarà la volta del nostro pianeta.

Fonte e foto credit: ESA

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi e il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 e il 2013.

Una risposta

  1. OrlandinaB ha detto:

    Si sente il brivido dell’avventura . Sono emozionata anche perché credo che non potrò esserci per tutta la missione. (Ho 80 anni)