Tianwen-1: la Cina lancia un orbiter, un lander e un rover verso Marte

Il momento del lancio di Tianwen-1. Credit: Guo Wenbin/Our Space.

Questa mattina è decollata un’altra sonda spaziale che arriverà su Marte a febbraio del 2021. Si tratta di Tianwen-1, un veicolo cinese comprensivo di un orbiter, un lander e un rover, dal peso complessivo di 5 tonnellate. La missione ha preso il via oggi 23 luglio 2020 alle 06:41 ora italiana, quando erano le 12:41 nell’isoletta meridionale di Hainan, da dove è partito il razzo. Il lanciatore è un Lunga Marcia 5, CZ-5 Y-4, il più potente razzo cinese in esercizio. Teoricamente al suo quarto volo (la versione 5B è esclusa dal conteggio), il Lunga Marcia 5 ha subito una riprogettazione sostanziale dopo il fallimento del secondo volo nel 2017. La missione Tianwen-1, infatti, è stata considerata a lungo a rischio, in quanto strettamente dipendente dal ritorno al successo del “nuovo” vettore, effettivamente avvenuto a dicembre 2019 con la missione Shijian-20, che ha aperto le porte dell’esplorazione interplanetaria per la Cina.

Sono passati pochi giorni da quando Hope ha preso il volo alla volta di Marte, la prima missione di una breve finestra di lancio verso il pianeta rosso che si ripete ogni 2 anni. Per trovare un altro lancio di un razzo con una sonda diretta verso Marte dobbiamo risalire al 5 maggio 2018, quando venne lanciata InSight. Due anni tra il penultimo e terzultimo lancio, ma solo 3 giorni tra l’ultimo e il penultimo.

Questo è il nuovo tentativo cinese di raggiungere Marte, dopo il fallimento della missione Yinghuo-1 del 2011, in collaborazione con la russa Fobos-Grunt.

Pochi attimi dopo il lancio di Tianwen-1. Credit: Guo Wenbin/Our Space.

I dettagli del lancio

Il decollo è avvenuto dal centro spaziale di Wenchang, un luogo ideale per le missioni interplanetarie in quanto situato a soli 19° di latitudine nord, peculiarità che permette di sfruttare la rotazione terrestre per dare un’ulteriore spinta alla sonda. Il centro è nuovo e moderno: è stato aperto infatti nel 2016 e da lì sono avvenuti solo 5 lanci prima di oggi.

Con tempo sereno e vento moderato, non ci sono stati assolutamente intoppi meteorologici, anzi la visibilità ottima ha permesso ai pochi fortunati nelle vicinanze di poter ammirare il volo fino a qualche chilometro di quota. Il trasporto dal VAB (Vehicle Assembly Building) alla piattaforma di lancio era avvenuto già il 17 luglio e durante l’occasione sono emersi dei particolari nell’ogiva che hanno stimolato la curiosità degli appassionati.

Si vedono infatti numerosi loghi di agenzie non cinesi: ESA, CNES (Francia), CONAE (Argentina) e FGG (Austria), che hanno collaborato con la CNSA, l’agenzia spaziale cinese, per la realizzazione della missione e delle infrastrutture di supporto. L’aiuto ricevuto consiste non solo nel supporto tecnologico per la produzione di alcuni strumenti scientifici, come lo spettroscopio o il magnetometro, ma anche nel supporto logistico per il puntamento di antenne di terra a livello globale. Il solo territorio cinese non è infatti sufficiente per garantire la comunicazione con la sonda 24 ore su 24.

Per aumentare la copertura radio è stata costruita nel 2017 un’antenna di 35 metri in Argentina, nella provincia di Neuquen. La dimensione è ragguardevole, infatti con antenne simili si riesce a comunicare fino ai confini del sistema solare, come sta facendo la sonda Voyager 2 con il DSN di Canberra, ed è al momento la dimensione più grande di un antenna attiva nell’emisfero australe (l’antenna di 70 metri di Canberra è attualmente in manutenzione). Durante queste prime fasi di volo il centro di controllo si avvale anche della copertura radio fornita da Yuanwang 6, una nave da tracciamento da 25.000 tonnellate di dislocamento che navigherà in tre oceani (Pacifico, Indiano e Atlantico) per 110 giorni per garantire il contatto radio con la sonda. Anche l’ESA ha messo a disposizione le sue antenne di Kourou, in Guiana Francese, per seguire le prime fasi del lancio.

Il lancio è stato un successo, e questo è un grosso motivo di orgoglio per la Cina. Tianwen-1 non è solo un dimostratore tecnologico: c’è tanta strumentazione scientifica a bordo ed è in assoluto la prima missione su Marte comprensiva di orbiter, lander e rover. La sonda si è già separata dall’ultimo stadio del lanciatore e ha una lunga strada davanti a sé. Arrivare su Marte è difficile, ma ancora più difficile è arrivarci integri, riuscire a mantenere le comunicazioni, non subire danni all’elettronica e raggiungere gli obiettivi scientifici prefissati.

Dove atterrerà Tianwen-1?

Tianwen-1 viaggerà per 7 mesi e 500 milioni di chilometri circa. A febbraio 2021 arriverà in orbita marziana, e, per la prima volta nella storia dell’astronautica, il lander non si separerà dall’orbiter immediatamente, ma rimarrà ancorato alla nave madre per due mesi, durante i quali si effettueranno dei rilevamenti per determinare il luogo esatto di atterraggio.

Per ora sappiamo solo che si troverà in una zona compresa tra i 20° e 50° Ovest, e 20° e 30° Nord, all’interno della pianura di Chryse Planitia, situata a nord della regione equatoriale di Marte, vicino alla regione di Tharsis. Si tratta di un’area di Marte molto pianeggiante che ha assistito a tante “prime”: il primo atterraggio di un lander NASA (Viking 1), il primo rover a camminare sulla superficie (Pathfinder), e in futuro forse il primo rover europeo (Rosalind Franklin).

Zona di atterraggio del rover, vicino a Viking 1, Pathfinder e (forse) Rosalind Franklin. Credit: USGS/ISAA/Vespia.

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