Lunga Marcia 3B, una missione di successo ma un booster distrugge un’abitazione

La Cina, che nel 2019 ha raggiunto il traguardo del 28º lancio orbitale, ha immesso in orbita con successo una coppia di satelliti BeiDou, ma uno dei booster laterali del primo stadio del vettore, ricadendo a Terra, ha distrutto un’abitazione.

Venerdì scorso un Lunga Marcia 3B, sulla cui sommità era stato posizionato un upper stage Yuanzheng-1, è decollato dallo Xichang Satellite Launch Center per immettere in orbita due satelliti. I satelliti, BeiDou-3 M21 e M22, sono stati osservati e catalogati su orbite con un’altitudine media di 21.800 chilometri e un’inclinazione di 55°, ma alcuni video pubblicati sui social network cinesi poco dopo il lancio mostrano la distruzione di un edificio rurale. Al suo interno si vedono fiamme e fumo prodotti dal propellente residuo di un booster.

Le autorità cinesi avevano emesso ordini di evacuazione per le zone abitate dove era possibile la caduta dei rottami del razzo. I residenti erano stati anche avvisati di non avvicinarsi ai relitti a causa della presenza di sostanze chimiche tossiche, visto che il primo stadio e i quattro booster laterali del Lunga Marcia 3B usano come propellente una combinazione ipergolica di idrazina e tetrossido di azoto.

Gli avvisi di chiusura dello spazio aereo emessi prima del lancio indicavano come zona di caduta dei booster e del primo stadio del razzo l’interno della regione autonoma del Guangxi Zhuang. La Cina effettua molti dei suoi lanci orbitali da Xichang e la maggior parte dei razzi utilizzati è la variante Lunga Marcia 3B, paragonabile per dimensioni e potenza ai vettori Falcon 9 della SpaceX o all’Atlas V della United Launch Alliance. A differenza delle piattaforme di lancio statunitensi, che si trovano in genere lungo le coste, Xichang è nell’entroterra. Ciò significa che appena dopo il decollo i razzi sorvolano i villaggi della Cina rurale, e che i loro booster, a differenza di quelli statunitensi che in genere ricadono nell’oceano, ricadono sulla terra, rappresentando una minaccia per le comunità locali.

I social media cinesi conservano moltissime foto e video di pezzi di missili caduti dopo ciascuno dei lanci da Xichang, evidenziando come negli ultimi anni tali incidenti siano aumentati. L’anno scorso la discesa di un booster era stata documentata da un video in cui veniva mostrata anche la successiva esplosione avvenuta nelle vicinanze di un villaggio.

Ora l’attenzione è rivolta al prossimo lancio di un razzo Lunga Marcia 3B, con un profilo di missione quasi identico a quello di settimana scorsa, che dovrà immettere in orbita una nuova coppia di satelliti BeiDou.

Questo malaugurato evento ci fa ricordare la tragedia del volo inaugurale del Lunga Marcia 3B. Il 14 febbraio 1996, il lanciatore con a bordo il satellite statunitense Intelsat 708 si è inclinato in maniera anomala pochi secondi dopo il lancio, riuscendo comunque a decollare per pochi metri. Il lanciatore è poi esploso quando, dopo 23 secondi di volo, è caduto su un villaggio poco distante, causando enormi danni alle strutture civili. Il governo cinese, attraverso l’Agenzia Nuova Cina, aveva comunicato che nell’esplosione erano rimaste uccise solamente 6 persone mentre 57 furono i feriti, poiché il villaggio era stato evacuato in via precauzionale prima del lancio. Tuttavia alcuni osservatori occidentali hanno espresso dubbi sul fatto che l’evacuazione fosse effettivamente avvenuta e hanno stimato, al contrario, un numero di vittime compreso tra 200 e 500, il che renderebbe questo incidente il più grave disastro della storia spaziale per numero di vittime.

Il lancio di venerdì scorso ha visto la messa in orbita del 50º e del 51º satellite BeiDou. BeiDou è il sistema cinese di geolocalizzazione satellitare alternativo al GPS degli Stati Uniti, divenuto una priorità nazionale per i suoi vantaggi economici e militari.

BeiDou, (mestolo del nord) nome assegnato a un gruppo di stelle della costellazione dell’Orsa Maggiore, è nato inizialmente per un’esigenza di copertura regionale e un utilizzo esclusivamente militare, ma è stato successivamente sviluppato per offrire una copertura globale; recentemente è stata anche annunciata la sua apertura per scopi commerciali.

La China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), il principale appaltatore spaziale del paese e produttore dei missili Lunga Marcia, ha recentemente adottato soluzioni, come ad esempio le grid fin e i paracadute, mirate a un miglior controllo dei frammenti che ricadono sulla Terra. Queste implementazioni sono anche preliminari allo sviluppo di razzi di nuova generazione che utilizzeranno come propellente il cherosene e l’ossigeno liquido e che saranno riutilizzabili, un po’ come fa SpaceX oggi con il primo stadio del Falcon 9. Le grid fin sono già state collaudate sui lanciatori più piccoli come i Lunga Marcia 2C e 4B, ma non sul 3B.

Il debutto del Lunga Marcia 8 criogenico, che dovrebbe essere in grado di atterrare in verticale, è previsto per il 2020. La Cina ha anche collaudato lanci da piattaforme marine con il razzo Lunga Marcia 11 dotato di propulsori funzionanti a combustibili solidi, ma questo vettore ha mostrato ridotte capacità di sollevamento.

I primi tre siti di lancio cinesi furono costruiti durante la guerra fredda. I siti nell’entroterra furono selezionati con lo scopo di fornire una misura di protezione alle tensioni con gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Nel 2016 il paese ha aperto un quarto sito sulla costa dell’isola di Hainan, nel sud della Cina, che finora è stato usato con parsimonia, vedendo un paio di lanci ciascuno dei nuovi veicoli Lunga Marcia 5 e Lunga Marcia 7.

Lo sviluppo di nuovi veicoli, e il conseguente incremento del numero dei lanci, ha ampliato notevolmente il rischio di tali incidenti.

Nel 2018 la Cina, con 39 missioni orbitali, ha raggiunto la prima posizione nella classifica mondiale per numero di lanci. Questa posizione è destinata a essere conservata anche nel 2019, anno che ha già visto 28 lanci, di cui 2 non riusciti.

Fonte: Spacenews.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.