La Cina continua i test sulle grid fin

Un fotogramma del lancio del Long March 4B preso da dal canale YouTube di CGTN.

Prosegue il lavoro dell’agenzia spaziale cinese sulle grid fin, ovvero il sistema di alette a griglia che fungono da superficie di controllo aerodinamico per guidare il rientro atmosferico del primo stadio dei vettori.

Lo scorso 3 novembre alle 04:22 italiane, è decollato un vettore Lunga Marcia 4B dal Launch Complex 9 del Taiyuan Satellite Center nel nord della Cina sul quale è stato installato per la prima volta un sistema di grid fin con lo scopo di riuscire guidare la ricaduta del primo stadio restringendo l’area del suo impatto al suolo. La maggior parte dei lanci cinesi avviene infatti da centri situati nell’entroterra, con la conseguenza che parecchi detriti dei vettori ricadono pericolosamente a terra. Si è trattato del 23º lancio cinese di questo 2019.

Sia il lancio che il test del sistema delle alette a griglia sono stati dichiarati un successo dalle autorità cinesi.

Il payload principale della missione era il satellite per l’osservazione ottica della Terra Gaofen-7, che è stato collocato in un’orbita di 489 × 528 km con un’inclinazione di 97,5°. Il satellite è stato progettato per effettuare osservazioni ottiche in 3D a elevata risoluzione e rilievi altimetrici laser. I satelliti Gaofen fanno parte del sistema civile China High-Resolution Earth Observation System.

Assieme al Gaofen-7, sono stati lanciati altri due piccoli satelliti e un CubeSat. Il Sudan Remote Sensing Satellite, sviluppato dalla Shenzhen Aerospace Dongfanghong HIT Satellite Ltd per il Sudan e Huangpu-1, un dimostratore tecnologico realizzato dal Shanghai Institute of Satellite Engineering.

Il CubeSat, chiamato Xiaoxiang1-08 o Dianfeng, è stato costruito da Spacety Co. Ltd, un produttore privato cinese di piccoli satelliti. Esso trasporta un payload da 0,4 kg per le comunicazioni laser da testare in orbita, costruito dalla LaserFleet che è uno spin-off della Chinese Academy of Sciences (CAS), la quale prevede di costruire una costellazione di satelliti da collocare in orbita bassa, per la fornitura di servizi di comunicazione laser su banda larga. Il satellite ospita anche un sistema propulsivo innovativo a gas freddo basato sullo iodio solido, sviluppato dalla compagnia francese ThrustMe.

Il vettore ipergolico Lunga Marcia 4B è realizzato dalla Shanghai Academy of Spaceflight Technology (SAST), la quale sta sviluppando anche una nuova variante del suo lanciatore Lunga Marcia 6 a cherosene e ossigeno liquido. Esso, utilizzando zampe di atterraggio e alette a griglia sarà in grado di effettuare atterraggi controllati in verticale come il Falcon 9 della SpaceX. La China Academy of Launch Vehicle Technology (CALT) ha già testato delle grid fins lo scorso Luglio su un razzo Lunga Marcia 2C ed è al lavoro per sviluppare un sistema autonomo di atterraggio retropropulso da impiegare sul Lunga Marcia 8. SAST e CALT sono filiali della China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), il principale operatore spaziale cinese. Nel 2017, CASC ha rilasciato un piano programmatico che prevede di arrivare a rendere i propri lanciatori completamente riutilizzabili per il 2035. Al momento non sono stati rivelati maggiori dettagli sulle tecnologie impiegate per la realizzazione e la gestione delle grid fin.

Fonti: SpaceNews

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Fa piacere che anche altre compagnie iniziano a sviluppare il recupero del primo stadio!
    C’è da dire che la grid fin è proprio uguale a quella di SpaceX lol.

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