Spectrum Mission II, doppio successo per Isar Aerospace

Il momento del decollo dello Spectrum. Credit: Isar via YouTube (NasaSpaceFlight)

Isar Aerospace entra nella storia dell’astronautica aggiudicandosi il primo lancio orbitale per un’azienda privata europea e il primo lancio orbitale effettuato dal nostro continente. Nel computo si escludono i lanci sovietico/russi dai cosmodromi di Pleseck e Kapustin Jar che si trovano nella Russia europea.

Alle 22:12 italiane di oggi 5 settembre 2026 il lanciatore a due stadi Spectrum, realizzato dalla compagnia di Monaco di Baviera e battezzato Onward and Upward, è decollato dallo spazioporto di Andøya, situato sull’omonima isola nel nord della Norvegia.
Come da programma il primo stadio si è separato dopo 2′ e 30″, rimanendo visibile nelle immagini per molti minuti, illuminato dalla luce del sole già tramontato e in contrasto contro il cielo notturno.
L’ascesa verso l’orbita è quindi proseguita grazie al propulsore del secondo stadio che nei successivi 4′ e 30″ ha portato il carico utile in un’orbita polare di parcheggio di 180 x 500 km.

Al momento della pubblicazione di questo articolo non è ancora stata comunicata la conferma della successiva accensione del secondo stadio. Si rende necessaria per circolarizzare l’orbita e quindi permettere le operazioni di rilascio dei payload commerciali realizzati dall’azienda berlinese Exolaunch e stivati nel dispenser EXOpod Nova:
▪️ CyBEEsat, della Technische Universität Berlin 🇩🇪
▪️ TRISAT-S, della Univerza v Mariboru 🇸🇮
▪️ STS1, della Technische Universität Wien 🇦🇹
▪️ Platform 6 6UXL, di EnduroSat 🇧🇬
▪️ FramSat1, della Norges teknisk-naturvitenskapelige universitet (NTNU) 🇳🇴

Il dispenser EXOpod Nova di Exolaunch integrato sull’adattatore del secondo stadio dello Spectrum. Credit: Isar

Aggiornamento del 6 agosto ore 7:00

L’azienda tedesca ha confermato la seconda accensione e il rilascio corretto di tutti i payload.

A bordo del dispenser era presente anche l’esperimento statico Let it Go dell’azienda Dcubed, anch’essa di Monaco di Baviera, specializzata in sistemi di rilascio per satelliti e altro hardware.

Secondo le linee guida europee, dopo aver completato la missione, il secondo stadio effettuerà una terza accensione opposta alla direzione del moto, la classica deorbit burn, per rallentare e ricadere in maniera controllata e distruttiva in atmosfera.

Lo Spectrum è un lanciatore bistadio alto 28 metri, viene realizzato facendo ampio uso di avvolgimento in fibra di carbonio impregnata ed è in grado di portare circa 1.000 kg di carico utile in orbita bassa e 700 kg in orbita eliosincrona.

Un vettore Spectrum viene trasportato verso la rampa di lancio. Credit: Isar

Questo secondo lancio del vettore, il primo del 30 marzo 2025 è fallito dopo pochi secondi dal decollo, è stato rinviato più volte fin dallo scorso gennaio a causa di problemi tecnici e condizioni meteo sfavorevoli.
Durante il tentativo del 25 marzo, mentre mancavano pochi minuti al decollo, un peschereccio è entrato nell’area di mare interdetta antistante la rampa, causando un rinvio di 15 minuti.
Purtroppo in quei lasso di tempo si è verificato un aumento della temperatura del propellente che non poteva essere risolto entro i tempi stabiliti, causando quindi l’annullamento del lancio.
Il tentativo del 9 aprile è invece stato interrotto per un problema con un composite overwrapped vessel tank (COPV), un piccolo serbatoio realizzato con materiali compositi atto a contenere fluidi in pressione.

Isar Aerospace ha già contratti di lancio per almeno cinque missioni, sia per conto di clienti privati che istituzionali. Inoltre lo scorso febbraio ha comunicato il potenziamento delle proprie strutture di collaudo presso l’Esrange Space Center nel nord della Svezia.
Infatti per ogni vettore Spectrum realizzato, Isar deve produrre e mettere alla prova dieci propulsori Aquila (nove sul primo stadio e uno riavviabile sul secondo) alimentati a propano e ossigeno liquido (C3H8/LOX).
Il nuovo impianto sarà in grado di effettuare le accensioni di prova per oltre 30 propulsori al mese, consentendo di certificazioni di idoneità al volo di diversi vettori completi.

I propulsori Aquila durante il raffreddamento qualche minuto prima del lancio. Credit: Isar via YouTube (NasaSpaceFlight)

Come abbiamo già avuto modo di trattare tra queste colonne, ci sono diverse aziende private europee che intendono esordire con un lancio orbitale entro quest’anno. Tuttavia dalla lista purtroppo è uscita la britannica Orbital Express Launch Ltd. (Orbex) che, pur avendo il lanciatore Prime praticamente pronto, è fallita lo scorso febbraio in seguito a un’infruttuosa campagna di raccolta fondi.


Con questo lancio anche un’azienda europea entra finalmente nel ristretto novero delle realtà private che offrono lanci e servizi orbitali, unendosi a quelle di Stati Uniti, Cina, Nuova Zelanda e il recente ingresso dell’indiana Skyroot con il vettore Vikram-1.

Il video del lancio.


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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.

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