Un astronauta NASA a bordo della Sojuz MS-18

Il decollo della Sojuz MS-10. Credit: NASA/Bill Ingalls

NASA e Roskosmos hanno comunicato ufficialmente che l’astronauta della NASA Mark Vande Hei salirà a bordo della Sojuz MS-18 che sarà lanciata ad aprile. La particolarità di questo annuncio è che questo accordo non è stato siglato direttamente tra NASA e Roscosmos, ma tramite un intermediario, la società statunitense Axiom Space.

Per comprendere la genesi di questo accordo, occorre ripercorrere velocemente quanto è successo in questi ultimi 10/15 anni. La Stazione Spaziale Internazionale è un progetto nato e gestito da una partnership internazionale tra Stati Uniti, Russia, Europa, Canada e Giappone. La ISS è sostanzialmente costituita da un segmento orbitale russo e da un segmento orbitale statunitense, che include i moduli e altro hardware costruito in Europa, Giappone e Canada. Tutti gli equipaggi internazionali che hanno vissuto a bordo della ISS dal novembre 2000 a oggi hanno sempre visto almeno un membro russo e uno americano.

Nel 2018 nasce il desiderio della NASA di avere la certezza che a bordo della ISS vi siano sempre almeno un cosmonauta russo e un astronauta americano, presenze necessarie per far funzionare i rispettivi sistemi.

Nel corso dell’era dello Space Shuttle, NASA e Roscosmos avevano siglato un accordo per lo scambio di posti volo tra lo Shuttle e la capsula Sojuz. Quando lo Shuttle venne ritirato dal servizio attivo, l’accordo decadde e la NASA per far volare i propri astronauti dovette acquistare posti volo sulla capsula russa, dal momento che i veicoli di SpaceX e Boeing, nati sotto l’egida del progetto Commercial Crew Program, erano ancora in fase di sviluppo.

Nonostante ora vi sia la disponibilità di Crew Dragon di SpaceX, NASA desidererebbe poter continuare a lanciare astronauti statunitensi sulle Sojuz e, in cambio, permettere ai cosmonauti russi l’accesso ai veicoli statunitensi per assicurare che almeno una persona di ciascun paese possa essere presente in orbita. NASA questo scambio vorrebbe farlo senza alcun esborso di fondi da parte delle due agenzie spaziali.

Roskosmos è apparsa riluttante ad accettare questo accordo poiché vedrebbe svanire di colpo introiti che nel corso degli anni, agendo di fatto in regime di monopolio, hanno visto lievitare il costo per un posto volo sulle Sojuz fino a raggiungere la cifra di 90 milioni di dollari.

Tornando al presente, fino a pochi giorni fa, l’equipaggio della Sojuz MS-18 era ufficialmente composto da tre cosmonauti russi: Oleg Novickij, Pëtr Dubrov e Sergej Korsakov, anche se le fotografie scattate tempo fa a Novickij e Dubrov, nel corso del loro addestramento, avevano mostrato che le patch dell’equipaggio da loro indossate riportavano il nome di Vande Hei e non quello di Korsakov.

Mark Vande Hei

L’equipaggio della Sojuz MS-18 darà il cambio ai due cosmonauti russi e all’astronauta americana Kate Rubins che torneranno sulla Terra il 17 aprile con la Sojuz MS-17. Sulla ISS sono presenti in questo momento anche altri quattro membri, tre americani e un giapponese, che erano arrivati lo scorso novembre con la missione Crew-1 di SpaceX. Loro torneranno sulla Terra a fine aprile/inizio maggio.

Il turnover dell’equipaggio della missione Crew-1, che ricordiamo essere costituito da due americani, un giapponese e un europeo, dovrebbe avvenire il 22 aprile con la missione Crew-2, ma NASA aveva considerato che, se il lancio della Dragon dovesse essere posticipato per un qualsiasi motivo, un equipaggio di soli cosmonauti russi, come sarebbe dovuto essere quello della Sojuz MS-18, avrebbe aperto alla possibilità di non avere la presenza di astronauti americani sulla ISS.

Non riuscendo a ottenere un accordo con la controparte russa, il 9 febbraio la NASA ha improvvisamente aperto una richiesta per uno “scambio di posti per la Stazione Spaziale Internazionale”, siglando un accordo con Axiom Space, una società che sta costruendo un modulo commerciale che sarà collegato alla ISS. Il presidente e CEO di Axiom Space, Mike Suffredini, è stato il responsabile del programma ISS della NASA dal 2005 al 2015.

Axiom Space si occupa anche di inviare astronauti privati ​​sulla ISS. Uno dei primi voli acquistati da Axiom Space vedrà il prossimo anno il lancio di quattro persone su un veicolo Crew Dragon. Quell’equipaggio sarà composto da Michael Lopez-Alegria, un ex astronauta della NASA, e tre uomini che potranno permettersi di staccare un biglietto dal costo stimato di 55 milioni di dollari a persona.

In base all’accordo odierno, nel 2023 NASA concederà ad Axiom Space un posto su uno dei suoi voli spaziali commerciali senza alcun ulteriore esborso finanziario.

L’annuncio di oggi, quindi, non è la conferma dell’accordo di scambio gratuito di posti volo tra NASA e Roscosmos. Al momento solo Axiom e Roskosmos conoscono i dettagli del loro accordo. Un portavoce della NASA ha dichiarato che «Axiom si è assicurata i diritti esclusivi per l’acquisto di un posto sulla navicella Sojuz MS-18». Roskosmos ha a sua volta accettato l’accordo «riaffermando il suo impegno per accordi comuni e per lo spirito di collaborazione» per quanto riguarda la gestione della ISS. Axiom invece non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Facendo seguito alla sua dichiarazione, Roskosmos ha ufficializzato pochi giorni fa la sostituzione di Sergej Korsakov con l’astronauta NASA Mark Vande Hei come membro dell’equipaggio principale della missione MS-18, e quella di Dmitrij Petelin con l’astronauta Anne McClain per quanto riguarda l’equipaggio di riserva, inoltre è stata confermata anche la presenza di cosmonauti russi sui prossimi voli dei veicoli americani. Sergej Korsakov sarà assegnato a un volo sulla capsula Crew Dragon di SpaceX, ma non sono state rese pubbliche molte altre informazioni sul nome di altri candidati e non si sa ancora se anche Petelin rientrerà in questo scambio di posti volo. Al momento è ancora aperto uno slot per il ruolo di Specialista di Missione nella missione Crew-3 di SpaceX, che dovrebbe volare non prima di settembre di quest’anno.

Gli Stati Uniti si sono impegnati a far funzionare la ISS fino al 2024, anche se si sta lavorando a una estensione fino al 2028. Gli equipaggi ruotano su turni di circa 6 mesi di permanenza nello spazio, quindi saranno necessari molti altri posti Sojuz per raggiungere l’obiettivo della NASA di garantire che almeno un americano e un russo siano sempre presenti sulla ISS.

Al momento questi sono i prossimi passi. In futuro, quando anche la capsula Starliner sarà disponibile, NASA potrebbe decidere che Starliner e Crew Dragon sono sufficienti per garantire una presenza americana in orbita. Se così sarà, la Russia dovrà quindi provvedere in autonomia a organizzare la propria presenza sulla ISS.

Fonte: SpacePolicyOnline.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.