NASA farà volare cosmonauti russi sui veicoli di SpaceX e Boeing

La NASA ha sottoposto all’approvazione del Dipartimento di Stato americano una bozza di accordo che consentirebbe ai cosmonauti russi di volare dal prossimo anno verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di capsule statunitensi. Sostanzialmente la NASA non acquisterà più posti sulle Sojuz ma offrirà ai russi la possibilità di volare sulle Crew Dragon di SpaceX e sulle Starliner di Boeing. In cambio, se questo accordo fosse approvato, la Russia continuerà a lanciare astronauti statunitensi e internazionali a bordo dei propri veicoli.

In passato, funzionari russi avevano dichiarato che prima di prendere qualsiasi decisione avrebbero atteso che i veicoli americani fossero certificati per il volo. Recentemente, nel corso di una flight readiness review durata due giorni, NASA ha ufficialmente comunicato che la capsula Dragon e il razzo Falcon 9 di SpaceX hanno ricevuto il via libera ad operare in missioni con equipaggio. Questa notizia ha aperto la strada al lancio del primo di almeno sei voli regolari necessari per effettuare la normale rotazione degli equipaggi sulla ISS. La prima missione, conosciuta con il nome Crew-1, è stata lanciata lunedì scorso dal Kennedy Space Center alle ore 00:27 UTC con a bordo 4 membri di equipaggio: il comandante Mike Hopkins, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Shannon Walker e l’astronauta giapponese Soichi Noguchi. I quattro astronauti daranno il via a una spedizione della durata di quasi sei mesi, unendosi all’astronauta della NASA Kate Rubins e ai cosmonauti russi Sergej Ryžikov e Sergej Kud’-Sverčkov, già in orbita da tempo.

La capsula Crew Dragon di SpaceX – Credits: NASA

La missione Crew-2 dovrebbe essere lanciata il 30 marzo 2021. La Crew-3, attualmente prevista per settembre 2021, vedrà impegnati quattro astronauti e uno di questi potrebbe essere un cosmonauta russo, supponendo che i governi degli Stati Uniti e della Russia riescano a finalizzare l’accordo in tempo. I funzionari russi, desiderando garantire i più alti criteri di sicurezza ai loro cosmonauti, vorrebbero assistere a diversi voli dei veicoli Dragon e Starliner prima di consentire ai loro equipaggi di volare sulle capsule americane.

Se l’accordo intergovernativo fosse in vigore già dal prossimo anno, un astronauta della NASA o di un altro partner internazionale della stazione spaziale (Giappone, Europa o Canada) occuperebbe uno dei tre posti disponibili sulla Sojuz in partenza dal Kazakistan alla fine del 2021. Dal 2022 potrebbe accadere che su ogni volo in partenza per la ISS saranno presenti sia astronauti americani sia cosmonauti. Russi su veicoli americani e americani sulle Sojuz russe. In questa ampliata disponibilità di veicoli spaziali appare anomalo che ad aprile 2021 decolli in direzione della ISS una Sojuz con a bordo un equipaggio esclusivamente russo.

L’accordo, ancora in bozza, aiuterà a garantire che sulla ISS ci siano sempre almeno un paio di membri dell’equipaggio in grado di gestire sia la sezione russa dell’avamposto sia il segmento cosiddetto USOS (United States Orbital Segment), che include strumentazione statunitense, giapponese, europea e canadese. Se il programma russo o di uno dei veicoli statunitensi venisse temporaneamente sospeso, i membri dell’equipaggio degli altri partner internazionali avranno sempre e comunque un veicolo a disposizione su cui volare verso la Stazione Spaziale.

All’appello manca ancora la capsula di Boeing. È ormai dato per certo che per vedere una Starliner operativa si dovrà attendere la fine del 2021, quindi se l’accordo intergovernativo americano-russo verrà confermato, il prossimo anno i cosmonauti voleranno solamente sulle Crew Dragon di SpaceX oltre che, ovviamente, sulle Sojuz.

La capsula CST-100 Starliner Calipso – Credits: NASA/Cory Huston

Dal 2006 a oggi la NASA ha pagato al governo russo circa 3,9 miliardi di dollari per acquistare posti sui sedili delle Sojuz per i propri astronauti e quelli degli altri partner internazionali della ISS. La capsula russa è stata per un lungo periodo, dall’ultima missione dello Space Shuttle nel 2011 fino al volo di collaudo dalla Crew Dragon dello scorso maggio, l’unico veicolo in grado di trasferire equipaggi da e per la ISS.

Grazie al contributo finanziario fornito dalla NASA, dal 2009 gli appaltatori spaziali russi hanno dovuto e potuto raddoppiare la produzione di capsule Sojuz per soddisfare la domanda di trasporto di astronauti verso la Stazione Spaziale. Il contratto dell’ultima tranche di voli, firmato nel 2017, è scaduto quest’anno. Ora i funzionari russi hanno ridotto la tariffa dei voli Sojuz, ma hanno anche ridotto a due il numero dei voli previsti per quest’anno.

La capsula Sojuz TMA-7 – Credits: NASA

All’inizio di quest’anno, la NASA ha acquistato per una cifra superiore ai 90 milioni di dollari un ulteriore biglietto di andata e ritorno sulla Sojuz per essere certi che il settore USOS della ISS avesse sempre un astronauta americano presente, non avendo ancora in quel periodo la certezza della disponibilità dei veicoli Crew Dragon e Starliner. NASA ha assegnato quel posto a Kate Rubins, che è partita lo scorso 14 ottobre con Sergej Ryžikov e Sergej Kud’-Sverčkov per dare il via alla missione MS-17.

Lo scorso anno, l’Office of Inspector General della NASA ha riferito che il costo medio di un volo di un astronauta sulla Crew Dragon di SpaceX ammonta a circa 55 milioni di dollari mentre il costo di un volo sulla Starliner di Boeing è stimato in circa 90 milioni di dollari.

Fonte: SpaceFlightNow.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

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