Le cronache di Boca Chica – 2020-49 e 50

Credits: SpaceX

Benvenuti alle “Cronache da Boca Chica” per le settimane 49 e 50 del 2020. Oggi ripercorreremo quanto successo nel periodo dal 7 al 13 dicembre presso il sito di Boca Chica, Texas, dove SpaceX sta mettendo a punto i prototipi del suo nuovo sistema di lancio Starship/SuperHeavy.

Quella appena trascorsa è stata una settimana di grandi emozioni, caratterizzata dal balzo di Starship SN8 alla quota di 12,5 chilometri ma anche da qualche incredibile imprevisto.

Ecco, nell’infografica preparata settimanalmente dall’utente Twitter @brendan2908, la situazione attuale dei prototipi di Boca Chica, aggiornata a poco prima del pasticcio di SN9, di cui vi racconteremo tra poco.

Starship

Il tanto atteso volo ad alta quota del prototipo SN8 è dunque finalmente avvenuto lo scorso 9 dicembre, superando ogni attesa in termini di obiettivi raggiunti e lasciando tutti a bocca aperta per la sua surreale spettacolarità. Abbiamo raccontato ampiamente di questo lancio in un articolo dedicato, a cui vi rimandiamo per i dettagli.

Il decollo di Starship SN8 – Credits: SpaceX

Riassumendo quanto accaduto, dopo un volo praticamente perfetto che ha dimostrato con successo le fasi di salita, librazione e manovrabilità laterale ad alta quota, manovra di backflip, volo “planato” e recupero della posizione verticale per l’atterraggio, un problema di pressione del combustibile proveniente dalla header tank ha portato a una insufficienza di spinta nella fase finale, che ha causato l’atterraggio duro e conseguente “RUD” del prototipo.

Il volo di SN8 riassunto nel video di NasaSpaceFlight – Credits: NSF via Youtube

Per quanto la maggior parte dei media generalisti si sia focalizzata sull’esplosione di Starship all’atterraggio, interpretandola come una connotazione negativa del test, la realtà è ben diversa. Il volo di SN8 si può definire un successo eccezionale senza se e senza ma, che ha confermato la bontà di una serie di concetti chiave legati alla dinamica di volo di questo nuovo lanciatore. Su tutte, ci ha impressionato la padronanza del controllo di assetto, combinazione di un software di guida superlativo e di un apparato motoristico affidabile ed elastico, che ha visto il Raptor SN42 funzionare per quasi sei minuti consecutivi in un volo reale, insieme alla modulazione, orientamento, spegnimento e riaccensione di tutti e tre i propulsori.

Ad oggi possiamo affermare che SpaceX sia la regina incontrastata nel campo del riutilizzo dei booster, con un vantaggio tecnologico schiacciante sui più prossimi concorrenti dichiarati, cioè Blue Origin di Jeff Bezos.

La parte finale della settimana 50 si è conclusa con la raccolta e rimozione dei detriti di SN8, cui faranno seguito i lavori di riparazione dei (trascurabili) danni ad alcune delle infrastrutture nelle immediate vicinanze del pad di atterraggio sul quale è avvenuto lo schianto.

Non c’è stato quasi il tempo di riprendersi dalle grandi emozioni del primo e unico volo di SN8 che il suo successore SN9 ha fatto prendere a tutti un grande spavento: per motivi ancora tutti da chiarire lo scorso 11 dicembre il prototipo, che era al sicuro nella High Bay, si è inclinato ed è andato ad appoggiarsi alle pareti dell’edificio, che ne hanno frenato e impedito la caduta.

Si è trattato di un vero colpo di fortuna: se il cedimento al cestello di supporto fosse avvenuto qualche metro più vicino alla “porta” della High Bay, SN9 sarebbe precipitato rovinosamente al suolo nel piazzale affollato di mezzi e operai, e quella che ad oggi sembra essere solo uno spettacolare imprevisto avrebbe potuto facilmente trasformarsi in una terribile tragedia. Fa una certa impressione anche pensare che solo poche ore prima Elon Musk in persona era andato a scattarsi un selfie ai piedi di SN9.

Non risultano, al momento, feriti o danni ingenti all’hangar o al prototipo. Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 dicembre sono iniziate le attività per rimettere SN9 in verticale, e fare una prima valutazione dell’accaduto. Grazie all’intervento di una delle più massicce gru a disposizione, SN9 è stato sollevato e rimesso in verticale, mostrando uno schiacciamento della pinna di coda entrata in contatto con la High bay oltre a qualche altra ammaccatura sul nosecone.

Al momento in cui scriviamo SpaceX non ha rilasciato alcun comunicato riguardante l’incidente, né tramite i suoi account social ufficiali né tramite il vulcanico Elon Musk, che con ogni probabilità non sarà compiaciuto di questo episodio, che solo per un caso fortuito non si è trasformato in qualcosa di molto più grave.

Nota a margine: sono continuati i lavori per l’assemblaggio degli altri prototipi di Starship. Tra questi è stato avvistato il common dome di SN16, cioè la paratia in comune tra i serbatoi di ossigeno e metano liquidi.

Tra le opere di fan art più belle arrivate sui social la scorsa settimana si distingue questa realistica animazione di @Pockn_CG, che ha ricreato l’ipotetico volo di un Starship/SuperHeavy completo. Commento tecnico: wow!

In chiusura, segnaliamo che SpaceX ha iniziato a smantellare lo storico primo prototipo di Starship, SN1. Dopo essere stato la superstar della serata di presentazione organizzata da Elon Musk nel 2019 (nonché il suggestivo soggetto della nostra immagine di copertina) è destinato a finire ingloriosamente nella discarica ferrivecchi di Boca Chica. Sic transit gloria mundi.

SuperHeavy

Come nelle scorse settimane, anche per questo numero le novità riguardanti SuperHeavy non abbondano, anche se sono stati avvistati e fotografati alcuni lavorati in acciaio diversi da quelli normalmente impiegati per le Starship. In particolare è stato fotografato un anello che sembrerebbe appartenere al thrust puck del booster, cioè la piastra di collegamento tra i motori a razzo e lo scafo del lanciatore.

Le infrastrutture

Nelle scorse due settimane i lavori infrastrutturali più importanti sono stati la continuazione della costruzione del muro perimetrale di container e la prosecuzione dei lavori edilizi nella zona della rampa di lancio/atterraggio delle Starship.

Tutto sui prototipi Startship Orbiter

PrototipoStatoDettagli
Starhopper:wrench:Posizionato accanto ai pad di test, svolge la funzione di torre radar e, probabilmente, di serbatoio.
Mark 1:skull_and_crossbones:Lo sviluppo di Mark 1 è iniziato a Boca Chica, Texas, nel dicembre 2018 ed è culminato nella sua distruzione durante un test di tenuta ad alta pressione nel novembre 2019. La sezione nose cone (la parte sommitale del razzo) era stata smontata prima del test distruttivo e rimane a disposizione a Boca Chica.
Mark 2
Mark 4
:recycle:Lo sviluppo di Mark 2, iniziato nel sito SpaceX di Cocoa in Florida tra dicembre 2018 e maggio 2019, non è mai stato completato. Con la chiusura del sito di Cocoa vari pezzi sono stati trasportati a Boca Chica e integrati nello sviluppo di altri prototipi. Mark 4, in lavorazione sempre a Cocoa, non è mai andato oltre le fasi preliminari.
SN1
Mark 3
:skull_and_crossbones:Serial Number 1, inizialmente identificato come Mark 3, è stato assemblato a partire da ottobre 2019 nel sito di Boca Chica, Texas. È stato distrutto in un test di tenuta ad alta pressione il 28/2/2020.
SN2:recycle:La costruzione di SN2 ha avuto inizio nel febbraio 2020 e per un mese circa ha svolto il ruolo di piattaforma di test per migliorare le tecniche di saldature della zona di montaggio dei motori sul fondo del razzo (thrust puck). La struttura era composta principalmente dai serbatoi e non era destinata a prove di volo. Dopo i test SN2 è stato ritirato dal servizio.
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2020 su SN2 sono iniziati dei lavori di modifica non meglio specificati.
SN3:skull_and_crossbones:Costruito come prototipo per prove di volo a bassa quota, è stato distrutto durante un test ad alta pressione per un errore umano nella configurazione delle valvole il 03/04/2020.
SN4:skull_and_crossbones:Serial Number 4 è stato assemblato a partire da marzo 2020 ed è esploso il 29 maggio 2020, al quinto static fire.
SN5:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il primo prototipo di Starship ad aver volato (150 metri di altezza), il 5 agosto 2020. Al momento SN5 è a disposizione di SpaceX nella Mid Bay di Boca Chica.
SN6:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il secondo prototipo ad aver effettuato il volo a 150 metri di altezza il 3 settembre 2020.
SN7:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo particolare prototipo era costituito da un solo serbatoio, destinato ad essere portato volontariamente fino al punto di rottura, al fine di testare una nuova lega di acciaio. Il prototipo è esploso come atteso il 23 giugno 2020.
SN7.1:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo prototipo, similmente a SN7, era costituito da un solo serbatoio e destinato a essere testato fino al punto di rottura. Il test distruttivo è avvenuto il 23 settembre 2020.
SN8:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato ad agosto 2020. È stato il primo prototipo ad effettuare un lancio ad alta quota, arrivando a 12,5 km di altezza. È andato distrutto all’atterraggio il 9 dicembre 2020.
SN9:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN10:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN11:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN12:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN14:wrench:Assemblaggio iniziato a ottobre 2020.

Tutto sui prototipi di SuperHeavy

PrototipoStatoDettagli
SN1:wrench:I primi elementi di SuperHeavy SN1 sono stati avvistati il 22 settembre 2020.

Le nostre fonti

Le informazioni che raccoglieremo in questa serie di articoli derivano principalmente dall’instancabile lavoro di varie troupe di appassionati e giornalisti non professionisti che da mesi tengono d’occhio costantemente le attività in corso a Boca Chica. Tra queste si segnalano NasaSpaceFlight e LabPadre, che grazie a Twitter, dirette video dedicate e immagini ad alta risoluzione, forniscono dati preziosi altrimenti impossibili da ricavare dai comunicati stampa o tweet ufficiali di SpaceX.

Una curiosità riguardo all’identificazione a distanza dei vari prototipi: l’esame delle foto alla parte esterna dei segmenti cilindrici di Starship e SuperHeavy, scattate dalle troupe quando vengono movimentati dalle gru del cantiere, rivela la presenza di etichette vere e proprie, o scritte lasciate dagli operai assemblatori nel corso dei lavori di saldatura, che non lasciano dubbi sul prototipo di appartenenza e sulla loro esatta posizione finale. È così che i tanti appassionati riescono ormai da mesi a seguire le frenetiche attività delle maestranze di SpaceX.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. OVIDIO SCARPULLA ha detto:

    Molto interessante!