Le cronache di Boca Chica – 2020-47 e 48

Credits: SpaceX

Benvenuti alle “Cronache da Boca Chica” 2020-47 e 48. Questa settimana ripercorreremo quanto successo nel periodo dal 16 novembre al 29 novembre presso il sito di Boca Chica, Texas, dove SpaceX sta mettendo a punto i prototipi del suo nuovo sistema di lancio Starship/Super Heavy.

La settimana 47 è trascorsa senza particolari novità, a parte il prosieguo dei lavori di routine presso Boca Chica. L’assemblaggio dei prototipi, i lavori edilizi alle rampe di lancio e al muro perimetrale, così come i test al prototipo Starship SN8 sono andati avanti regolarmente. La settimana 48, invece, è stata caratterizzata da uno static fire di SN8 coronato da pieno successo, parte di quelli che davvero sembrano gli ultimi preparativi al tanto atteso balzo del veicolo alla quota di 15 km. L’eccitazione per l’imminenza del momento tanto atteso deve avere coinvolto anche Elon Musk, che è stato particolarmente generoso nel discutere su Twitter i test che SpaceX svolgerà con il suo ottavo prototipo.

Starship

Il prototipo SN8 è stato saldamente ancorato alla rampa di lancio per tutta la settimana 47, circondato dalle attenzioni quotidiane dei tecnici di SpaceX, che hanno sì svolto una miriade di piccole attività in vista dell’agognato balzo chilometrico, ma anche in preparazione di un ulteriore static fire da svolgersi nella settimana 48. Lo scopo di questa ulteriore verifica era validare il funzionamento del Raptor #42, che ha sostituito lo sfortunato #32 danneggiatosi nel test del 12 novembre.

L’accensione di prova è poi effettivamente avvenuta, con successo, lo scorso 24 novembre, come mostra questo eccellente video raccolto da BocaChica Gal, collaboratrice del forum NasaSpaceFlight residente nel piccolo villaggio texano.

Molto interessanti anche i progressi di SN9, che in queste ultime due settimane ha ricevuto sia la sua ogiva che un generoso carico di mattonelle refrattarie. Queste ultime sono elementi esagonali funzionalmente identiche a quelle dello Space Shuttle, anche se sembrano essere montate in modo molto più saldo, con un ancoraggio meccanico. Inoltre, essendo identiche, la loro produzione in serie e sostituzione dovrebbe essere molto più economica di quelle sagomate singolarmente della navetta spaziale.

Elon Musk ha nel frattempo rivelato su Twitter le cause del grave problema al Raptor #32. Secondo il CEO di SpaceX i problemi del propulsore non sarebbero dovuti a un malfunzionamento tecnico, ma a danni creati da scaglie di cemento staccatesi dalla piattaforma sotto la rampa che hanno colpito la zona dei motori. In particolare, uno di questi frammenti ha colpito e tranciato alcuni cavi del sistema avionico, causando lo spegnimento scomposto del motore.

La ricostruzione in effetti appare più che credibile, soprattutto se si considera l’atteggiamento temerario di SpaceX nel gestire la logistica del suo centro sperimentale, a metà tra un’avveniristica fabbrica di razzi e un cantiere edilizio dove polvere e salsedine sono onnipresenti. Musk ha assicurato che in futuro le linee dell’avionica saranno protette da passacavi di acciaio, mentre la rampa di lancio sarà raffreddata tramite di tubi di acciaio in cui scorrerà acqua.

Cosa aspettarsi dunque per la settimana appena iniziata? Le ultime indiscrezioni parlano di due attività: un ultimo static fire di SN8, che avrà luogo probabilmente lunedì 30 novembre, cui seguirà, non prima di mercoledì 2 dicembre, il balzo alla quota di 15 km.

A proposito dello storico e tanto atteso balzo, Musk su Twitter ha delineato gli obiettivi di questo test:

  • ascesa in quota con l’utilizzo dei 3 motori Raptor;
  • test delle alette di controllo;
  • transizione dell’alimentazione propellenti dai serbatoi principali a quelli di assistenza all’atterraggio (c.d. header tank);
  • manovra di atterraggio con “giravolta”.

Si tratta dunque di un volo dal programma particolarmente complesso, tanto che Musk non gli attribuisce oltre il 30% di possibilità di riuscita. SpaceX, in via prudenziale, oltre alla solita ordinanza di chiusura strade attorno al centro di Boca Chica, ha richiesto anche l’istituzione di una zona di interdizione aerea e marittima piuttosto vasta attorno al centro sperimentale, in modo che un eventuale incidente a SN8 possa avvenire senza danni a persone o cose. Sarà dunque un evento da non perdere. Musk ha promesso che SpaceX organizzerà lo streaming in diretta del lancio, succeda quel che succeda. La nostra community sta già seguendo l’evolversi degli eventi sulla discussione dedicata aperta su forumastronautico.it.

Oltre al lavoro attorno ai prototipi SN8 e SN9, questa settimana si è fatta vedere anche la prima componente di SN15. Secondo un tweet di Elon Musk questo prototipo sarà il primo a ricevere alcune (non meglio specificate) migliorie sostanziali rispetto a quelle più piccole e incrementali apportate a SN9 e SN10. Questi ultimi, in particolare SN9, sono quasi ultimati, e saranno a disposizione per subentrare a SN8 in caso di imprevisti.

SN9 e SN10 fanno comunque parte di un piano di test multipli, che dovranno confermare l’efficacia delle alette di controllo e la capacità passare in modo affidabile l’alimentazione dei Raptor dai serbatoi principali agli header tank nelle fasi cruciali del volo. Solo quando queste verifiche saranno completamente effettuate SpaceX passerà all’applicazione delle mattonelle dello scudo termico e ai test supersonici.

Super Heavy

Per queste due settimane non si segnala nulla di particolarmente nuovo per quanto concerne Super Heavy, il cui assemblaggio continua nella High Bay.

Le infrastrutture

Come per le settimane precedenti continuano i lavori edilizi attorno alle rampe di lancio, così come i lavori di costruzione del muro perimetrale.

Tutto sui prototipi Startship Orbiter

Ecco, in questa efficace infografica, la situazione di tutti i prototipi presenti nel centro sperimentale di Boca Chica.

PrototipoStatoDettagli
Starhopper:wrench:Posizionato accanto ai pad di test, svolge la funzione di torre radar e, probabilmente, di serbatoio.
Mark 1:skull_and_crossbones:Lo sviluppo di Mark 1 è iniziato a Boca Chica, Texas, nel dicembre 2018 ed è culminato nella sua distruzione durante un test di tenuta ad alta pressione nel novembre 2019. La sezione nose cone (la parte sommitale del razzo) era stata smontata prima del test distruttivo e rimane a disposizione a Boca Chica.
Mark 2
Mark 4
:recycle:Lo sviluppo di Mark 2, iniziato nel sito SpaceX di Cocoa in Florida tra dicembre 2018 e maggio 2019, non è mai stato completato. Con la chiusura del sito di Cocoa vari pezzi sono stati trasportati a Boca Chica e integrati nello sviluppo di altri prototipi. Mark 4, in lavorazione sempre a Cocoa, non è mai andato oltre le fasi preliminari.
SN1
Mark 3
:skull_and_crossbones:Serial Number 1, inizialmente identificato come Mark 3, è stato assemblato a partire da ottobre 2019 nel sito di Boca Chica, Texas. È stato distrutto in un test di tenuta ad alta pressione il 28/2/2020.
SN2:recycle:La costruzione di SN2 ha avuto inizio nel febbraio 2020 e per un mese circa ha svolto il ruolo di piattaforma di test per migliorare le tecniche di saldature della zona di montaggio dei motori sul fondo del razzo (thrust puck). La struttura era composta principalmente dai serbatoi e non era destinata a prove di volo. Dopo i test SN2 è stato ritirato dal servizio.
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2020 su SN2 sono iniziati dei lavori di modifica non meglio specificati.
SN3:skull_and_crossbones:Costruito come prototipo per prove di volo a bassa quota, è stato distrutto durante un test ad alta pressione per un errore umano nella configurazione delle valvole il 03/04/2020.
SN4:skull_and_crossbones:Serial Number 4 è stato assemblato a partire da marzo 2020 ed è esploso il 29 maggio 2020, al quinto static fire.
SN5:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il primo prototipo di Starship ad aver volato (150 metri di altezza), il 5 agosto 2020. Al momento SN5 è a disposizione di SpaceX nella Mid Bay di Boca Chica.
SN6:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il secondo prototipo ad aver effettuato il volo a 150 metri di altezza il 3 settembre 2020.
SN7:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo particolare prototipo era costituito da un solo serbatoio, destinato ad essere portato volontariamente fino al punto di rottura, al fine di testare una nuova lega di acciaio. Il prototipo è esploso come atteso il 23 giugno 2020.
SN7.1:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo prototipo, similmente a SN7, era costituito da un solo serbatoio e destinato a essere testato fino al punto di rottura. Il test distruttivo è avvenuto il 23 settembre 2020.
SN8:wrench:Assemblaggio iniziato ad agosto 2020. Dovrebbe essere il primo prototipo ad effettuare un lancio arrivando a 15 km di altezza.
SN9:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN10:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN11:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN12:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN14:wrench:Assemblaggio iniziato a ottobre 2020.
SN15:wrench:Assemblaggio iniziato a fine novembre 2020.

Tutto sui prototipi di Super Heavy

PrototipoStatoDettagli
SN1:wrench:I primi elementi di Super Heavy SN1 sono stati avvistati il 22 settembre 2020.

Le nostre fonti

Le informazioni che raccoglieremo in questa serie di articoli derivano principalmente dall’instancabile lavoro di varie troupe di appassionati e giornalisti non professionisti che da mesi tengono d’occhio costantemente le attività in corso a Boca Chica. Tra queste si segnalano NasaSpaceFlight e LabPadre, che grazie a Twitter, dirette video dedicate e immagini ad alta risoluzione, forniscono dati preziosi altrimenti impossibili da ricavare dai comunicati stampa o tweet ufficiali di SpaceX.

Una curiosità riguardo all’identificazione a distanza dei vari prototipi: l’esame delle foto alla parte esterna dei segmenti cilindrici di Starship e Super Heavy, scattate dalle troupe quando vengono movimentati dalle gru del cantiere, rivela la presenza di etichette vere e proprie, o scritte lasciate dagli operai assemblatori nel corso dei lavori di saldatura, che non lasciano dubbi sul prototipo di appartenenza e sulla loro esatta posizione finale. È così che i tanti appassionati riescono ormai da mesi a seguire le frenetiche attività delle maestranze di SpaceX.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. Adriano Ramella ha detto:

    Buona sera, interessante e documentato articolo, sono incuriosito e appassionato di razzi e voli dagli anni 50 quando Von Braun e soci entrarono nel mio immaginario di quindicenne, oggi over 80 ,seguo con immutata passione. Grazie