Le cronache di Boca Chica – 2020-43

Credits: SpaceX

Benvenuti alle “Cronache da Boca Chica” 43-2020. Questa settimana ripercorreremo quanto successo nel periodo dal 19 al 25 ottobre presso il sito di Boca Chica, Texas, dove SpaceX sta mettendo a punto i prototipi del suo nuovo sistema di lancio Starship/SuperHeavy.

Quella appena trascorsa si può ben definire una settimana particolarmente ricca, soprattutto per due eventi molto attesi: lo static fire di Starship SN8 e l’unione del segmento nosecone (l’ogiva) con il resto del prototipo.

Nell’immagine allegata a questo tweet potete vedere un efficace riassunto dello stato attuale di Starship e SuperHeavy in termini di hardware assemblato, a disposizione di SpaceX per futuri test.

Starship

Il 19 ottobre c’è stato forse un primo tentativo di static fire, o più semplicemente un test del preburner dei Raptor, cioè del dispositivo che grazie a una combustione parziale e imperfetta di combustibile e comburente (vi sono due preburner per ogni Raptor) danno potenza alle pompe che spingono i reagenti nella camera di combustione ad alta pressione. Una “sfiammata” comunque molto suggestiva nell’oscurità della notte texana.

SpaceX ci ha lasciato solo un giorno in sospeso, visto che l’indomani, 20 ottobre, è finalmente avvenuto lo static fire vero e proprio, il primo, peraltro, che ha visto coinvolti ben tre Raptor contemporaneamente. Come per i casi precedenti si è trattato di un evento durato una manciata di secondi, ma comunque dagli esiti spettacolari. A marcare la differenza con l’accensione dei pre burner del giorno prima sono stati l’evidente aumento del bagliore scatenato all’accensione e la grande nube di polvere che si è sollevata dalla rampa di lancio/cantiere edile che oggi è il centro di Boca Chica, testimone dell’efficacia del “soffio” infuocato dei tre propulsori.

Ecco il video dallo streaming della troupe di NasaSpaceFlight.com

Superata questa importante prova di collaudo, SpaceX ha dato il via all’unione del nosecone con il corpo principale di Starship SN8. Il trasporto dell’ogiva, dotata di alette canard, verso la rampa di lancio è stata un’ulteriore occasione per i fotografi e gli amatori presenti per raccogliere video e foto veramente spettacolari. Guardate lo spettacolo che si è presentato alla fotocamera di Austin Barnard, appostato a lato della strada durante il trasferimento del nosecone.

Prima di procedere con l’accostamento e la saldatura dei due segmenti di SN8, l’RCS (Reaction Control System – il sistema di controllo dell’assetto consistente in piccoli motori a razzo o gas inerte) montato nella parte sommitale dell’ogiva è stato a sua volta collaudato, come mostrato nell’immagine qui sotto.

Il sistema RCS del nosecone di SN8 durante il test – Credits: LabPadre via YouTube

Passata anche questa verifica, nella giornata del 23 ottobre, grazie al supporto di una delle gigantesche gru presenti nella zona di assemblaggio, i due segmenti di Starship SN8 sono finalmente stati allineati e saldati, dando vita a uno spettacolo ancora più grandioso di quello offerto oltre un anno fa da SN1, assemblato in modo analogo senza però condividere le funzionalità dimostrate dagli ultimi modelli dei prototipo di SpaceX. A suo tempo fu senza dubbio un ottimo stunt pubblicitario, oggi invece ci troviamo di fronte ad un veicolo sperimentale teoricamente pronto a balzare a 15 km di quota.

Ecco il video di NasaSpaceFlight che documenta le lunghe ore di questa operazione.

Non è al momento chiaro quale sia il prossimo step per Starship SN8. Musk ha dichiarato con chiarezza che l’obiettivo di questo prototipo è tentare il balzo a 15 km. Non è però chiaro se prima si proverà a effettuare un altro hop, cioè il “saltello” da 150 metri già sperimentato da SN5 e SN6.

È difficile dirlo con precisione dato che SpaceX rilascia pochissimi commenti ufficiali in merito ai test svolti a Boca Chica, che peraltro vengono quasi sempre pubblicati a posteriori. Vedremo se Elon Musk si farà scappare uno dei suoi tweet prima della fine della settimana.

La situazione “chiusura strade”, al momento in cui scriviamo, è la seguente

DaAP/B/A
 mercoledì 28 ottobre 2020 14:00 giovedì 29 ottobre 2020 05:00Primaria
 giovedì 29 ottobre 2020 14:00 venerdì 30 ottobre 2020 05:00Backup
 venerdì 30 ottobre 2020 11:00 venerdì 30 ottobre 2020 17:00Backup

Un’ultima novità interessante è il nosecone che è stato ricoperto di vernice bianca e decorato con i motivi della NASA. Non è ancora chiaro il motivo per cui si sia proceduto con questa attività, ma non è da escludere che SpaceX stia assemblando un mockup, cioè un prototipo inerte da presentare all’agenzia spaziale statunitense nel contesto della competizione per la progettazione del lander lunare per il programma Artemis, e che quindi presto questo nosecone e forse altre parti prendano la strada di uno dei centri NASA come hanno fatto i modelli di test degli altri concorrenti.

SuperHeavy

Questa settimana non si segnalano particolari novità per quanto concerne la costruzione del primo esemplare di SuperHeavy, che rimane al momento disassemblato in varie parti come documentato nelle scorse settimane.

Le infrastrutture

Continuano febbrili i lavori alle infrastrutture di Boca Chica. In questa settimana si è esteso il muro perimetrale costituito da container affiancati, a cui vengono saldate grosse lastre di acciaio probabilmente scartate dalla produzione dei prototipi.

Sono in molti a chiedersi se a costruzione ultimata si dovrà dire addio alle riprese amatoriali che ci documentano praticamente ogni genere di attività che si svolge all’esterno dei capannoni, e che fino ad oggi ci hanno consentito di seguire come non mai la grande avventura di SpaceX nella costruzione del suo mastodontico sistema di lancio.

Tutto sui prototipi Startship Orbiter

PrototipoStatoDettagli
Starhopper:wrench:Posizionato accanto ai pad di test, svolge la funzione di torre radar e, probabilmente, di serbatoio.
Mark 1:skull_and_crossbones:Lo sviluppo di Mark 1 è iniziato a Boca Chica, Texas, nel dicembre 2018 ed è culminato nella sua distruzione durante un test di tenuta ad alta pressione nel novembre 2019. La sezione nose cone (la parte sommitale del razzo) era stata smontata prima del test distruttivo e rimane a disposizione a Boca Chica.
Mark 2
Mark 4
:recycle:Lo sviluppo di Mark 2, iniziato nel sito SpaceX di Cocoa in Florida tra dicembre 2018 e maggio 2019, non è mai stato completato. Con la chiusura del sito di Cocoa vari pezzi sono stati trasportati a Boca Chica e integrati nello sviluppo di altri prototipi. Mark 4, in lavorazione sempre a Cocoa, non è mai andato oltre le fasi preliminari.
SN1
Mark 3
:skull_and_crossbones:Serial Number 1, inizialmente identificato come Mark 3, è stato assemblato a partire da ottobre 2019 nel sito di Boca Chica, Texas. È stato distrutto in un test di tenuta ad alta pressione il 28/2/2020.
SN2:recycle:La costruzione di SN2 ha avuto inizio nel febbraio 2020 e per un mese circa ha svolto il ruolo di piattaforma di test per migliorare le tecniche di saldature della zona di montaggio dei motori sul fondo del razzo (thrust puck). La struttura era composta principalmente dai serbatoi e non era destinata a prove di volo. Dopo i test SN2 è stato ritirato dal servizio.
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2020 su SN2 sono iniziati dei lavori di modifica non meglio specificati.
SN3:skull_and_crossbones:Costruito come prototipo per prove di volo a bassa quota, è stato distrutto durante un test ad alta pressione per un errore umano nella configurazione delle valvole il 03/04/2020.
SN4:skull_and_crossbones:Serial Number 4 è stato assemblato a partire da marzo 2020 ed è esploso il 29 maggio 2020, al quinto static fire.
SN5:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il primo prototipo di Starship ad aver volato (150 metri di altezza), il 5 agosto 2020. Al momento SN5 è a disposizione di SpaceX nella Mid Bay di Boca Chica.
SN6:wrench:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020, è il secondo prototipo ad aver effettuato il volo a 150 metri di altezza il 3 settembre 2020.
SN7:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo particolare prototipo era costituito da un solo serbatoio, destinato ad essere portato volontariamente fino al punto di rottura, al fine di testare una nuova lega di acciaio. Il prototipo è esploso come atteso il 23 giugno 2020.
SN7.1:skull_and_crossbones:Assemblaggio iniziato nel maggio 2020. Questo prototipo, similmente a SN7, era costituito da un solo serbatoio e destinato a essere testato fino al punto di rottura. Il test distruttivo è avvenuto il 23 settembre 2020.
SN8:wrench:Assemblaggio iniziato ad agosto 2020. Dovrebbe essere il primo prototipo ad effettuare un lancio arrivando a 15 km di altezza.
SN9:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN10:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN11:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN12:wrench:Assemblaggio iniziato a settembre 2020.
SN14:wrench:Assemblaggio iniziato a ottobre 2020.

Tutto sui prototipi di SuperHeavy

PrototipoStatoDettagli
SN1:wrench:I primi elementi di SuperHeavy SN1 sono stati avvistati il 22 settembre 2020.

Le nostre fonti

Le informazioni che raccoglieremo in questa serie di articoli derivano principalmente dall’instancabile lavoro di varie troupe di appassionati e giornalisti non professionisti che da mesi tengono d’occhio costantemente le attività in corso a Boca Chica. Tra queste si segnalano NasaSpaceFlight e LabPadre, che grazie a Twitter, dirette video dedicate e immagini ad alta risoluzione, forniscono dati preziosi altrimenti impossibili da ricavare dai comunicati stampa o tweet ufficiali di SpaceX.

Una curiosità riguardo all’identificazione a distanza dei vari prototipi: l’esame delle foto alla parte esterna dei segmenti cilindrici di Starship e SuperHeavy, scattate dalle troupe quando vengono movimentati dalle gru del cantiere, rivela la presenza di etichette vere e proprie, o scritte lasciate dagli operai assemblatori nel corso dei lavori di saldatura, che non lasciano dubbi sul prototipo di appartenenza e sulla loro esatta posizione finale. È così che i tanti appassionati riescono ormai da mesi a seguire le frenetiche attività delle maestranze di SpaceX.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.