SpaceX prepara il secondo volo di un Falcon 9 usato

Roberto Mastri

Collabora con AstronautiNEWS dal gennaio 2016

11 Risposte

  1. RIC 5 stelle ha detto:

    I love Elon !!!!!!!!! The future is now !!!!!

  2. Fabio Bolognesi ha detto:

    Space X è avanti, mi viene in mente l’intervento del solito burocrate da 4 soldi, mi riferisco dal DG di ESA, “l’usato non è conveniente ed è rischioso”.

    • signaleleven ha detto:

      Ho cercato, ma non ho trovato questa dichiarazione di Jan Woerner.
      Hai qualche link o hai deciso di insultarlo in base ad un vago ricordo?

      • Fabio Bolognesi ha detto:

        mi sembra averlo letto o su questo blog, o sui news spazio, vedrò di cercarlo. me lo ricordo perché avvenne dopo l’incidente di falcon 9 a settembre 2016, mi colpì molto il tono di arroganza. Se non ci credi fai pure, ma sono sicuro di questa affermazione.

        • signaleleven ha detto:

          ““L’esperienza dello space shuttle, molto costoso anche se riutilizzabile, ci ha fatto pensare che quella potrebbe non essere la sola strada per abbassare i costi.”

          Dichiarazione briefing di inizio anno 2017 (https://www.astronautinews.it/2017/01/22/briefing-dinizio-anno-per-il-dg-esa-jan-woerner/)

          Non mi sembra una frase arrogante, non quanto “burocrate da quattro soldi” almeno.

          • Fabio Bolognesi ha detto:

            capisco, ma conosci il progetto skylon (inglese), perché quella è la strada, lo shuttle era riutilizzabile in teoria, guarda anche blue origin con il new glann.

          • Marco Zambianchi ha detto:

            Gentile Fabio, l’eterna discussione tra razzi “usa e getta” e riutilizzabili si riassume in una considerazione di tipo economico. Progettare e sviluppare un sistema riutilizzabile richiede un investimento notevolmente più alto di quello richiesto per produrre lanciatori usa e getta, e a questo si aggiungono i costi legati alla manutenzione da effettuare tra un volo e il successivo.
            La storia dello space shuttle ci insegna che se da un lato il concetto di riutilizzabilità è tecnicamente forse la sfida ingegneristica più interessante, dall’altro se i costi ad esso legati non si mantengono i più bassi possibile e non vengono spalmati su un numero sufficiente di lanci, l’azienda che ha scelto quella strada sarà presto fuori mercato. Capire quale dei due approcci seguire è frutto di una squisita analisi di mercato. Se ci si aspetta un alto numero di lanci, allora il riutilizzabile diventa conveniente. Se invece (come ad esempio nel caso dell’SLS o di Ariane 6) si prevede che il mercato sia sostanzialmente stagnante in termini di numero di lanci, allora la serializzazione della produzione di lanciatori usa e getta diventa la via più conveniente.
            E’ probabile che ESA abbia deciso seguendo questa precisa analisi di mercato, piuttosto che per la presunta impreparazione dei suoi dirigenti.
            Un ultimo dato: Bezos sta investendo di tasca sua la bellezza di 1 miliardo di dollari ogni anno da circa 10 anni *solo* per sviluppare due lanciatori, New Shepard e New Glenn. Il bilancio totale di ESA per il 2017 è pari a 5,75 miliardi di Euro (e ci paga tutto).

          • Fabio Bolognesi ha detto:

            Scusami, conosci il programma skylon?, io non sono d’accordo con la tua tesi, perché io credo che un giorno non tanto lontano ogni 10/15 giorni ci sarà un lancio in LEO almeno con razzi riutilizzabili almeno il primo stadio, persino Boeing ha progettato un sistema di recupero, questi fanno innovazione e cambieranno il mondo, mentre ESA, il cui bilancio è a carico nostro (vorrei vedere l’utile), finirà per adeguarsi con netto ritardo perché non fa innovazione.

          • Nevira ha detto:

            Caro Fabio, prima c’era differenza tra ricerca (principalmente pubblica) e business (in mano a privati). SpaceX ha saputo conciliare le due attività, con ritardi, e dunque costi, sostenuti in parte anche dai propri clienti. Si ha così una azienda privata che investe in ricerca e sviluppo più di quanto facciano molte agenzie spaziali pubbliche nel mondo. Occorre ricordare che, caso quasi unico nel suo genere, le quote di controllo di SpaceX e Blue Origin sono nelle mani ancora dei rispettivi e ricchissimi fondatori che possono far prevalere la loro voce sopra le pressioni degli altri azionisti, i finanziatori ed il coro degli “esperti” del settore che solitamente pilotano le altre compagnie. Alla fine tutto ciò si traduce nello scegliere tra il rischio del tentare ed il rischio dello stare seduti a guardare. Per chi non parte da zero ed ha già investito su infrastrutture e metodologie collaudate, la seconda scelta è quasi obbligata. Attenzione però ad alzarsi prima che sia troppo tardi …

  3. MayuriK ha detto:

    Grande SpaceX! Speriamo vada tutto bene!

  4. espirit ha detto:

    Grande Musk! Sta portando un bel po’ di innovazione nel settore spaziale… speriamo che a breve introduca anche qualche innovazione nei sistemi propulsivi.
    Ma per ora va anche bene così

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.