Il Dream Chaser continua nel suo programma di test

Interpretazione artistica dell'atterraggio

La divisione spazio di Sierra Nevada Coporation (SNC’s Space System) continua lo sviluppo della navetta Dream Chaser nell’ambito del programma Commercial Crew Integrated Capability (CCiCap) finanziato dalla NASA e a breve inizierà i test atmosferici presso il centro NASA Dryden Flight Research.

Dream Chaser

Il Dream Chaser pronto per la spedizione al NASA Dryden (Credit: Sierra Nevada Corporation)

Lunedì 13 maggio presso il proprio quartier generale di Luisville in Colorado ha imballato e preparato al trasporto un nuovo prototipo a grandezza naturale della navetta che era stato precedentemente assemblato e testato. Il tutto è stato quindi spedito al centro NASA Dryden Flight Research situato presso la base USAF di Edwards in California dove è arrivato mercoledì 15 maggio.

Il prototipo del Dream Chaser trasportato attraverso il fondo asciutto del Rogers Dry Lake presso la Edwards Air Force Base in California. (Credit: NASA/Tom Tschida)

Il prototipo del Dream Chaser trasportato attraverso il fondo asciutto del Rogers Dry Lake presso la Edwards Air Force Base in California. (Credit: NASA/Tom Tschida)

Dopo il suo arrivo a destinazione la navetta verrà sottoposta ad un’ulteriore serie di test che fa parte di un contratto nell’ambito del programma CCiCap finanziato da NASA per incentivare lo sviluppo di un accesso manned privato all’orbita bassa terrestre (LEO) e alla ISS, in particolare con questi test si raggiungeranno delle CCP milestones già negoziate con NASA e che sono la condizione necessaria a ricevere i pagamenti.

Il Dream Chaser verrà inizialmente trainato lungo la pista a velocità sempre maggiori  per valutare la struttura del muso, la resistenza degli pneumatici e le performance dei freni (runway tow), successivamente dopo aver verificato la compatibilità con il trasporto da parte di un elicottero Erickson Skycrane (ground resonance) si passerà a dei voli veri e propri appeso a questo elicottero (captive-carry flights) per valutare i carichi aerodinamici. Tutti questi test dovranno essere completati prima che il Dream Chaser possa effettuare il suo primo volo libero che comprenderà l’avvicinamento e l’atterraggio su pista ( Approach and Landing Test – ALT).

Il Dream Chaser durante un precedente volo appeso ad un elicottero

Il Dream Chaser durante un precedente volo appeso ad un elicottero

“Il centro NASA Dryden ha sempre svolto un ruolo vitale nel collaudo dei velivoli americani”, ha detto Mark Sirangelo il capo del SNC’s Space System, “L’opportunità di affettuare i nostri test nello stesso luogo in cui lo Space Shuttle ha iniziato i suoi voli riempie di orgoglio il nostro team. Ora siamo un passo più vicini al ritorno di astronauti americani su velivoli americani sulla ISS e nel far questo continuiamo la lunga e gloriosa avventura che è stato il programma Space Shuttle”.

La serie di voli aiuterà SNC a determinare le caratteristiche di planata ed atterraggio del Dream Chaser che è l’unico velivo lifting body finanziato dalla NASA nell’ambito del programma di volo commerciale (CCP). Nel 1977 lo Space Shuttle Enterprise completò un programma simile presso questo centro portando a termine un ALT (Approach and Landing Test) come milestone critica del suo programma di test.

Per descrivere questa serie di test Jim Voss, vicepresidente dello Space Exploration System di SNC, ha detto “Questo sarà il primo test a grandezza naturale del Dream Chaser e dimostrerà la capacità unica della nostra navetta di atterrare su una pista. Altri test seguiranno per validare i modelli aerodinamici utilizzati per il controllo del velivolo in atmosfera durante il suo ritorno dallo spazio. Per i team di SNC e NASA questo è un grande passo in avanti nella fornitura alla nostra nazione di un mezzo di trasporto sicuro ed affidabile verso la ISS.”

Nel frattempo il lavoro sul Dream Chaser prosegue anche sull’altra costa degli USA e precisamente presso il centro NASA Langley Research Center di Hampton in Virginia dove negli stessi giorni alcuni astronauti NASA stanno effettuando delle simulazioni delle manovre di approccio ed atterraggio con la navetta in diverse situazioni ambientali al fine di determinarne il comportamento.

William Gerstenmaier amministratore associato di NASA per l’esplorazione e le operazioni umane ha sottolineato come questo tipo di partnership fra pubblico e privato stia sviluppando un industria made in USA capace di fornire una nuova generazione di mezzi per l’accesso umano allo spazio e come i centri NASA sparsi in tutto il paese stiano collaborando con numerosi partner nello sviluppo di tecnologie innovative che garantiranno agli USA di mantenere la leadership nell’esplorazione dello spazio.

Sierra Nevada Corporation (SNC) ha una lunga storia di partnership con NASA che dura da oltre 25 anni ed ha portato allo sviluppo di oltre 70 programmi, in particolare il programma Dream Chaser prende spunto dal programma NASA HL-20 portato avanti dal Langley Research Center negli anni ’80 e ’90 con una serie di studi e test in galleria del vento che ha portato alla definizione di un velivolo lifting body. SNC si è unita a questo programma 6 anni fa e con i propri studi ha raffinato la definizione del progetto ed ha continuato i test in galleria del vento presso questo centro NASA che ha anche aiutato la società nella realizzazione di un simulatore del quadro comandi della navetta.

Il mock-up dell'HL-20 (Credit NASA/James Schultz - Fotografia pubblicata nel libro Winds of Change, 75th Anniversary NASA publication (page 131), di James Schultz)

Il mock-up dell’HL-20 (Credit NASA/James Schultz – Fotografia pubblicata nel libro Winds of Change, 75th Anniversary NASA publication (page 131), di James Schultz)

Questa partnership fra NASA e SNC fa parte di una serie di contratti che NASA ha firmato anche con altre aziende private (Space Exploration Technologies,The Boeing Company) per lo sviluppo di sistemi privati per il trasporto di astronauti in orbita bassa (LEO) e verso la Stazioni Spaziale Internazionale (ISS) mentre per l’esplorazione dello spazio profondo l’agenzia sta sviluppando in maniera diretta una capsula avanzata denominata Orion e un vettore ad alta capacità di carico denominato Space Launch System (SLS).

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

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