Definita la prima campagna di volo per il Dream Chaser

Interpretazione artistica dell'atterraggio

Sierra Nevada Corp. si avvicina a grandi passi alla prima campagna di volo di un prototipo a grandezza naturale del Dream Chaser, il mezzo a corpo portante con cui spera di aggiudicarsi il contratto di fornitura dei servizi di trasporto con equipaggio verso la ISS della NASA e che si concluderà con il primo volo orbitale nel 2016.
 
I test avranno lo scopo principale di verificare il comportamento e la controllabilità del mezzo in atmosfera durante l'ultima fase della missione.
Il Dream Chaser, basato sul progetto dell'HL-20, ha già sostenuto migliaia di ore di galleria del vento e sganci dal vero di modelli in scala, ma solo con un prototipo a grandezza naturale sarà possibile verificarne, prima da terra e poi con piloti a bordo, le caratteristiche e la manovrabilità.

Il primo test della campagna attualmente in programma è previsto entro fine Maggio, quando un test article verrà sollevato da un elicottero Sky Crane Sikorsky S-64 nei dintorni di Denver e verrà testata la controllabilità dell'elicottero con il prototipo sospeso sotto di esso, la stabilità del complesso con il paracadute stabilizzatore e l'angolo di aggancio.
Successivamente una volta a terra il prototipo verrà riportato negli stabilimenti della Sierra Nevada per ricevere l'avionica, i sistemi di comando delle superfici di controllo e un carrello d'atterraggio con attuatori idraulici temporaneo, quest'ultimo derivato da quello di un F-5E Tiger dell'USAF.
Successivamente il test article verrà rispedito alla Edwards Air Force Base, dove dopo una ulteriore serie di test questa estate agganciato all'elicottero, verrà effettuato il test di sgancio e planata autonoma con un atterraggio completo. Il test finale di planata verrà effettuato utilizzando un elicottero CH-53 Sea Stallion o un CH-47 Chinook sempre dell'USAF.
Il test verrà svolto da 17.000ft circa (5200m circa) con avvicinamento finale alla pista in cemento di Edwards.

Secondo Steve Lindsey, direttore delle operazioni di volo della Sierra Nevada: "La ragione per cui facciamo questi test è perché abbiamo ancora molte incertezze sul profilo di volo di questa macchina. Lo Shuttle ha un angolo di discesa di 20°, noi lo abbiamo di 23°, per cui un pochino più ripido. Voleremo a circa 300kts in finale, esattamente come lo Shuttle ed effettueremo la pre-flare a 2000ft, proprio come lo Shuttle, sganceremo il carrello fra 200 e 300ft come lo Shuttle e il contatto con la pista avverrà a 190kts, esattamente come lo Shuttle."
Il volo della prossima estate sarà l'ultima milestone del contratto di finanziamento firmato con la NASA e successivamente i test continueranno nella speranza di ottenere anche i finanziamenti successivi prima dell'entrata in servizio.
Sierra Nevada ha annunciato la scorsa settimana che è inoltre in trattativa per ottenere l'utilizzo delle strutture del KSC, in precedenza utilizzate dallo Space Shuttle e prevede di basare lì da 3 a 5 Dream Chaser per le proprie attività.

Sierra Nevada ha già in programma di costruire un secondo prototipo nel 2014, destinato ai voli suborbitali, sarà costruito in maniera simile a quello che sarà il mezzo definitivo per i voli orbitali. Tutti i voli in atmosfera di questo prototipo saranno finalmente con piloti a bordo e non verrà più utilizzato un elicottero, al suo posto un aereo madre attualmente non definito, oppure al traino.
Sempre durante questi test verrà per la prima volta testato anche il sistema di propulsori principali ibridi del Dream Chaser, i medesimi che equipaggiano la SpaceShipTwo, ma utilizzati in coppia per le correzioni orbitali e come sistema di fuga durante il lancio.
L'ultimo test cui sarà destinato questo prototipo sarà una simulazione di abort dal pad, in cui verrà montato su un simulacro di Delta IV e dovrà effettuare un abort con atterraggio completo sulla pista.

Infine con il primo prototipo orbitale sono previsti prima un volo automatico e successivamente uno pilotato, rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

Steve Lindsey spera di pilotare personalmente nel 2014 il Dream Chaser per i primi test atmosferici e battezzare il mezzo anche durante il primo volo orbitale abitato.

Fonte: spaceflightnow.com
 

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Alberto Zampieron

Appassionato di spazio da sempre e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, è stato socio fondatore di ISAA. Collabora con Astronautinews sin dalla fondazione e attualmente coordina le attività fra gli articolisti.