Annunciate due nuove missioni NASA verso Venere

Le sonde VERITAS e DAVINCI+. Credit NASA

Dopo tre decenni torna a farsi vivo l’interesse di NASA verso Venere, non con una ma addirittura con due missioni robotiche che verranno lanciate nel biennio 2028–2030.

L’annuncio è arrivato inaspettato lo scorso 2 giugno direttamente dal neoeletto amministratore Bill Nelson, durante la conferenza stampa sullo stato dell’agenzia. Le due missioni: DAVINCI+ e VERITAS, sono state scelte tra quattro contendenti nell’ambito del programma Discovery, che promuove e finanzia progetti di esplorazione robotica a costo relativamente basso.
L’ultima missione statunitense dedicata al nostro pianeta gemello risale al 1990 con la sonda Magellano, che rimase operativa fino al 1994. Attualmente intorno a Venere, anche se in un’orbita molto differente da quella prevista, opera solo la sonda giapponese Akatsuki lanciata nel 2010.
Il pianeta Venere comunque non è stato completamente dimenticato, spesso viene infatti sfiorato da alcune sonde impegnate in missioni differenti (Parker Solar Probe, BepiColombo e Solar Orbiter), che ne sfruttano il campo gravitazionale per modificare la propria traiettoria.

DAVINCI+

La sonda Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging plus (DAVINCI+), scendendo lentamente nella densa atmosfera venusiana, ne misurerà la composizione esatta, per investigarne la formazione e l’evoluzione. Oltre alla rilevazione dei gas nobili, particolare attenzione sarà posta alla ricerca del vapore acqueo, per capire se in passato il pianeta ospitava acqua liquida e come mai nel corso della sua evoluzione il pianeta abbia preso una direzione differente dalla Terra e da Marte. Ricordiamo che Venere, pur avendo dimensioni e massa molto simili al nostro pianeta, ha un’atmosfera composta per la maggior parte da anidride carbonica, con nuvole di acido solforico, una pressione al suolo di 92 atmosfere e temperatura media superiore ai 450 °C.

Per mantenere contenuto il costo e per aumentarne l’affidabilità, la sonda sarà realizzata con componenti già collaudati. Il corpo sferico pressurizzato è infatti derivato direttamente da quello della Venus Large Probe della missione Pioneer 13, nota anche come Pioneer Venus Multiprobe, che nel dicembre 1978 fece atterrare 4 sonde sulla superficie.

Anche gli strumenti scientifici di bordo sono derivati da modelli già utilizzati in altre missioni:

  • spettrometro di massa (VMS), già utilizzato sulla sonda gioviana Galileo e sul rover marziano Curiosity;
  • spettrometro laser (VTLS), già utilizzato sul rover Curiosity;
  • una suite di sensori commerciali (VASI) per rilevare temperatura, pressione, accelerazione e moto angolare;
  • camera ottica ad alto contrasto (VenDI) direttamente derivata da quelle dei rover Curiosity e Perseverance.

Proprio la camera ottica riprenderà tutte le fasi della discesa in alta risoluzione, per lo studio della particolare configurazione frammentata in maniera irregolare a tessere della superficie del pianeta. Durante la discesa, inizialmente frenata da un paracadute e in seguito in caduta libera, DAVINCI+ comunicherà con la sonda madre orbitante che trasmetterà a Terra i dati ricevuti.

Il progetto è realizzato dal NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland.

VERITAS

I calcoli trigonometrici relativi all’apertura angolare del radar di bordo che coprirà una fascia di suolo ampia 14,5 km. Credit NASA/JPL

L’orbiter Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy (VERITAS) mapperà in 3D ad alta risoluzione la superficie venusiana per determinarne l’evoluzione geologica e, come per DAVINCI+, capire come mai il pianeta ha seguito un percorso molto diverso dalla Terra. Anche VERITAS si concentrerà nella ricerca del vapore acqueo emesso da fenomeni di vulcanismo.

I due strumenti scientifici di bordo sono:

  • spettrometro nel vicino infrarosso (VEM) realizzata dall’Agenzia spaziale tedesca DLR sul modello italiano di VIRTIS già a bordo di Rosetta e Venus Express. VEM opererà su sei bande spettrali per attraversare le dense nubi di Venere e riprendere la superficie;
  • radar interferometrico ad apertura sintetica (VISAR) realizzato in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana ASI, per generare una precisa mappa topografica della superficie.

L’Italia partecipa inoltre alla missione fornendo anche il trasponder IDST (Integrated Deep Space Transponder) e l’antenna ad alto guadagno Hga per le comunicazioni con la Terra.

VERITAS è realizzato dal NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California.

Fonte: NASA.

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.