OSIRIS-REx: il campione contiene acqua e composti organici

Regolite sfusa trovata sopra il coperchio ancora sigillato del contenitore. Credits: NASA/Erika Blumenfeld & Joseph Aebersold

Sono iniziate a Houston, presso l’Astromaterials Curation Facility del NASA Johnson Space Center, le prime analisi del campione di regolite provenienti dall’asteroide Bennu e riportati a Terra lo scorso 24 settembre all’interno della capsula di rientro della sonda OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification and Security – Regolith Explorer).

È stato direttamente l’amministratore NASA Bill Nelson a riferire i primi risultati durante un evento live dal JSC tenutosi lo scorso 11 ottobre:

L’annuncio di Nelson durante la presentazione live dal JSC

«Le prime analisi rivelano un abbondante contenuto di acqua nella forma di minerali argillosi idrati e la presenza di carbonio, sia in forma minerale che in forma di molecole organiche», ha affermato Nelson. «Questo è il più grande campione ricco di carbonio proveniente da un asteroide fin’ora riportato a Terra e consentirà a molte generazioni di scienziati di investigare l’origine della vita. Quasi tutto quello che facciamo alla NASA serve per dare risposte alla domanda chi siamo e da dove veniamo».

“The OSIRIS-REx sample is the biggest carbon-rich asteroid sample ever delivered to Earth and will help scientists investigate the origins of life on our own planet for generations to come,”

I minerali argillosi si formano in presenza di acqua e contengono principalmente alluminio, silicio e in minore quantità ferro, magnesio, sodio, potassio e altri elementi chimici.
La presenza di acqua e composti organici fa pensare naturalmente all’origine della vita sul nostro pianeta e nei prossimi anni verrà studiata la natura di questi composti organici, con la speranza di rafforzare la nostra conoscenza a riguardo.

L’apertura del coperchio esterno del contenitore dei campioni. Credit NASA/Robert Markowiz

Le operazioni di apertura del contenitore sigillato contenente il campione raccolto sono state rallentate nelle ultime settimane da un’inaspettata e ben accetta presenza di regolite sul coperchio interno. Le analisi fatte sono quindi riferite a questa regolite esterna, definita subito un bonus dagli scienziati, che comunque si aspettano di trovare all’interno del contenitore almeno una quantità compresa tra i 150 e 250 grammi.

Dopo aver realizzato un laboratorio ad hoc ed essersi preparati per anni sulle varie procedure da utilizzare, gli scienziati al JSC hanno già effettuato diverse scansioni al microscopio elettronico, misurazioni all’infrarosso, diffrazione a raggi X per lo studio del reticolo cristallino, tomografie a raggi X e analisi chimiche.

Ingrandimento della regolite esterna. Credit: NASA TV

«Mentre sbirciamo per la prima volta questi antichi segreti preservati per miliardi di anni nelle rocce dell’asteroide Bennu, apriamo una capsula del tempo che ci offre profondi spunti sull’origine del nostro sistema solare», ha commentato Dante Lauretta, il principal investigator della missione. «L’aver trovato materiale ricco di carbonio e acqua è soltanto la punta dell’iceberg cosmico. Queste scoperte, rese possibili da anni di dedicate collaborazioni e scienza di prim’ordine, ci porteranno a capire non solo i nostri vicini celesti, ma anche le origini potenziali della vita».

Nelle prossime settimane verrà quindi aperto il contenitore sigillato e inizieranno le analisi preliminari del campione interno. Come già preannunciato circa il 70% del campione verrà tenuto integro per future analisi, mentre il restante 30% verrà distribuito a diversi centri di ricerca in tutto il mondo per essere studiato da più di 200 scienziati. Una parte arriverà anche in Italia, probabilmente presso l’Osservatorio INAF di Arcetri a sud di Firenze.

Fonte: NASA

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.