La Russia ha lanciato con successo l’ultimo satellite GLONASS-M

Credits: Russian Ministry of Defense

Un razzo Sojuz 2.1b/Fregat è decollato dal Cosmodromo di Pleseck lo scorso 28 novembre per immettere in orbita un nuovo satellite della rete di navigazione Glonass. Il satellite GLONASS M-61 è uno degli ultimi tre satelliti prodotti che operano con una avionica di bordo contenuta in una piattaforma pressurizzata. La serie M, ormai obsoleta, è ora stata superata dai più recenti e efficienti GLONASS-K, veicoli interamente equipaggiati con sistemi in grado di operare nel vuoto dello spazio.

Nel dicembre 2021, i media russi avevano riferito che l’ultimo GLONASS-M era stato prelevato dal deposito per essere predisposto al lancio, previsto per marzo 2022. All’epoca, quel veicolo spaziale era a terra da diversi anni e prolungare il suo stoccaggio avrebbe richiesto un rilevante intervento di manutenzione straordinaria oppure non effettuare alcun intervento ma vedere ridotta la vita operative del satellite una volta in orbita. Il GLONASS-M ha svolto nel frattempo anche il ruolo di backup alla serie GLONASS-K di nuova generazione, nel caso in cui si fosse verificato un problema con la loro produzione, in particolare a causa dei sopraggiunti divieti nella fornitura di elettronica spaziale alla Russia. Al termine della produzione in serie, uno dei due impianti di produzione dei satelliti GLONASS-M presso l’ISS Rešetnev a Železnogorsk era stato smantellato, lasciando al secondo il compito di seguire la fase finale della campagna di lancio, prima di adeguare la propria infrastruttura di sviluppo e test per supportare la produzione dei GLONASS-K e K2.

Glonass M. Credits: Wikipedia

Il 15 novembre 2022 le autorità russe avevano emesso un avviso al traffico aereo e marittimo per un lancio previsto tra il 27 e il 30 novembre senza fornire alcuna ulteriore indicazione sulla tipologia del lancio e sul contenuto del payload. Tre aree nella Repubblica dei Komi, tra cui Vaška nel distretto di Udorskij e Železnodorožnyj tra Knjažpogostkij e Kortkerosskij, erano state dichiarate zone di pericolo. Poco dopo era stata aggiunta un’ulteriore zona di pericolo situata nel distretto di Uvatsk della Repubblica di Tjumen’, località dove normalmente ricadono i razzi Sojuz decollati da Pleseck. Il lancio di un veicolo non identificato era previsto per il 27 novembre, dalle 17:00 alle 19:30 ora di Mosca con date di backup il 28, 29 e 30 novembre. Le aree dichiarate erano quelle tipiche delle zone di rilascio utilizzate da lanci di origine militare provenienti da Pleseck, come ad esempio i satelliti GLONASS e Meridian.

Il decollo del veicolo Sojuz 2.1b/Fregat-M con il satellite GLONASS M-61 è avvenuto il 28 novembre 2022, dal Sito 43 di Pleseck. Questo lancio ha probabilmente emulato il profilo di volo delle missioni precedenti. In quello scenario, dopo diversi secondi di ascesa verticale, il vettore si dirige a sud-est per allineare la sua traiettoria al suolo seguendo un’orbita inclinata di 64,77° verso l’equatore. I quattro booster della prima fase si separano dopo circa due minuti dall’inizio del volo per ricadere a Terra.

Circa 45 secondi dopo avviene il distacco della carenatura posta a protezione del satellite che così viene esposto all’atmosfera rarefatta dello spazio. Il secondo stadio (core) del razzo rimane attivo fino a circa 5 minuti dall’inizio del volo, separandosi istanti dopo l’accensione del motore RD-0124 del terzo stadio. Pochi secondi dopo, la sezione cilindrica di poppa del terzo stadio si divide in tre segmenti e si separa anch’essa. Tutti i frammenti risultanti dalla separazione del secondo e del terzo stadio ricadono a terra. Il terzo stadio del razzo completa la sua ascesa e si separa dalla sezione del carico utile 9 minuti e 22 secondi dopo il decollo.

Poco dopo l’orario previsto del decollo, i media russi, citando una comunicazione del Ministero della Difesa, hanno confermato che le forze aeree e spaziali russe hanno eseguito il lancio del razzo Sojuz 2.1b con un veicolo spaziale militare alle 18:17 ora di Mosca (16:17 CET), orario corretto qualche ora dopo in 18:13 ora di Mosca.

Durante una tipica missione di messa in orbita di satelliti GLONASS, lo stadio superiore del Fregat-M effettua tre manovre orbitali necessarie per trasferire il veicolo spaziale nella sua orbita circolare operativa posta a oltre 19.000 km sopra la superficie terrestre. La prima accensione del motore principale del Fregat, della durata di circa 20 secondi, viene attivata circa un minuto dopo la separazione dal terzo stadio. Questa manovra inserisce il vettore in una orbita di parcheggio quasi circolare. Dopo un volo passivo della durata di quasi 30 minuti, il Fregat accende di nuovo il suo motore principale, questa volta per quasi 10 minuti, per modificare l’orbita e innalzare l’apogeo (punto più alto) a un’altitudine target posta a oltre 19.000 km. Lo stack Fregat/GLONASS vola su quella rotta per più di 2,5 ore prima di accendere nuovamente il propulsore. La terza accensione, della durata di poco meno di 4 minuti, innescata quando il Fregat ha raggiunto l’apogeo, rende circolare l’orbita alla quota appena raggiunta. 30 secondi dopo aver raggiunto la destinazione, il satellite si stacca dal vettore.

L’annuncio ufficiale del Ministero della Difesa russo, rilasciato circa 3,5 ore dopo il decollo, affermava che il controllo a terra aveva stabilito e mantenuto comunicazioni telemetriche affidabili con il satellite e che tutti i suoi sistemi funzionavano nominalmente. Dopo aver rilasciato il satellite, il Fregat effettua due manovre con i suoi propulsori di controllo dell’assetto, SOZ, per allontanarsi dal satellite e dirigersi in un’orbita “cimitero”.

Le forze spaziali statunitensi hanno catalogato due oggetti associati al lancio come rappresentanti GLONASS M-61 e lo stadio superiore Fregat dopo la loro separazione:

InternationalID NORADNomeInclinazioneApogeoPerigeo
2022-161A543772022-161A64,75°19.508 km19.149 km
2022-161B543782022-161B64,79°19.153 km19.129 km

Il 29 novembre, il sito web ufficiale di GLONASS ha aggiunto il nuovo veicolo spaziale all’elenco dei satelliti che compongono la costellazione, rendendo certezza quelle che fino a qualche minuto prima era solo una supposizione. È stata questa la prima conferma ufficiale che la missione Sojuz del 28 novembre 2022 trasportava effettivamente un satellite GLONASS. Secondo l’elenco, il nuovo veicolo è stato collocato nel Piano 2, Posizione 16 della costellazione.

Fonte: RussianSpaceWeb

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.