La prima passeggiata spaziale di Samantha Cristoforetti

Samantha Cristoforetti durante l'EVA del 21 luglio 2022. Credits: NASA Tv

Il 21 luglio, giorno universalmente noto per il primo sbarco lunare, è stata una data importante anche per l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti che ha finalmente svolto la sua prima, agognata passeggiata spaziale. L’attività extraveicolare, condotta insieme al collega Oleg Artem’ev, è iniziata alle 16:50 ora italiana e si è protratta per circa sette ore.

L’EVA ha raggiunto quasi tutti gli obiettivi previsti dal piano di lavoro, anche se il ritardo accumulato ha impedito di completare le attività programmate per i bracci-gru estensibili Strela.

Si è trattato di un’EVA molto particolare, sia per la carriera di Samantha Cristoforetti sia per il particolare momento politico contingente. Samantha è uscita dal lato russo della stazione utilizzando lo scafandro pressurizzato Orlan. Le comunicazioni durante la preparazione e la passeggiata spaziale si sono svolte in russo, con il coordinamento dei vari task affidato ai controllori del centro di controllo di Mosca. Grazie alla sua esperienza professionale e alla perfetta conoscenza della lingua russa, per Samantha nulla di tutto questo è stato un problema. Al contrario, si è trattato di un’ulteriore occasione per mostrare un ventaglio di competenze tra i più completi nel panorama degli astronauti in attività, nonché per riaffermare lo spirito costruttivo di collaborazione internazionale nell’ambito del programma ISS.

Sospesa tra Terra e spazio ecco Samantha Cristoforetti, ripresa dal collega Artem’ev. Credits: NASA Tv

Cosa è stato fatto in questa EVA

Secondo la nota diffusa da Roskosmos, l’EVA di Cristoforetti e Artem’ev contava otto obiettivi principali:

  1. Lancio di 8 cubesat SWSU-55 e 2 CubeSat Ciolkovskij-Rjazan’.
  2. Trasferimento della piattaforma adattatore dal modulo Poisk a Nauka.
  3. Installazione di un adattatore per il manipolatore ERA su Nauka.
  4. Sostituzione del vetro protettivo della videocamera CLU-2 del manipolatore di ERA CE-2.
  5. Configurare il pannello di controllo esterno di ERA in modalità di sicurezza.
  6. Coprire la zona di ancoraggio del manipolatore ERA su Nauka con coperture termiche.
  7. Installazione di fermi sui bracci di carico GStM-1 e GStM-2 e posizionamento di GStM-2 tra i moduli Zarja e Poisk.
  8. Installazione del secondo adattatore per ERA sul modulo Nauka.

Il duo di “passeggiatori” non è riuscito a completare tutti i task previsti, lasciando indietro i lavori sui due bracci Strela (GStM-1 e 2). Dopo essere usciti con una cinquantina di minuti di ritardo sull’orario di inizio previsto, piccole pause e qualche difficoltà di movimento nelle traslazioni tra una zona di lavoro e l’altra hanno spinto il centro di controllo di Mosca a ordinare la conclusione anticipata dell’EVA.

Fin dall’inizio i controllori russi hanno avuto qualche esitazione su quale attività svolgere per prima: inizialmente avevano ordinato a Oleg e Samantha di procedere immediatamente con lo spostamento della piattaforma adattatore dal modulo Poisk a Nauka, per ripensarci poco dopo e ripristinare l’ordine originale della tabella di marcia.

Il rilascio dei dieci satelliti Ciolkovskij-Rjazan’, avvolti in coperture termiche piene di simboli patriottici richiamanti i tempi dell’URSS, si è svolto senza problemi, con Samantha che li liberava delle coperture termiche e Oleg che li lanciava in direzione della “coda” della ISS.

Il rilascio di uno dei nanosatelliti Ciolkovskij-Rjazan’. Credits: NASA Tv

Completato il task dei satelliti, il duo si è lentamente spostato verso la nuova zona di lavoro, procedendo con la rimozione dell’adattatore per payload che è stato poi reinstallato su Nauka. Anche questa attività ha riportato qualche ritardo legato alla oggettiva difficoltà di spostamento lungo i moduli, non sempre provvisti di maniglioni posizionati adeguatamente, ma anche a frequenti “inceppamenti” degli ingombranti scafandri con i cavi elastici di sicurezza che gli astronauti devono portarsi appresso per mantenersi ancorati alla ISS. Spesso Samantha e Oleg si sono aiutati vicendevolmente a districarsi e proseguire.

Nel corso delle traslazioni da uno all’altro modulo sia il centro di controllo di Mosca che Artem’ev si sono mostrati molto zelanti nei confronti di Cristoforetti, sincerandosi spesso delle sue condizioni e richiamandola a ripetuti controlli sul corretto posizionamento dei cavi di ancoraggio. In questo senso, e includendo anche una più generale sensazione di “caos controllato”, l’EVA “alla russa” si è rivelata essere piuttosto diversa dallo standard cui le passeggiate dal lato USOS della ISS ci avevano abituato. Sebbene la competenza di controllori e astronauti fosse evidente e non sia mai stata in discussione, a tratti è sembrato che la gestione della tabella di marcia fosse in parte decisa o quanto meno ridiscussa al volo, portando all’accumularsi di piccoli ritardi e a qualche indecisione.

Cristoforetti e Artem’ev hanno continuato poi a muoversi lungo Nauka, agganciando la base di ancoraggio che avevano rimosso da Poisk. Come già durante il rilascio dei satelliti, Artem’ev ha un po’ sofferto in questa fase la mancanza di un appoggio per i piedi, che gli avrebbe consentito di agire con forza senza indurre fastidiose e stancanti autorotazioni, che dovevano essere velocemente corrette.

Cristoforetti e Artem’ev al lavoro all’esterno del modulo Poisk. Credits: NASA Tv

In realtà nessuna delle attività è stata svolta in parallelo, e la divisione dei compiti tra i due ha visto Oleg Artem’ev nel ruolo protagonista principale. È stato lui, infatti, a compiere di persona quasi tutte le attività, mentre Samantha Cristoforetti ha svolto un ruolo di supporto e assistenza. Anche l’attivazione e riconfigurazione del pannello di controllo esterno del braccio robotico europeo ERA, la cui responsabilità avrebbe potuto ricadere sull’astronauta ESA di nazionalità italiana, è stata svolta da Oleg, peraltro disturbato dall’abbacinante luce del sole che alle sue spalle rendeva difficoltosa la lettura dei display.

Sembra che il lavoro al quadro di comando di ERA dovesse svolgersi in parallelo alla sostituzione del vetro di sicurezza che copriva la una delle telecamere del braccio robotico (e tale era stato annunciato anche nella diretta curata da NASA), ma così non è stato, portando a un ulteriore slittamento dei tempi.

Il quadro di controllo esterno del braccio robotico europeo ERA. Credits: NASA Tv

A questo punto dal controllo missione di Mosca è arrivata la richiesta di iniziare a muoversi verso i bracci-gru Strela, avvisando però Artem’ev e Cristoforetti che una decisione sull’effettivo inizio dei lavori in quella zona non era ancora stata presa.

Le tute spaziali sono di fatto veicoli spaziali in miniatura che per evidenti ragioni di masse e ingombri dispongono di risorse limitate. Per questa ragione i controllori, anche se gli astronauti si erano portati nelle immediate vicinanze di uno dei due Strela, giudicavano insufficiente il tempo di funzionamento rimasto alle Orlan per completare questa parte di attività.

Così è arrivato l’ordine di terminare anticipatamente l’EVA, suscitando le educate ma prolungate proteste di Artem’ev che per diversi minuti ha cercato di convincere i controllori che lui e Samantha Cristoforetti avrebbero avuto tutto il tempo di rispettare la tabella di marcia prevista. A Mosca sono stati però irremovibili, e il duo si è infine diretto al portello di Poisk per rientrare.

Dopo alcuni controlli sullo stato delle tute e sul numero di equipaggiamenti e utensili, Artem’ev e Cristoforetti sono rientrati nella ISS, ponendo fine all’EVA quando in Italia erano le 23:55 circa. I lavori ai bracci Strela sono stati lasciati a future EVA russe.

I record e fatti notevoli di questa EVA

Il nostro collaboratore Paolo Baldo, sempre attento a registrare statistiche e record, ha compilato una lista di alcuni fatti notevoli legati all’EVA di Samantha Cristoforetti.

Oltre che ad aver svolto la sua prima attività extraveicolare, il primato che nessuno potrà togliere a Samantha Cristoforetti è quello di essere la prima donna europea ad aver effettuato una passeggiata spaziale, dopo 15 statunitensi, una russa e una cinese. Inoltre, con 7 ore e 5 minuti, è diventata la donna con la maggiore esperienza di EVA con equipaggiamento russo, superando le 4 ore e 23 minuti della statunitense Peggy Whitson.

Grazie alla EVA di Samantha l’Italia supera la Germania per il record di ore trascorse all’esterno dai propri astronauti, con 40 ore circa contro le 34 circa dei teutonici.

In ambito strettamente ISS invece troviamo che questa è stata la terza EVA consecutiva da parte dei russi. Il lato USA è infatti fermo dallo scorso marzo causa problemi alle tute EMU, che purtroppo continuano a soffrire di un non completamente compreso problema di perdite d’acqua.

Il 21 luglio sta diventando una specie di “EVA day”, dal momento che con quella di oggi sono ben cinque le EVA effettuate in questo giorno dell’anno. Di tutti gli altri giorni dell’anno solamente l’11 aprile ne ha viste altrettante.

Anche amici e parenti “a passeggio” nello spazio

Tra le inquadrature più particolari della diretta vi sono state quelle delle antine trasparenti delle scatole degli attrezzi di Artem’ev e Cristoforetti, trasformate in cornici contenenti foto di amici, parenti, personaggi storici e patch di missione. Eccole in queste due gallerie fotografiche.

Fonti: Roskosmos, NASA

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.