Guasto al depuratore dell’acqua della ISS

ISS, Shuttle, Sojuz e ATV. Credits: NASA

Il sistema di depurazione dell’acqua installato nella sezione americana della ISS si è guastato e i membri dell’equipaggio dovranno affrontare a breve la sua riparazione.

Il Water Processor Assembly (WPA), installato nel modulo Tranquility, è stato spento per la presenza di una perdita di liquidi. Questo strumento è in grado di purificare e rendere di nuovo potabile l’acqua raccolta da diverse fonti. L’equipaggio non corre alcun pericolo poiché a bordo della Stazione spaziale sono presenti sia i ricambi necessari alla riparazione, sia una sufficiente riserva idrica.

Filtrazione, scambio ionico, assorbimento, ossidazione catalitica e iodurazione sono alcuni dei processi di trattamento delle acque reflue disponibili nel sistema Water Processor Assembly. Non è la prima volta che il WPA si guasta e non sarà probabilmente nemmeno l’ultima. La Stazione Spaziale è in servizio da più di due decenni e sta mostrando sempre più i segni dell’usura. Negli ultimi mesi sono apparse anche perdite di atmosfera che hanno intaccato le scorte di ossigeno e che richiederanno difficili e complicate riparazioni. Gli astronauti a bordo non hanno ancora scoperto quale sia la vera causa di questo problema. Un team di esperti provenienti da Stati Uniti e Russia inizierà ad approfondire la questione alla fine di maggio.

ISS affronta varie riparazioni inevitabili

Non sono certo questi i primi guasti che si registrano sulla ISS. Inevitabilmente l’anzianità della struttura richiederà in futuro attività di manutenzione straordinaria sempre più frequenti. Gli astronauti dovranno dedicare più tempo a riparazioni non programmate proprio perché gran parte dei moduli che costituiscono l’attuale Stazione Spaziale è in orbita da oltre 20 anni.

Lo scorso 20 ottobre gli astronauti hanno dovuto lavorare tutta la notte poiché molti pezzi critici dell’equipaggiamento si erano guastati uno dopo l’altro.

Quella notte i cosmonauti hanno avuto a che fare con l’avaria del gabinetto del segmento russo. La sera stessa si guastò anche il sistema di fornitura dell’ossigeno, sempre del segmento russo. Come per aggiungere la beffa al danno, si guastò anche il forno elettrico usato per riscaldare il cibo.

Ad agosto 2020, la Stazione Spaziale Internazionale è stata oggetto di una profonda analisi focalizzata sul problema della perdita di atmosfera rilevata, conosciuta e tenuta sotto controllo da parecchio tempo. Sergej Krikalëv, direttore del programma spaziale umano di Roskosmos, ha dichiarato che il problema di perdita di atmosfera è presente da tempo, ma ha anche precisato che non è mai stato una fonte di pericolo per l’equipaggio; tuttavia un repentino peggioramento della situazione ha indotto gli specialisti a Terra a dare priorità a questo problema.

In oltre 20 anni di vita operativa la ISS ha subito inconvenienti elettrici, perdite di atmosfera, guasti ai sistemi di potabilizzazione dell’acqua, guasti alle toilette, attività extra veicolari non programmate, fino a un problema di contaminazione da ammoniaca, la situazione peggiore, incendio compreso, che possa accadere sulla ISS. Fortunatamente questa segnalazione si è rivelata essere stata provocata dal guasto di un sensore e non da una reale fuga di ammoniaca. L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti era a bordo della ISS quando si verificò questa emergenza.

Attività extraveicolare per riparare l’Alpha Magnetic Spectometer

Lo scorso gennaio i cosmonauti russi hanno scoperto due nuove crepe nello scafo della ISS. Il problema era noto da tempo ma, pur tenendolo sotto controllo, per lungo tempo non gli hanno prestato molta attenzione perché l’equipaggio aveva dovuto concentrarsi su altre questioni più urgenti.

Fonte: ScienceTimes.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.