Virgin raggiunge l’orbita

Dopo il fallimento del primo lancio, avvenuto il 25 maggio 2020 durante la missione Launch Demo 1, Virgin Orbit (precedentemente parte di Virgin Galactic) ha eseguito con successo il test del veicolo LauncherOne lo scorso 17 gennaio. Si tratta di un vettore aviolanciato composto da due stadi a propulsione chimica, alimentati da cherosene e ossigeno liquido. La missione, denominata Launch Demo 2, è stata commissionata dalla NASA nel 2015.

https://twitter.com/Virgin_Orbit/status/1351265749562626050

Cosmic Girl, ovvero il Boeing 747 della Virgin Orbit che trasportava il LauncherOne, è decollato dall’aeroporto e cosmodromo di Mojave in California alle 13:38 ora locale. L’aereo ha sorvolato il Pacifico appena al largo della costa californiana meridionale e ha rilasciato il velivolo alle 14:39. Il razzo ha quindi acceso il motore NewtonThree del primo stadio per tre minuti. Successivamente è avvenuta la separazione degli stadi e l’accensione del motore NewtonFour nel secondo stadio per una durata di 6 minuti. Dopo 46 minuti il razzo ha riacceso il NewtonFour per cinque secondi, rilasciando il carico utile in orbita a circa 500 km di altitudine.

https://twitter.com/Virgin_Orbit/status/1350933162398986240

Gli obiettivi della missione

Lo scopo del lancio, come sottolineato dall’amministratore di Virgin Orbit Dan Hart, era innanzitutto quello di testare il velivolo. Nonostante ciò, il razzo ha trasportato e rilasciato in orbita 11 CubeSat, dieci dei quali realizzati in otto università su commissione della NASA nell’ambito del progetto ELaNa (Educational Launch of Nanosatellites).

Progetto “Educational Launch of Nanosatellites” (ELaNa) – Fonte: Nasa

Come dichiarato dalla stessa Virgin Orbit, la riuscita della missione ha rappresentato il culmine di anni di studio e sperimentazione, nonché di mesi di meticoloso riesame del vettore a seguito del fallimento del primo lancio.

La missione Launch Demo 1, infatti, terminò pochi secondi dopo l’accensione del motore NewtonThree a causa della rottura di una linea di alimentazione dell’ossigeno liquido. Nel corso del 2020 furono effettuate accurate indagini (monitorate dalla Federal Aviation Administration, dalla NASA e dalla US Air Force con il supporto di The Aerospace Corporation) per individuare il problema, seguite da una nuova analisi strutturale del NewtonThree e del NewtonFour, di fatto mai entrato in funzione nel corso della prima missione.

Le modifiche effettuate si sono rivelate vincenti e il lancio del 17 gennaio ha rappresentato un completo successo. L’obiettivo delle future missioni sarà quello di ampliare l’utilizzo di piccoli satelliti e consentirne quindi l’impiego del vettore in orbita. A tal proposito, Virgin Orbit non ha dichiarato esplicitamente la programmazione futura del LauncherOne, sottolineando però che il prossimo razzo è a qualche settimana dal completamento.

Fonti:

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Commenti

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Manuel De Luca

Ingegnere Civile, studioso di Geologia applicata e Ingegneria sotterranea. Formazione come Pilota Privato. Attivo nell'ambito della ricerca in Ingegneria Strutturale, con particolare riferimento ai fenomeni reologici.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Complimentoni a Virgin Orbit!
    Contento che finalmente possano partire, aspetto il debutto ufficiale anche della sorella Virgin Galactic!