Themis: continua lo sviluppo del primo vettore riutilizzabile europeo

Novembre 2020, il corpo serbatoi del dimostratore Themis viene eretto verticalmente.

ESA ha avviato la fase di realizzazione del dimostratore riutilizzabile Themis, parallelamente al nuovo propulsore Prometheus, con un programma di test che si completerà nel 2025 con il primo volo suborbitale dallo spazioporto di Kourou in Guyana Francese.

Martedì 15 dicembre l’agenzia spaziale europea e ArianeGroup hanno siglato un contratto del valore di 33 milioni di euro che sancisce l’inizio della realizzazione di Themis. Dopo il lavoro preparatorio svolto negli ultimi 10 mesi dalla sussidiaria ArianeWorks, un gruppo di lavoro rapido e libero da ogni preconcetto nato tra ArianeGroup e l’agenzia spaziale francese CNES, questa fase prevede il completamento del primo prototipo, una serie di hot fire test statici, il completamento delle strutture di terra, i primi test di volo ed eventuali successive modifiche.

Il dimostratore riutilizzabile THEMIS.

Per la realizzazione finale di Themis ArianeGroup si avvarrà di collaborazioni in Belgio, Svizzera, Francia e Svezia.
Il primo esemplare di Themis, il cui corpo principale è stato realizzato nella sede bavarese di ArianeGroup a Ottobrun (Germania), è attualmente in fase di assemblaggio a Vernon in Normandia (Francia) e, una volta completo dei tre propulsori Prometheus, sarà testato presso il German Aerospace Centre dell’agenzia spaziale tedesca (DLR) a Lampoldshausen nel Baden-Württemberg (Germania).

Il dimostratore Themis è un corpo cilindrico, sul modello molto efficiente del Grasshopper di SpaceX, alto 30 metri, largo 3,5 e dotato di quattro zampe di atterraggio, composto da due serbatoi (ossigeno liquido e metano) di capacità totale pari a 130 tonnellate.

I primi test di volo a bassa quota, con atterraggio controllato, inizieranno nel 2023 presso il centro ESA Esrange di Kiruna in Svezia (oltre il circolo polare artico), e proseguiranno a Kourou nella Guyana Francese per il completamento e la certificazione delle fasi di volo, compresi gli atterraggi su piattaforma galleggiante oceanica.

«Themis favorirà lo sviluppo di nuove tecnologie e dimostrerà la nostra capacità di recuperare e riutilizzare un lanciatore», ha affermato Daniel Neuenschwander, ESA Director of Space Transportation. «Tutto questo creerà nuove opportunità per abbassare i costi di accesso allo spazio, offrendo all’Europa e ai clienti commerciali una maggiore flessibilità nei sevizi di lancio».

Unitamente al dimostratore Themis è anche in corso la realizzazione di un semplice modello sperimentale in scala ridotta, denominato FROG, che servirà a sviluppare gli algoritmi di lancio, volo e atterraggio, testare i sistemi autonomi e l’architettura dell’avionica di bordo. I primi salti di FROG verranno propulsi da un piccolo motore a turbogetto, per passare poi ad un motore a razzo.

Fonte e foto credit: ESA, ArianeGroup

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Commenti

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino, gli studi e il lavoro mi hanno tenuto occupato nel settore chimico industriale fino al 2011 quando ho deciso di cambiare completamente vita e dedicarmi alla campagna. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione con una pausa sabbatica tra il 2011 e il 2013.

3 Risposte

  1. Cesare ha detto:

    Molto interessante, é la conferma che ormai i vettori usa e getta, costosissimi e inquinanti, sono obsoleti. Leggo che anche Russia e Cina stanno imitando SpaceX che ha smentito decine di “esperti” che ritenevano impossibile quello che invece hanno realizzato 70 volte. Purtroppo l’Europa é in ritardo e il nuovo Ariane nasce già vecchio, come anche il costosissimo e inquinate SLS della Nasa.

  2. Fabiano ha detto:

    Interessante dal disegno la “trappola” per imbrigliare con i cavi il vettore sulla chiatta: se l’avesse avuto Space X fin dall’inizio non sarebbero finiti in frantumi o in mare diversi Falcon 9. Magari ora Musk potrebbe “accogliere” l’idea della trappola come gli altri stanno “imitando” le tecnologie del Falcon 9…

  3. MayuriK ha detto:

    Ottimo che anche in europa si intraprenda la strada dei riutilizzabili! Era ora!