Electron lancia la missione In Focus

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Il decollo della missione In Focus - Credits: Rocket Lab via YouTube

Lo scorso 28 ottobre, alle 21:21 UTC (le 22:21 italiane), Rocket Lab ha lanciato con successo la missione In Focus con un razzo Electron. Il vettore è decollato dal Rocket Lab Launch Complex 1A del centro spaziale Onenui Station, nella penisola di Mahia, in Nuova Zelanda. Si è trattato del quindicesimo volo partito da questa rampa.

Ecco il video del lancio.

La missione In Focus aveva il compito di trasportare dieci satelliti di osservazione della Terra per conto di Planet Labs e Canon Electronics.

Non vi sono state novità eclatanti per quanto riguarda l’andamento del volo, nominale in tutti i suoi aspetti. Per Rocket Lab si è trattato quindi di un’ulteriore conferma del ritorno all’affidabilità del suo lanciatore, dopo che lo scorso 4 luglio uno spegnimento anticipato dei propulsori aveva causato la perdita della missione. Le novità sono però arrivate a lancio concluso.

One more thing

Con i dieci satelliti ormai inseriti nell’orbita prevista, il CEO di Rocket Lab Peter Beck, attraverso l’account Twitter dell’azienda, ha annunciato un’interessante novità relativa alle capacità del terzo stadio del lanciatore Electron, il cosiddetto kick stage, che ha il compito di dare la spinta finale al payload.

Il kick stage è stato infatti riacceso dimostrando la capacità di compiere un cambio di piano orbitale, cioè di variare l’angolo dell’orbita. Si tratta di una manovra molto dispendiosa dal punto di vista del propellente, e date dimensioni e capacità del lanciatore la variazione è stata molto contenuta (circa 1 grado, da 96,65° a 97,50°, secondo Jonathan McDowell).

Tuttavia Beck ha mandato un messaggio molto chiaro: il kick stage creato da Rocket Lab è un vero gioiellino di tecnologia, capace non solo di “trasformarsi” da semplice terzo stadio e dispenser a vero e proprio satellite indipendente, ma anche di consegnare il carico utile su orbite leggermente diverse con un solo lancio. Si tratta di un servizio importante per i costruttori della classe di payload cui Electron è dedicato (minisatelliti e CubeSat), che normalmente non possono permettersi di avere a bordo masse e complessità richieste da apparati propulsivi capaci di manovre significative.

Rocket Lab si sta quindi dimostrando l’attore più importante del momento per il fervente mercato dei CubeSat e dei satelliti di piccola massa, con un rateo di lanci in continua crescita (grazie a una domanda sostenuta); in tempi brevi la società avrà inoltre in servizio una rampa di lancio americana presso il Launch Complex 2 di Wallops Island, USA.

Ulteriori approfondimenti su questa missione e sulle nuove capacità di Electron sono disponibili su ForumAstronautico.it.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Grande Rocket Lab!