Bigelow apre al turismo spaziale

Bigelow Space Operations si propone come tour operator per vacanze a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Il costo del soggiorno si aggirerà intorno ai 52 milioni di dollari a persona.

Bigelow Space Operations, con una dichiarazione rilasciata lo scorso 7 giugno da Robert Bigelow in persona, ha affermato di aver versato ingenti somme a SpaceX per opzionare quattro missioni della capsula Crew Dragon per trasportare facoltosi turisti spaziali verso una vacanza sulla ISS. La notizia era stata preceduta dall’annuncio della NASA che aveva poco prima svelato i piani per consentire l’accesso alla Stazione Spaziale Internazionale anche ai privati. Bigelow ha dichiarato che la sua azienda ha effettuato i primi pagamenti a SpaceX già nel settembre 2018. Questi quattro lanci saranno voli che potranno trasportare ciascuno fino a quattro persone per un soggiorno di uno o due mesi sulla ISS.

I piani della NASA prevedono di consentire l’accesso alla stazione spaziale anche ad astronauti privati e dedicare una porta docking della ISS all’attracco dei voli commerciali per accogliere fino a due voli annuali di astronauti commerciali, ciascuno con più passeggeri a bordo. A seconda del numero di viaggiatori commerciali, la ISS potrebbe ospitare fino ad una dozzina di astronauti privati all’anno. Le capsule Crew Dragon e Starliner, attualmente in fase di sviluppo da parte di SpaceX e Boeing rispettivamente, possono trasportare fino a sette astronauti per volo.

Bigelow ha appositamente creato nel 2018 la società Bigelow Space Operations per gestire i voli commerciali verso la Stazione Spaziale Internazionale con la consociata Bigelow Aerospace, fondata nel 1999 per progettare e fabbricare moduli abitabili, espandibili e pressurizzati da utilizzare nello spazio.

Il 7 giugno la NASA ha dichiarato che, oltre ai costi di trasporto, l’agenzia spaziale addebiterà circa 35.000 dollari al giorno ad astronauta per l’utilizzo dei supporti vitali e di tutti gli altri sistemi della ISS. Non è chiaro se il prezzo indicato da Bigelow, 52 milioni di dollari, includa i costi di alloggio sulla Stazione Spaziale Internazionale o solo i servizi di trasporto.

Nonostante i recenti ritardi, NASA si aspetta di vedere almeno un nuovo volo di collaudo di una capsula commerciale entro la fine dell’anno, per dare il via nel 2020 alle regolari missioni di rotazione degli equipaggi. Lo scorso marzo, la Crew Dragon di SpaceX ha effettuato con successo il suo primo volo di collaudo senza equipaggio a bordo, ma qualche settimana più tardi la navicella è stata distrutta da una esplosione avvenuta nel corso di un test a terra. SpaceX sta allestendo un secondo veicolo Crew Dragon, precedentemente assegnato al primo viaggio con astronauti a bordo, per il test di interruzione del volo in alta quota. La terza Crew Dragon, attualmente in fase di assemblaggio a Hawthorne, in California, verrà invece utilizzata per il primo volo di collaudo con equipaggio a bordo; voleranno gli astronauti della NASA Bob Behnken e Doug Hurley.

Nel frattempo, anche Boeing si sta preparando al primo volo di collaudo di Starliner, attualmente previsto per il mese di agosto. La capsula verrà lanciata da un razzo Atlas 5 della United Launch Alliance. Se questa missione avrà successo, Boeing potrebbe effettuare a novembre il primo volo di collaudo con astronauti a bordo.

Entrambe le capsule sono state sviluppate con finanziamenti della NASA. L’agenzia spaziale americana ha siglato contratti multimiliardari con SpaceX e Boeing per coprire la progettazione, lo sviluppo e il collaudo di ogni veicolo spaziale, oltre che opzionare sei missioni per effettuare la rotazione degli equipaggi della ISS a partire dal 2020.

Il debutto di Crew Dragon e Starliner porrà fine al monopolio delle capsule russe Sojuz. I recenti contratti siglati da NASA con Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, prevedono un costo di circa 80 milioni di dollari a persona per un volo di andata e ritorno su una Sojuz, mentre NASA ritiene che il costo di un volo sui veicoli Crew Dragon e Starliner ammonterà a circa 58 milioni di dollari, con un considerevole risparmio di denaro. La quotazione indicata da Bigelow suggerisce che il viaggio di un astronauta privato costerà un po’ meno di un volo effettuato da un astronauta NASA.

Nel frattempo Space Adventures, società che nel 2001 aveva organizzato con Roscosmos il primo volo spaziale turistico per l’uomo d’affari americano Dennis Tito e che nel 2009 ha fatto volare l’artista e imprenditore canadese Guy Laliberté, non è stata con le mani in mano e ha siglato con Boeing un accordo per far volare anch’essa astronauti privati da e verso la ISS. La società ha dichiarato che è attualmente in grado di accettare prenotazioni per voli verso la ISS sia su capsule Sojuz che Starliner.

Fonte: Reuters

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Ci aspetta un futuro davvero entusiasmante! 😀

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