Aria di chiusura per StratoLaunch

Reuters ha recentemente reso pubbliche le voci che circolavano da mesi a Mojave: Stratolaunch Systems Corporation, la società spaziale fondata dal compianto miliardario e cofondatore di Microsoft Paul Allen, è in fase di chiusura. Stratolaunch e Northrop Grumman, proprietaria di Scaled Composites, l’appaltatore principale dell’aereo, hanno rifiutato di commentare la notizia. La decisione di interrompere il progetto e terminare le attività di sviluppo sono state prese alla fine dello scorso anno dalla sorella di Paul Allen, Jody, presidente di Vulcan Inc. e fiduciario del Paul G. Allen Trust. Jody Allen ha deciso di far volare l’aereo per onorare il desiderio del fratello ma anche per dimostrare la consistenza sia del velivolo che del concetto fondante della società.

Il team di Scaled Composites posa davanti al loro principale prodotto, l’aero Stratolaunch. Credit: Scaled Composites.

Quanto riferito da Reuters è coerente con i rumors ascoltati negli ultimi mesi. La morte di Paul Allen, avvenuta lo scorso ottobre, è stata un duro colpo per le ambizioni di Stratolaunch già intaccate dagli anni di ritardo accumulati dallo sviluppo dell’aereo. Una fonte riporta che Jody Allen ha mostrato scarso interesse al proseguimento del programma. L’aereo, costruito dalla Vulcan Aerospace e soprannominato “Roc”, ha effettuato il volo inaugurale lo scorso 13 aprile rimanendo in volo per 2,5 ore prima di atterrare sulla pista dello spazioporto del deserto del Mojave. I piloti hanno riferito che il volo non ha presentato alcun problema e il velivolo si è comportato come da attese. Lo Scaled Composites Model 351 è attualmente l’aereo più grande del mondo, composto da due fusoliere parallele lunghe 75 metri, 28 ruote, un’apertura alare di 117 metri e un peso pari a 250 tonnellate. È dotato di 6 motori Pratt & Whitney PW4000, quelli utilizzati dai Boeing 747-400, e necessita di una pista lunga più di 4 chilometri per decollare. Era il dicembre 2011 quando Paul Allen e Burt Rutan, fondatore della Scaled Composites, hanno svelato i disegni del gigantesco velivolo. Il progetto prevedeva di effettuare il primo lancio operativo nel 2016, ma lo sviluppo del gigantesco aereo ha accusato anni di ritardo.

Al ritardo nello sviluppo del velivolo si sono aggiunte difficoltà nel reperire un booster che fosse degno delle enormi dimensioni dell’aereo. Erano state contattate prima SpaceX e poi Orbital Sciences Corporation (ora Northrop Grumman) ma in entrambi i casi non si è mai giunti alla costruzione di un razzo. Stratolaunch, come soluzione provvisoria, ha virato sul piccolo Pegasus XL di Northrop Grumman mentre l’azienda aveva in corso lo sviluppo di una propria serie di missili. Lo sviluppo e la disponibilità di un nuovo booster avrebbe reso possibile il primo volo commerciale solo nel 2020, per questo motivo si decise di non procedere lasciando il Roc con il solo Pegasus XL. Il razzo della Northrop Grumman è costoso, vola raramente ed ha già un aereo madre da cui venir lanciato, un L-1011 modificato chiamato Stargazer. Con la nascita e lo sviluppo di una nuova generazione di veicoli di lancio per piccoli satelliti, il futuro del Pegasus XL appare alquanto incerto.

Il Pegasus al momento del distacco da Stargazer. Credit: NASA.

Le enormi dimensioni di Roc hanno ricordato un altro enorme velivolo, l’Hercules H-4 di Howard Hughes, aereo progettato durante la seconda guerra mondiale per trasportare truppe e rifornimenti attraverso l’oceano. Il prototipo, costruito in legno e soprannominato Spruce Goose, effettuò il suo primo volo nel novembre del 1947 con Hughes ai comandi. Non volò mai più: l’H-4 non è mai stato messo in produzione.
L’aereo scomparve per decenni per riapparire dopo la morte di Hughes avvenuta nel 1976. Lo Spruce Goose venne mostrato a Long Beach, in California, vicino al luogo dove effettuò il suo primo ed unico volo. Ora è ospitato presso l’Evergreen Aviation & Space Museum di McMinnville, in Oregon.

Oggi il destino che attende il Roc è avvolto nel mistero. Forse i proprietari troveranno un acquirente interessato a usarlo per qualcosa.

Fonte: Reuters

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.

Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Un gran peccato! Fa sempre tristezza leggere queste notizie…

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