Luna 2024: Jeff Bezos annuncia a sorpresa un lander innovativo

Ricostruzione artistica del lander lunare Blue Moon. Credit: Blue Origin.

Sono passati quasi due mesi dall’annuncio del vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence sullo sbarco sulla Luna entro il 2024, cosa che ha lasciato attoniti molti esperti nel settore che esprimevano i loro dubbi sulla fattibilità di un’impresa mastodontica in così poco tempo. Il problema principale era costituito dal fatto che alcuni elementi fondamentali per la missione non erano ancora nemmeno in progettazione, e uno di questi era proprio il lander. La NASA era già pronta a marzo per ricevere proposte dalle aziende private sui vari moduli del lander, quello di discesa, di risalita e di trasferimento, ma a fine aprile aveva dichiarato di volere un unico fornitore per l’intero veicolo.

Video dimostrativo di atterraggio e scarico di una flotta di rover sulla superficie lunare. Credit: Blue Origin.

Ieri sera, 9 maggio, a Washington, Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Blue Origin, ha tenuto una conferenza a inviti per un pubblico selezionatissimo, tra cui anche personale della NASA, presentando un lavoro a cui la sua azienda sta lavorando da tre anni: Blue Moon, un lander lunare.

Il veicolo avrà un motore BE-7 a idrogeno e ossigeno liquidi e sarà in grado di trasportare 3,6 tonnellate di carico sulla superficie della Luna nella sua versione base, e 6,5 tonnellate nella versione estesa. A bordo avrà delle gru per permettere di depositare il carico sulla superficie, e potrà anche trasportare un equipaggio umano.

Render della versione senza equipaggio di Blue Moon. Credit: Blue Origin.

La scelta del combustibile è dovuta all’alta efficienza che presenta l’idrogeno rispetto a carburanti ipergolici facilmente immagazzinabili. Negli anni passati Blue Origin ha ricevuto un finanziamento di 10 milioni dalla NASA per sviluppare tecnologie di gestione di liquidi criogenici in ambiente lunare, che le ha permesso di padroneggiare l’utilizzo di questi elementi preziosi per l’astronautica. Il problema del basso punto di ebollizione dell’idrogeno viene affrontato in due modi: permettendo di raffreddare ulteriormente i serbatoi di ossigeno liquido grazie al calore sottratto dall’evaporazione dell’idrogeno (un po’ lo stesso processo della sudorazione che raffredda il corpo umano) e utilizzando l’idrogeno evaporato per alimentare celle a combustibile per la produzione di energia elettrica.

Dettagli del motore BE-7 a idrogeno e ossigeno liquidi, in grado di generare una spinta di 40 kN. Credit Blue Origin.

Uno dei punti innovativi di questo lander è proprio il metodo di produzione dell’energia elettrica, che si sbarazza dei classici pannelli solari utilizzati in tutte le missioni spaziali lunari moderne per puntare sull’idrogeno, permettendo l’utilizzo degli strumenti anche durante la lunga notte lunare e in vista di una futura economia spaziale in grado di estrarre le materie prime direttamente in situ. La visione dell’azienda di Bezos è che il lavoro di sviluppo portato avanti oggi getterà le basi per l’espansione umana verso il sistema solare, creando una solida infrastruttura e un’economia spaziale sostenibile.

Quest’estate verrà testato il nuovo motore BE-7. I piani dell’azienda prevedono di avere la prima versione del lander pronta per il 2023, per portare il carico necessario alle missioni umane dell’anno seguente. La seconda versione, quella più capiente, sarà pronta nel 2024 per un primo test sulla Luna senza equipaggio, per poi portare il primo essere umano sulla Luna entro la fine del 2024, dopo più di 50 anni dal fatidico primo passo di Neil Armstrong.

Il video completo dell’evento del 9 maggio.

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Una risposta

  1. MayuriK ha detto:

    Una bella conferenza, complimenti a Blue Origin.
    A questo punto direi che ci potranno pensar loro al lander lunare, direi che sono quelli più avanti con lo sviluppo.

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