Aggiornamenti dal sistema solare: settembre 2017

Credit: NASA

Si affollano le missioni pronte ai blocchi di partenza – ben 10, anche se su molte di queste pende ancora una certa incertezza sulla data di lancio. Senza contare quelle previste tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, tra cui BepiColombo, il James Webb Space Telescope (JWST), Korea Pathfinder Lunar Orbiter (KPLO) e Solar Orbiter (SolO).

In atteso di questo piccolo esercito, continua il viaggio delle sonde verso il loro prossimo obiettivo, con OSIRIS-REx che ha appena effettuato un flyby della Terra che l’ha immessa nella traiettoria finale verso il suo asteroide, e New Horizons che fa una pausa nel suo periodo di ibernazione per prepararsi al prossimo sorvolo.

Che altro è successo? Ah, sì: una delle missioni spaziali più straordinarie della storia si è conclusa nei giorni scorsi…

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Nessun aggiornamento sulla data di lancio della sonda cinese Chang’e 5, la cui missione è stata probabilmente rimandata di almeno un anno dopo il recente fallimento del vettore Lunga Marcia 5. A questo punto potrebbe tornare la sequenza originale del piano cinese con il lancio entro la fine del 2018 di Chang’e 4, lander diretto verso il lato nascosto della Luna. L’agenzia spaziale cinese CNSA dovrà però prima lanciare un satellite per telecomunicazioni verso il punto lagrangiano L2 Terra-Luna per poter comunicare con la sonda.

Nessuna nuova anche dai cinque team coinvolti nel Google Lunar X-Prize (SpaceIL, Team Indus, Hakuto, Moon Express e Synergy Moon). La scadenza per potersi aggiudicare il premio è stata ulteriormente spostata al 31 marzo 2018, ma ancora non è chiaro se e quando i vari team potranno riuscire a lanciare.

Nei mesi scorsi l’agenzia spaziale indiana (ISRO) ha annunciato l’intenzione di lanciare, entro il primo trimestre del 2018, una nuova missione lunare, Chandrayaan 2. La missione sarà composta da un orbiter, un lander ed un piccolo rover.

Si avvicina anche l’apertura la finestra di lancio biennale per le missioni su Marte. L’unica sonda ai blocchi di partenza sembra essere Insight, della NASA, che partirà a maggio 2018 dopo aver mancato la finestra di lancio del 2016 per un problema ad uno strumento. La sua missione sarà quella di atterrare sulla superficie di Marte per analizzare campioni in profondità fino a qualche metro. La sonda è attualmente in fase di assemblaggio presso lo stabilimento di Denver della Lockheed Martin.

Tra il 31 luglio e il 19 agosto del 2018 partirà anche un’altra missione della NASA, la Parker Solar Probe. La sonda, precedentemente nota con il nome di Solar Probe Plus, è stata ribattezzata di recente in onore del fisico Eugene Parker. Una volta lanciata sarà immessa in un’orbita eliocentrica con perielio (il punto più vicino al Sole) ben all’interno dell’orbita di Mercurio. Con l’aiuto di diversi flyby di Venere raggiungerà la minima distanza dal Sole nel dicembre del 2024, a soli 5,9 milioni di km dalla nostra stella, ben otto volte inferiore all’attuale record. I vari componenti del lanciatore Delta IV Heavy sono già arrivati in Florida in previsione del lancio.

Nel sistema solare interno

In orbita intorno alla Luna ci sono al momento tre sonde americane: Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e le due della missione ARTEMIS. Inoltre, anche se non ci sono notizie ufficiali, si pensa che siano ancora attive le cinesi Chang’e 5-T1, in orbita, e Chang’e 3, sulla superficie.

In un’orbita eliocentrica nei pressi di quella della Terra ci sono le sonde della NASA Kepler, la cui missione K2 è principalmente diretta verso la scoperta di esopianeti, Stereo A e Stereo B, della missione solare di osservazione solare STEREO, e il telescopio spaziale all’infrarosso Spitzer.

Rappresentazione della campagna di misura K2-Field 15 della sonda Kepler. Credit: NASA

Relativamente poco lontano, presso il punto lagrangiano L1 Terra-Sole, ci sono le sonde per l’osservazione solare WIND (NASA), ACE (NASA) e SoHO (NASA/ESA), e la missione di studio del clima terrestre DSCOVR (NASA/NOAA). Tutte, inclusa DSCOVR che funge anche da osservatorio solare, hanno osservato nella prima metà di settembre due eventi solari tra i più forti degli ultimi dieci anni (vedi video qui sotto). Dall’altra parte della Terra rispetto al Sole, intorno al punto lagrangiano L2, c’è invece la sonda Gaia (ESA), che si occupa di mappare la nostra galassia e quelle limitrofe.

 

La sonda della NASA OSIRIS-REx è in viaggio verso l’asteroide Bennu e lo scorso 22 settembre ha compiuto con successo un passaggio ravvicinato con assist gravitazionale della Terra. Questa manovra ha permesso l’inserimento della sonda nella traiettoria finale in vista dell’incontro con l’asteroide previsto per agosto 2018.

Un paio di mesi prima, a giugno, dovrebbe arrivare sull’asteroide Ryugu la sonda giapponese Hayabusa 2, anch’essa con l’obiettivo principale di riportare a Terra un campione roccioso, oltre a quello di rilasciare un paio di piccoli lander.

Come per altre missioni cinesi la cui fase principale è terminata da tempo, non si hanno notizie di Chang’e 2, che dopo aver concluso la sua missione principale in orbita intorno alla Luna e quelle secondarie che l’hanno vista orbitare il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole e sorvolare l’asteroide 4179-Toutatis, è attualmente in orbita eliocentrica. Anche la sonda giapponese Akatsuki continua senza particolari aggiornamenti le sue osservazioni in orbita intorno a Venere.

Esplorando Marte

In attesa del nuovo arrivo nel 2018, ci sono ben 6 sonde in orbita intorno al pianeta rosso:  Trace Gas Orbiter (TGO), della missione ESA/Roscosmos Exomars 2016, attualmente impegnata nella circolarizzazione della propria orbita prima di cominciare la missione scientifica, Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Mars Express (ESA), Mars Odyssey (NASA), MAVEN (NASA) e Mars Orbiter Mission (ISRO) che invece stanno compiendo osservazioni scientifiche di Marte da diversi anni: si va dai quasi 16 anni per Mars Odyssey ai tre anni di MAVEN e MOM.

Sulla superficie di Marte siamo arrivati al sol 1824 per Curiosity/Mars Science Laboratory (MSL). Il rover ha festeggiato lo scorso 2 agosto i 5 anni sul pianeta rosso, e attualmente sta compiendo osservazioni presso il Vera Rubin Ridge, sulla strada che porta alla vetta del monte Sharp.

Il Vera Rubin Ridge ripreso dalla ChemCam di Curiosity. Credit: NASA/JPL-Caltech/CNES/CNRS/LANL/IRAP/IAS/LPGN

È invece il sol numero 4858 per l’altro rover marziano della NASA, Opportunity. Il Mars Exploration Rover (MER) superstite si è lasciato alle spalle Cape Tribulation, che studiava dal 2014, ed ha raggiunto la Perseverance Valley, nei pressi di Cape Byron. Gli scienziati sperano, grazie ad Opportunity, di riuscire a risalire alle origini della valle. Il rover ha da poco superato il ragguardevole traguardo dei 45 km percorsi sul pianeta rosso.

Nel sistema solare esterno

La sonda americana Dawn è sempre in orbita intorno al pianeta nano Cerere. Pur avendo completato la sua missione principale e diverse estensioni sull’oggetto più grande della fascia degli asteroidi, la sonda potrebbe non aver finito la sua vita utile, nonostante i problemi alle ruote di reazione. Non è infatti stata abbandonata del tutto la possibilità di far raggiungere a Dawn un terzo asteroide, dopo aver orbitato a lungo anche Vesta.

La sonda della NASA Juno è in orbita intorno a Giove, principalmente per studiarne l’atmosfera e il campo magnetico. Lo scorso 1 settembre la sonda ha compiuto l’ottavo passaggio ravvicinato (PJ8), mentre la sua orbita fortemente ellittica la porterà al PJ9 il prossimo 24 ottobre.

 

Il triste giorno è arrivato. Una tra le più straordinarie missioni spaziali della storia è arrivata alla conclusione lo scorso 15 settembre, quando la sonda Cassini si è disintegrata nell’atmosfera di Saturno. La missione, una collaborazione tra l’agenzia spaziale americana (NASA), quella europea (ESA) e quella italiana (ASI), era partita nel lontano 1997 e aveva raggiunto il gigante con gli anelli nel 2004. Nel 2005 aveva anche rilasciato un lander europeo (Huygens) che atterrò con pieno successo sulla superficie di Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. Se volete inumidirvi un po’ gli occhi andate a leggere l’ultimo articolo di AstronautiNews sulla straordinaria missione. Oppure andate a guardare la hall of fame delle immagini più straordinarie riprese dalla sonda.

La sonda americana New Horizons è in viaggio verso l’oggetto della fascia di Kuiper 2014 MU69, che raggiungerà tra 465 giorni e da cui dista circa 580 milioni di km. L’11 settembre scorso la sonda ha terminato un periodo di ibernazione durato circa 5 mesi, cominciando una serie di test sugli strumenti e di osservazioni scientifiche a distanza. New Horizons tornerà in ibernazione il 22 dicembre, per essere svegliato l’ultima volta il 4 giugno, in vista dell’incontro che avverrà a capodanno del 2019. Intanto, i risultati dell’osservazione da terra occultamento da parte di 2014 MU69 avvenuto lo scorso 17 luglio hanno confermato che l’oggetto che New Horizons andrà ad osservare è binario (due oggetti di simile grandezza che orbitano a distanza ravvicinata) o di forma molto allungata.

Infine, le sonde americane Voyager 1 e 2, dopo aver sorvolato Giove, Saturno e, nel caso di Voyager 2 anche Urano e Nettuno, sono ancora operative nel loro viaggio di allontanamento dal sistema solare. Le due sonde hanno da poco festeggiato l’eccezionale 40-imo anniversario dal lancio (20 agosto 1977 per Voyager 2 e 5 settembre 1977 per Voyager 1). Voyager 1 si trova attualmente a circa 140 UA dalla Terra (19 ore e 25 minuti-luce). Voyager 2 è invece a circa 115 UA dalla Terra (15 ore e 58 minuti-luce).

Sommario missioni

Missioni in fase di preparazione per il lancio: 10

Missioni operative nella fase principale o estesa: 26

Missioni in viaggio verso il prossimo obiettivo: 3

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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