La sonda Solar Probe Plus della NASA sarà dedicata all’astrofisico Eugene Parker

CHICAGO, IL - 31 maggio 2017:L'astrofisico dell' University of Chicago Dr. Eugene Parker assiste all'esposizione del piano di missione della sonda solare a lui dedicata da parte dei managers della NASA. (C) Scott Olson/Getty Images/AFP

E’ stata dedicata all’astrofisico Eugene Parker dell’University of Chicgo, la sonda solare che la NASA lancerà nel 2018 verso la nostra stella e che effettuerà ripetuti passaggi sfiorandone l’atmosfera ad una distanza di circa 6,5 milioni di km, quindi all’interno dell’orbita di Mercurio, e all’incredibile velocità di 692.000 km/h. Essa studierà da molto vicino i meccanismi che alimentano la corona solare, le origini del vento solare e le cause delle tempeste solari potenzialmente catastrofiche per il nostro pianeta.

La cerimonia di assegnazione è avvenuta lo scorso 31 maggio durante un evento ufficiale tenutosi in onore di Eugene Parker presso l’University of Chicago. Nel 1958, in un suo famoso articolo intitolato “Dynamics of the interplanetary gas and magnetic fields” pubblicato in un numero dell’Astrophysical Journal, Parker per primo teorizzò l’esistenza del vento solare la cui influenza si propagava per tutto il sistema solare. Questa è stata la prima volta in cui la NASA ha dedicato un suo veicolo spaziale ad una personalità ancora vivente.

“La NASA non ha mai dedicato un suo spacecraft ad uno scienziato ancora in vita,” Ha esordito Thomas Zurbuchen, capo delle operazioni scientifiche dell’ente spaziale americano durante l’evento. “Bene, signore e signori, stiamo per fare la storia. E’ mio grande onore, pochi giorni prima il tuo novantesimo compleanno, Gene, annunciare il cambio di nome della sonda Solar Probe Plus che da ora si chiamerà Parker Solar Probe.”

Una rappresentazione artistica della sonda Parker mentre si avvicina al Sole (C) Credits: Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory

Eugene Parker si è detto enormemente onorato di essere associato ad una tale eroica missione scientifica spaziale: “Per eroico, naturalmente, mi riferisco alle temperature ed alle radiazioni termiche del Sole,” Ha spiegato lo scienziato, “Le estreme contromisure sviluppate per far sopravvivere la sonda a quelle condizioni saranno molto apprezzate.”

Nicola Fox, il Parker Solar Probe project scientist presso il Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory si è dimostrato d’accordo, dichiarando che questa, oltre ad essere la prima missione dedicata ad uno scienziato vivente, è anche la missione più calda e più veloce mai inviata dalla NASA.

La superficie visibile del Sole, la fotosfera, ha una temperatura di circa 3.300 °C, ma solo a poche centinaia di km al di sopra di essa, nella zona denominata corona, la temperatura improvvisamente sale a diversi milioni di gradi, e nessuno sa il perché. La Parker Solar Probe e la sua suite di strumenti scientifici, hanno il compito di indagare su questo mistero. Essa infatti passerà sette volte più vicino al Sole di qualsiasi altra missione nella soria dell’esplorazione del sistema solare, e lo farà in maniera ripetuta.

La sonda, del peso di 685 kg verrà lanciata fra il 31 luglio ed il 19 agosto 2018 con un Delta IV Heavy dotato di upper stage, dalla Cape Canaveral Air Force Station.

Nonostante venga impiegato uno dei più potenti lanciatori a disposizione, la sonda impiegherà ben sette anni per raggiungere la nostra stella. Durante il suo viaggio la PSP eseguirà sette flyby di Venere al fine di inserirsi nella corretta traiettoria ellittica attorno al Sole.

Il punto inferiore dell’orbita, quello scientificamente più utile, come detto, ricade all’interno dell’orbita di Mercurio, e porterà lo spacecraft ad un distanza di 5,9 milioni di km dal Sole. La gravità della nostra stella accellererà la sonda ad una velocità di 692.000 km/h nel punto più vicino. Una velocità che consentirebbe di raggiungere Tokyo da New York in meno di due minuti!

In pratica, se dovessimo ridurre la distanza media Terra-Sole ad un metro, la sonda arriverebbe a trovarsi a soli 4 cm.

Al fine di permettere ai suoi strumenti di operare correttamente, il veicolo spaziale è dotato di uno scudo termico in composito di carbonio dello spessore di 11,43 cm, in grado di resistere alle temperature esterne di oltre 1.300 °C in cui la Parker Solar Probe si troverà durante la sua missione scientifica.

Nato il 10 giugno del 1927 in Michigan, Eugene Newman Parker ha ricevuto un Bachelor of Science in fisica dalla Michigan State University ed un dottorato dal Caltech. Di seguito ha insegnato alla Univerity of Utah e al Fermi Institute dell’University of Chicago. Parker ha ricevuto per le sue ricerche diversi riconoscimenti accademici a livello mondiale.

La missione della Parker Solar Probe è parte del programma Living With a Star della NASA, che è volto ad esplorare gli aspetti del sistema Sole-Terra che influenzano direttamente la vita e la società. LWS è gestito dal Goddard Space Flight Center della NASA di Greenbelt, Maryland, per lo Science Mission Directorate di Washington D.C. Il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory ha progettato , costruito e gestirà lo spacecraft per conto della NASA.

Il logo della missione: Credit: NASA/JHUAPL

Fonti: Spaceflightnow; NASA; PSP

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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  • Vincenzo Barbiero

    Benissimo. Ottima scelta il nome. Parker Solar Probe. E in onore a uno scienziato ancora vivo è il massimo.