NASA indaga su un problema ad un serbatoio di ossigeno liquido di SLS

NASA e Boeing stanno indagando su un incidente occorso presso la Michoud Assembly Facility che potrebbe aver provocato un danno strutturale ad un serbatoio dell’ossigeno liquido del razzo vettore Space Launch System.

Kim Henry, una portavoce del NASA Marshall Space Flight Center, ha riferito il 10 maggio che la NASA e Boeing, il primo contractor per la costruzione del primo stadio di SLS, hanno costituito due team di indagine indipendenti per analizzare un incidente accaduto presso lo stabilimento di assemblaggio di Michoud una settimana fa. L’incidente avrebbe coinvolto una sezione del serbatoio dell’ossigeno liquido del nuovo lanciatore della NASA.

L’agenzia non ha fornito dettagli addizionali intorno all’evento, accaduto presso il Vertical Assembly Center di Michoud, utilizzato per saldare i grandi componenti di SLS. Il centro di assemblaggio verticale era fuori servizio al momento dell’incidente, ha riportato Kim Henry.

«La NASA sta valutando come riprendere le operazioni in modo sicuro», ha detto Henry.

Il danno è limitato ad una sezione periferica del serbatoio, che non era ancora stata saldata al resto della struttura. Di conseguenza valutazioni sono ora in corso per determinare l’estensione del danno. L’incidente è stato classificato come “tipo B” e secondo la documentazione NASA ricade nella classe di inconvenienti tecnici con valore compreso tra i 500.000 e i 2 milioni di dollari. Non sono stati riportati feriti nell’evento.

Il tipo di serbatoio coinvolto nell’incidente è utilizzato nella qualificazione del componente: si tratta quindi di una parte del razzo vettore che serve per i test e non per il volo vero e proprio. La portavoce Kim Henry aggiunto che al momento non è ancora noto quanto tempo richiederanno le indagini congiunte di NASA e Boeing.

Purtroppo questo incidente arriva in un periodo già non facile per SLS: lo scorso febbraio il centro di Michoud era stato colpito da un tornado che aveva danneggiato  alcuni fabbricati utilizzati per lo sviluppo di SLS e della capsula Orion e in Marzo l’agenzia aveva stimato che i danni avrebbero ritardato le operazioni di almeno tre mesi.

Il mese scorso la NASA ha annunciato che SLS e Orion non sarebbero stati pronti per il volo inaugurale a suo tempo fissato per novembre 2018 e che si sta considerando il 2019 come prima occasione per il battesimo dei due capisaldi dell’esplorazione spaziale non privata americana, missione nota come EM-1 (Exploration Mission 1). Il piano per questo lancio potrebbe anche dipendere dalla fatidica decisione di associare un equipaggio alla missione. La NASA ha riferito il mese scorso che gli studi di fattibilità di volo con equipaggio per la prima missione sono stati comunicati alla direzione dell’agenzia e alla Casa Bianca, ma al momento non è ancora stata presa né condivisa alcuna decisione.

Alcune fonti autorevoli, tra cui Eric Berger, corrispondente per Ars Technica, hanno riportato oggi su Twitter indiscrezioni provenienti dalla NASA secondo cui la decisione sarebbe già stata presa: il volo inaugurale di SLS e Orion avverrebbe non prima della fine del 2019 e senza equipaggio. Inutile aggiungere come un certo pessimismo serpeggi tra gli addetti ai lavori nonostante il budget positivo intascato dalla NASA per l’anno in corso proprio in questi giorni: l’impressione comune è che a latitare sia una strategia per gli anni a venire e che il know-how dell’agenzia si stia perdendo in cavilli procedurali di contract manufacturing lasciando da parte il fulcro del lavoro che sarebbe necessario per mandare in orbita un veicolo spaziale americano e possibilmente, dati presupposti e obiettivi ambiziosi, oltre l’orbita bassa terrestre.

Aggiornamento ore 21.15, 12 maggio 2017

La NASA ha appena confermato le indiscrezioni riportate in giornata in una media conference al momento in corso: Robert Lightfoot, amministratore ad interim dell’agenzia ha confermato che il volo inaugurale di SLS e Orion avverrà nella seconda metà del 2019 (data da destinarsi) e sarà una missione senza equipaggio.

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Massimo Orgiazzi

Appassionato di astronomia, astronautica e scienza, nella vita è ingegnere. Ha scritto narrativa, poesia e critica letteraria, ha una passione per il cinema e organizza rassegne cineforum. Twitta in inglese di spazio e scienza con l'handle @Rainmaker1973

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  • Marco Marcellino

    Purtroppo per loro questo SLS assume sempre più i connotati di un morto che cammina… con tutta probabilità per quella data la SpaceX avrà fatto fare più di un viaggio verso la Luna a facoltosi miliardari gettando le basi (=producendo introiti) per i primi viaggi su Marte. Fino a pochi anni fa era pura fantascienza che un agenzia governativa fosse battuta dai privati adesso è una tendenza quasi assodata.