A conti fatti, il budget NASA per l’esplorazione planetaria si rivela il migliore degli ultimi anni

A dispetto di molte pessimistiche previsioni legate al budget NASA approvato dall’amministrazione Trump, il bilancio assegnato al settore dell’esplorazione scientifica del sistema solare per il 2017 risulta essere il più elevato degli ultimi anni.

Il 5 maggio il presidente Trump ha firmato il piano di investimenti del 2017 (Consolidated Appropriations Act of 2017), che finanzia il governo e le sue agenzia per quanto rimane del 2017. La NASA ha ricevuto 19,65 miliardi di dollari (come visto nell’articolo dedicato ai numeri generali), che è il suo miglior budget dal 2010: tuttavia il dato che più spicca nelle analisi delle varianze è quello dell’esplorazione planetaria e del Sistema Solare che recepisce un incremento netto a 1,85 miliardi, costituendo così il miglior bilancio degli ultimi dieci anni a disposizione di questo settore.

La divisione delle scienze planetarie riceve un aumento di 215 milioni di dollari rispetto al 2016 ed è superiore di ben 345 milioni di dollari rispetto a quanto il presidente Trump aveva precedentemente proposto. Al netto dell’inflazione e delle contingenze, questo si profila essere il miglior budget per l’esplorazione planetaria dal 2005, quindi da oltre una decina d’anni.

 

Il budget NASA per l’esplorazione spaziale dal 2000 al 2017 (al netto dell’inflazione e delle contingenze)

 

La parte più consistente dell’incremento finanziario è di fatto diretta alla missione Europa Clipper, che riceve 275 milioni di dollari contro la richiesta di soli 50 milioni di dollari. Questa iniezione diciamo benefica permetterà all’Europa Clipper di rimanere al passo con le previsioni di lancio per il 2022, molto prima di quanto la NASA abbia inizialmente proposto, includendo anche fondi ulteriori per lo sviluppo della possibile missione di atterraggio su Europa con un lander (missione che l’amministrazione Trump aveva inizialmente bloccato, come possiamo ricordare di aver discusso nell’articolo dello scorso 17 marzo).

In questo quadro generale, l’esplorazione di Marte riceve 62 milioni di dollari in più di quanto richiesto. Questa cifra raddoppierà il bilancio messo in piano per un nuovo orbiter (che andrà a rimpiazzare gli ormai sempre più anziani 2001 Mars Odissey e Mars Reconnaissance Orbiter), peraltro ancora non richiesto dalla NASA. Da non trascurare poi che con questo finanziamento sarà possibile avviare il progetto “Mars-copter” da associare al prossimo rover marziano, Mars 2020 e soprattutto continuare le operazioni di Curiosity oltre che dotare Mars 2020 di risorse addizionali per mantenere il piano di lancio a luglio 2020.

Il programma Discovery, che gestisce le missioni NASA a basso budget selezionate competitivamente dall’agenzia, riceve nel complesso 22 milioni di dollari in più rispetto alla richiesta presidenziale. Questo aiuterà a gestire in modo ottimale i costi della missione Mars InSight, rinviata lo scorso anno e riprogrammata per il lancio esattamente fra un anno in questi giorni. Ci sarà poi un finanziamento per le missioni appena selezionate per l’esplorazione degli asteroidi, Lucy e Psyche, che sono state programmate per il lancio rispettivamente nel 2021 e nel 2023.

In tutta questa raffica di maggiori stanziamenti, l’unico sotto-settore a subire un calo di budget è il programma New Frontiers. Questo fronte si trova di fatto in una impasse, avendo completato quanto previsto dal piano originale con il lancio della missione OSIRIS-REx,  ma si tratta di una battuta d’arresto del tutto prevista e non dannosa, trovandosi New Frontiers nel momento di inizio della selezione di nuove missioni con lancio previsto a partire dal 2024.

2016 Richiesta del Presidente 2017 2017 Finale Variazione (Trump vs Congresso)
Ricerca $163,2 Milioni $178 Milioni $178 Milioni +0
Discovery $189 Milioni $202,5 Milioni $224.8 Milioni +$22,3M
New Frontiers $194 Milioni $144 Milioni $136.5 Milioni -$7,5M
Esplorazione di Marte $513 Milioni $584,5 Milioni $647 Milioni +$62,6M
Sistema Solare Esterno $261 Milioni $137,3 Milioni $363 Milioni +$225,7M
Tecnologia $197 Milioni $165,5 Milioni $190 Milioni +$24,5M

Il denaro disponibile per il programma di sorveglianza degli asteroidi potenzialmente pericolosi (NEO – Near-Earth Objects Observation program) cresce di 10 milioni di dollari rispetto al 2016, e raggiunge quota 60 milioni: 16 di questi sono dedicati alla missione Double Asteroid Redirection Test, una proposta di capsula ad impatto su asteroide che era stata a suo tempo sviluppata con l’agenzia spaziale europea

Nelle scienze planetarie sono incluse anche le attività di ricerca e osservazione terrestre: questo settore non guadagna ma, in dispregio ad una delle più discusse proposte presidenziali, non viene neppure tagliata significativamente visto che mantiene lo stesso budget del 2016 a quota 1,19 miliardi di dollari, rimanendo la divisione meglio finanziata della NASA.

Aumenta a sua volta anche il budget per le operazioni di volo con equipaggio: SLS e Orion vedono i loro rispettivi bilanci crescere di 2,15 e 1,35 miliardi. Nessun problema o rallentamento (a livello di bilancio, almeno, visti i ritardi operativi) per il programma Commercial Crew e Cargo per i voli verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Ora che il processo di approvazione per il bilancio del 2017 è terminato l’attenzione si sposta sul bilancio per il 2018. Sino ad ora l’amministrazione Trump non ha fornito altri dettagli rispetto a quanto già proposto, che prevede un per la NASA una notevole minaccia di ridimensionamento.

Maggiori informazioni sono attese per la fine di maggio, e in attesa di queste la NASA non può che godersi questo momento di inversione di tendenza nel quale il Congresso ha di fatto ribaltato le fosche previsioni che circaolavano fino a solo un mese fa.

Le cifre approvate dal parlamento a stelle e striscie (il Presidente propone infatti il bilancio, ma sono le due camere ad approvarlo con le modifiche che preferiscono) garantiscono all’esplorazione del Sistema Solare una serie di capisaldi fondamentali: missioni verso Europa, Marte e altre destinazioni (asteroidi in testa) sono credibilmente in vista, e il futuro appare decisamente meno fosco di quello paventato al termine dell’amministrazione Obama. Seguiremo senz’altro con interesse gli sviluppi nei prossimi mesi.

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Massimo Orgiazzi

Appassionato di astronomia, astronautica e scienza, nella vita è ingegnere. Ha scritto narrativa, poesia e critica letteraria, ha una passione per il cinema e organizza rassegne cineforum. Twitta in inglese di spazio e scienza con l'handle @Rainmaker1973

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