La Russia avvia la produzione in serie dell’Angara

Con il completamento della nuova linea di produzione nella città di Omsk in Siberia, previsto entro la fine del mese, la famiglia di lanciatori modulari Angara si avvicina sempre più a diventare il motore del programma spaziale russo, per lanci militari, commerciali, scientifici e di esplorazione con equipaggio.

Andrei Kalinovsky, capo dell’impresa statale Khrunichev State Research & Production Space Center costruttrice dell’Angara, ha confermato che presso gli impianti della consociata PO Polyot, sono in corso le ultime fasi di installazione delle due linee di assemblaggio, della clean-room, delle apparecchiature per le ispezioni a raggi X sulle saldature e della centrale per l’approvvigionamento di energia.
Ha infine aggiunto che grazie a questi importanti investimenti, fino al 2020 ad Omsk verranno prodotti 11 URM-1 (Universalniy Raketniy Modul), sufficienti per assemblare due Angara-A5 ed un A1.2, all’anno.
“Dopo il 2020 però, lavorando a ciclo continuo su tre turni, la capacità dell’impianto di Omsk sarà di 100 URM all’anno, equivalente quindi ad una ventina di lanciatori”.

Angara URM-1, credit Khrunichev.

Angara URM-1, credit Khrunichev.

Il modulo universale URM-1 è il booster su cui si basa tutta l’architettura della famiglia Angara. Può essere lanciato singolarmente come avvenne nel debutto del luglio 2014 o assemblato ad altri URM-1 a formare i più potenti A3 (non ancora realizzato) e l’A5 che è stato testato nel dicembre dello stesso anno.

“…successivamente ci concentreremo sulla produzione dell’Angara-A5P (Pilotiruemaya – Pilotato, ndt) il cui primo volo con equipaggio è previsto per il 2023 e sull’A5V (Vodorod – Idrogeno, ndt) con upper stage criogenico riavviabile in volo, per le missioni verso la Luna”.

L’apertura della nuova linea di produzione rientra in un programma quinquennale di investimenti e rinnovamento della storica azienda già produttrice dei razzi Proton (1965) e Rockot (1990), nonché di tutte le stazioni spaziali sovietiche Salyut, Almaz e Mir.

Uno dei primi URM mentre veniva assemblato nello stabilimento di Mosca.

Uno dei primi URM mentre veniva assemblato nello stabilimento di Mosca.

Attualmente presso la linea di assemblaggio di Fili, lungo la Moscova appena ad est del centro di Mosca, sta per essere completato l’hardware di volo per il secondo A5, il cui lancio è previsto entro la metà del prossimo anno con a bordo il satellite per le comunicazioni angolano AngoSat.
Vista la posizione commercialmente molto appetibile e la crescente richiesta da parte del mercato immobiliare, il gigantesco complesso produttivo moscovita è destinato ad essere venduto per poter riequilibrare le finanze della società e riammodernare le proprie unità produttive, tra cui il definitivo passaggio a tecnologie digitali per le linee di produzione.

Head of GKNPTs Khrunichev Andrei Kalinovsky explains the work of machinists welding components of the Angara rocket at PO Polyot to Deputy Prime Minister Dmitry Rogozin (in red jacket) and head of Roskosmos Igor Komarov (to Rogozin's left).

Il capo di Khrunichev Kalinovsky mostra al vice premier Rogozin ed al capo di Roscosmos Komarov il funzionamento della stazione di saldatura presso l’impianto PO Polyot di Omsk.

Tra i vantaggi previsti dallo spostamento nella città siberiana rientra il minor costo del lavoro specializzato e la relativa vicinanza al nuovo cosmodromo di Vostochny, da dove verranno effettuati la maggior parte dei lanci.
In questa prima fase il costo di produzione di un vettore Angara si aggira tra il 30 ed il 40% in più rispetto al Proton. Con l’inizio della produzione in serie è stato stimato che i costi di produzione eguaglieranno quelli del Proton entro il 2020 e nel 2025 saranno inferiori del 20%.

Già lo scorso anno era stato annunciato che l’Angara-1.2 avrebbe affiancato il Proton per i lanci commerciali della società ILS (International Launch Service), joint venture nata nel 1995 tra la statunitense Lockheed-Martin e la Khrunichev stessa, che dal 2008 è diventata azionista unica mantenendo però la sede negli Stati Uniti a Reston in Virginia.

Fonte: Russian Space Web

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.