Blue Origin completa il primo atterraggio controllato del suo vettore suborbitale

Il razzo di Blue Origin dopo l'atterraggio (C) Blue Origin

I razzi sono sempre stati a perdere. Da oggi non più. Immagazzinato al suo posto presso il sito di lancio della Blue Origin nella parte occidentale del Texas c’è ora la più rara delle fiere: un razzo usato.

“Il volo ha validato l’architettura e il progetto del nostro veicolo”, hanno dichiarato dall’azienda di Seattle; “Il nostro anello di alette, unico nel suo genere, ha spostato il centro di pressione verso la coda per aiutare il controllo del rientro e della discesa; otto grandi freni aerodinamici sono stati dispiegati e hanno ridotto la velocità terminale del veicolo a 623 km/h (387 mph); delle alette controllate idraulicamente hanno guidato il veicolo attraverso venti trasversali in quota da 190 km/h fino a una posizione perfettamente allineata con il pad di atterraggio ma a 1.500 m di quota; successivamente il motore BE-3 dalla spinta altamente modulabile si è acceso per rallentare ulteriormente il razzo fino a che si sono dispiegate le gambe di atterraggio e il veicolo ha percorso gli ultimi 30 metri di discesa prima di toccare terra a 7,08 km/h (4,4 mph).”

Nel video pubblicato sul sito dell’azienda (https://www.blueorigin.com/gallery) si può notare da varie angolazioni l’ultima parte della manovra descritta dalle parole di Blue Origin che nel montaggio ha voluto enfatizzare la teatralità di tale manovra.

Jeff Bezos, fondatore di Blue Origin ma anche della fortunata azienda Amazon, ha voluto rimarcare gli obiettivi aziendali indirizzati allo sviluppo di una stabile presenza umana nello spazio per arrivare poi ad “allontanarsi da questo pianeta blu che è l’origine di tutto quello che conosciamo.” E i complimenti del capo si sono indirizzati verso tutti i gruppi di lavoro dell’azienda sparsi un po’ ovunque sul suolo USA, mettendo in evidenza che il grande lavoro svolto e da svolgere deve essere indirizzato “non solo a costruire veicoli spaziali, ma a far avvicinare il giorno in cui milioni di persone potranno vivere e lavorare nello spazio.”

Bezos ha concluso il suo intervento di felicitazioni ricordando che il lavoro prosegue “pazientemente e un passo alla volta”, secondo quando anche espresso dal motto aziendale “Gradatim Ferociter! (Coraggiosamente, passo dopo passo!).

Fonte: Blue Origin

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Rudy Bidoggia

Appassionato di spazio e di tutto ciò che è scienza dalla tenera età, scrive dal 2012 per AstronautiNews. Lavora come tecnico informatico presso un'azienda metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia.

Una risposta

  1. RT83_ita ha detto:

    Che spettacolo!

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