Rinviato al 2023 il lancio di Orion con equipaggio a bordo

Valeria Parnenzini

Appassionata di spazio e tecnologia, collabora con AstronautiNEWS da Agosto 2015.

5 Risposte

  1. Federico Suriani ha detto:

    Che noia, sta Nasa. per una banalissima capsula uguale alle Apollo, spettare, se va bene 8 anni, certo che non sono più i bei tempi di Kennedy e Von Braun, alla Nasa dovrebbero darsi una mossa, altrimenti addio, mille volte meglio di loro Elon Musk, un uomo che realizza quello che dice, alla Nasa dopo lo Shuttle solo patetiche sondine giocattolo, siamo nel 2015 non nel 1960 diamine.

    • Alessandro Di Giacomo ha detto:

      Pienamente daccordo

    • Marco Zambianchi ha detto:

      Il problema e’ sempre piu’ complesso di come appare in superficie:
      – Le missioni con equipaggio sono in assoluto le piu’ costose perche’ richiedono la certificazione di ogni compontente di capsula e lanciatore con vari livelli di complessita’ e cautela in piu’ rispetto ad un lancio di materiale, come nel caso delle missioni SpaceX (che per inciso hanno avuto sia perdita di veicoli che notevoli ritardi sulla tabella di marcia originale, del tutto comprensibili sia chiaro)
      – Il Congresso taglia costantemente i fondi a NASA, sia per lo sviluppo dei programmi abitati (Orion e SLS) che per quelli per lo sviluppo del mercato privato di accesso allo spazio, di cui SpaceX con altre ha beneficiato per iniziare le sue attivita’.
      – Non esiste una vera visione di sviluppo pluriennale da parte dell’amministrazione USA, come non ne esiste una da molto tempo, se si fa eccezione al progetto ISS. Senza obiettivi chiari, e con i cassetti gia’ pieni di progetti iniziati e poi cassati ad ogni cambio di amministrazione presidenziale. direi che NASA ci va molto cauta a fare grandi piani di testa sua. NASA infatti non inventa cosa fare, ma essendo un’agenzia sotto la responsaibilita’ formale del vice presidente USA, dalla presidenza devono venire gli obiettivi di ampio respiro. NASA deve solo implementare, o al piu’ fare da consulente a presidenti a corto di idee cercando di proporre programmi che siano finanziariamente e tecnicamente solidi.
      – Elon Musk non ha reinventato la ruota: i suoi lanciatori stanno iterando esperienze tecniche che proprio NASA ha messo a disposizione di Elon Musk cosi come di tutte le altre aziende aerospaziali private USA. Senza i documenti tecnici e il know how chhe NASA ha condiviso (e giustamente, visto che si tratta di un ente USA a disposizione dello sviluppo di economia e tecnologia aerospaziale a stelle e strisce), senza ombra di dubbio Elon Musk ed i suoi collaboratori starebbero facendo scoppiare razzi nel deserto cercando di capire come fare cose difficili come mandare oggetti nel cosmo.
      Insomma: non e’ che alla NASA stiano a pettinare le bambole; ma “no bucks no buck rogers”.

    • Marco Zambianchi ha detto:

      E sulle “patetiche” sondine giocattolo sorvolerei… la prendiamo come una simpatica provocazione 🙂

  2. Federico Suriani ha detto:

    Quella delle sondine giocattolo ERA una provocazione, però che raffronto impietoso tra i tempi gloriosi di Von Braun, 7 anni dal primo VOLO ORBITALE all’orbita lunare ad oggi, 9 anni per fare, TEORICAMENTE la stessa cosa.

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