L+4: Dormire in una cabina telefonica

Samantha Cristoforetti si allena con l'ARED nel modulo Tranquility. Credit: NASA
Samantha Cristoforetti si allena con l'ARED nel modulo Tranquility. Credit: NASA

Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

5 Risposte

  1. David Zannini ha detto:

    un tocco di capacità (ed empatica) femminile che fa davvero piacere leggere… grande Sam.

  2. Stefano ha detto:

    Grazie Samantha per le sensazioni e le impressioni che ci regali!
    Qui a terra sono misere rispetto alle tue, ma ci dobbiamo accontentare!
    Facci sognare! e buon lavoro!

  3. kikka orsa ha detto:

    Salve! Vorrei sapere se Samantha riesce già a dormire bene sulla ISS, se si è già ambientata. Inoltre mi incuriosisce sapere se il fatto che la ISS si muove a una velocità così elevata è percepibile dall’equipaggio. Grazie mille sin d’ora per un gradito riscontro! Buon lavoro e buon divertimento a Samantha! Alessandra

    • signaleleven ha detto:

      Probabilmente Sam ne parlera’, in futuro.

      Prova a chiederglielo su Twitter!

      Per quanto riguarda la velocita’: noi non sentiamo la velocita’, sentiamo le accelerazioni. In questo momento tu stai ruotando, insieme alla terra, a circa 300 metri al secondo verso est. Lo senti? 🙂 Cosi´ come quando viaggi in pulman, senza guardare fuori dal finestrino a velocita’ costante, non lo senti (beh, forse i sobbalzi della strada, ma quelli in orbita non ci sono :D). Senti una forza agire su di te solo quando si accelera o si frena.

      Per gli astronauti sulla iss e’ lo stesso. La velocita’ e’ sostanzialmente costante. Se guardano fuori vedono il pianeta scorrere sotto di loro, ma all’interno tutto sembra immobile.

      Diverso e’ quando si usano dei motori per “spingere” la ISS e riguadagnare la velocita’ persa a causa dell’attrito con le pochissime molecole di atmosfera presenti lassu’.

      In quel caso, proprio come un pullman che accelera, gli astronauti sentono una forza.

      Guarda qui!

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