L-138: Prepararsi alla camera a vuoto

Samantha Cristoforetti assiste Terry Virts per una sessione in camera a vuoto al JSC. Credit: NASA
Samantha Cristoforetti assiste Terry Virts per una sessione in camera a vuoto al JSC. Credit: NASA

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Johnson Space Center (Houston, USA), 9 luglio 2014—Ieri un’altra giornata impegnativa nei panni di una scienziata, addestrandomi a diversi esperimenti di scienze della vita fra cui uno in cui lavoreremo con delle piccole piante.

Un’ultima lezione nel tardo pomeriggio è stata dedicata alla preparazione della mia sessione nella camera a vuoto della prossima settimana, lavorando con una tuta per EVA e dei guanti di Classe 1. Classe 1 è la designazione dell’equipaggiamento progettato per l’utilizzo nello spazio (invece che per l’addestramento). I guanti, in particolare, saranno quelli primari e di riserva fatti su misura per me: se nella camera non troveremo alcun problema con quelli, verranno imballati e mandati in Russia per volare con me nella Soyuz.

Lunedì farò un giro a vuoto: seguiremo tutte le procedure pre-EVA nell’airlock, ma la depressurizzazione verrà simulata. Come nei corsi prep e post in passato, pressurizzeremo invece la tuta a 4,3 psi [0,29 atmosfere—N.d.T] rispetto alla pressione dell’ambiente. Ecco il racconto di una lezione prep e post.

Martedì avremo la cosiddetta sessione in quota, in cui depressurizzeremo realmente la camera fin quasi al vuoto. Per questo, dobbiamo seguire le procedure di prebreath, eliminando l’azoto dal corpo per evitare la malattia da decompressione mentre la pressione viene abbassata. Il protocollo seguito nella camera è il protocollo di 4 ore in tuta, che è esattamente quello che sembra: respirare ossigeno puro nella tuta per 4 ore. Quì il suggerimento è portarsi uno o due film da guardare attraverso un piccolo finestrino nel portello della camera!

Fra l’altro, questa sarà la mia prima volta nella camera a vuoto in tuta EMU della NASA, ma un po’ di tempo fa ho avuto l’occasione di fare una sessione nella camera in tuta russa Orlan. Ecco quella storia, se ve la siete persa!

Foto: la sessione di Terry nella camera un paio di settimane fa. L’ho aiutato a indossare la tuta. (Credit: NASA)

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il lancio della sua prima missione, in cui trascorrerà circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, è previsto per il 24 novembre 2014. È inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano.

3 Risposte

  1. Enzo ha detto:

    Grazie Samantha, come sempre puntigliosamente precisa in tutti i particolari della preparazione!
    Interessante l’approccio al lavoro con le “piccole piante”… Mi domando come stia procedendo l’acquisizione di conoscenza sulla simulazione della serra di coltivazione pilota in corso da qualche anno… Farete della sperimentazione sull’influenza della gravità nella complessa circolazione migrazione di nutrienti e complementi di alimentazione solubili nel terreno e adsorbiti dalle radici per raggiungere tutti gli organi vitali delle cellule di crops? C’entra la comparazione con l’idroponia, con o senza la variazione di gravità? Penso sia un’osservazione fondamentale per la conferma dei meccanismi di trasporto… L’acqua è sempre quella benedetta sostanza di riferimento.
    Sapete che anche il depuratore di Milano di Nosedo, come nelle facilities di Nestle, si ricupera l’acqua di scarto fino a codice di sicurezza spaziale?
    Se ti capiterà di potere inquadrare il depuratore alla prossima girata… una foto fara piacere alla società di depurazione e agli artisti di Arte da Mangiare che ne hanno fatto anche un parco artistico sperimentale per MIlano EXPO… Le loro installazioni sono proprio lungo il filare dei bacini finali della depurazione, lungo almeno un km e penso visibile!

    Buon lavoro, alla prossima qualche curiosità che sorga anche in cabina di regia!

    A risentirci, buon lavoro!

    • signaleleven ha detto:

      Cosa vuol dire “si ricupera l’acqua di scarto fino a codice di sicurezza spaziale?”

      • Enzo ha detto:

        Si tratta di raggiungere il livello di potabilità specificato dalla rispondenza a riciclo utilizzabile nella ISS. La tecnologia è applicabile anche a livello di idoneità di fertilizzazione anche per orti e campi agricoli, per il primo livello dei ricuperi dei trattamenti di depurazione industriali delle ultime generazioni, caso recente del Depuratore da pochi anni in esercizio, area di Nosedo, a Milano.

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