ISS rilascia uno sciame di micro satelliti

Una costellazione di 28 nuovi micro-satelliti “cube-sats”, denominata Flock 1 (stormo, gregge), ha iniziato il dispiegamento lo scorso 11 febbraio dalla stazione spaziale internazionale.
Si tratta di satelliti per l’osservazione terrestre, gestiti da Planet Labs di San Francisco e destinati a raccogliere immagini della Terra per scopi umanitari, ambientali e commerciali. I dati raccolti dai satelliti (singolarmente denominati “doves”, colombe) saranno accessibili a tutti, con la speranza di sensibilizzare quante più persone possibile sulla bellezza e fragilità del nostro pianeta.
I cubesats sono automatizzati, e scattano foto sopra diverse aree geografiche, per immagazzinarle e scaricarle a terra al passaggio sopra una stazione ricevente al suolo. A questo punto Planet Labs processa le immagini e le mette online; è possibile anche l’integrazione dei dati raccolti con quelli acquisiti da satelliti più grandi a maggior risoluzione, e/o dalle osservazioni di droni atmosferici. La risoluzione scelta per questi satelliti è di circa 3-5 metri, in modo da non avere un impatto eccessivo sulla privacy in considerazione della frequenza dei passaggi su ogni zona.
Tra gli impieghi immediati, il supporto ad aree colpite da fenomeni naturali quali terremoti o inondazioni, o il miglioramento delle colture in paesi in via di sviluppo, o ancora il monitoraggio della deforestazione e le variazioni delle calotte polari. Il gran numero di satelliti consente di spazzare quasi “a tappeto” buona parte della superficie terrestre, coinvolgendo Paesi ed enti normalmente ignorati da questi servizi. Le immagini riguarderanno latitudini comprese fra i 52 gradi dall’equatore, e giungeranno da una distanza variabile tra i 380 ed i 640 km di distanza (da confrontarsi con i 36mila km dell’orbita geostazionaria standard).
Tra gli impieghi più commerciali, il controllo di risorse e proprietà in località remote: si pensi, ad esempio, alla verifica delle condutture di un oleodotto, che può essere effettuata dalle “colombe” senza dover impiegare un elicottero in loco.
Altra peculiarità dell’iniziativa è la possibilità di riprogrammare tutti i satelliti in modo veloce per far fronte a nuove necessità.
Il rilascio del Flock 1 è avvenuto utilizzando il  NanoRacks Smallsat Deployment Program dal modulo giapponese JEM. Nel video è possibile assistere ad una simulazione della procedura (consigliamo un volume audio moderato).

Fonte: NASA

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Paolo Actis

Paolo collabora con AstronautiNEWS fin dal maggio 2008.

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