Il rover Opportunity risolve l’enigma della roccia misteriosa

This image from NASA’s Mars Exploration Rover Opportunity shows where a rock called "Pinnacle Island" (lower left corner) had been before it appeared in front of the rover in early January 2014. Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.

Gli scienziati del team di Opportunity, il rover della NASA che da un decennio sta operando su Marte, hanno scoperto che roccia a forma di ciambella ribattezzata “Pinnacle Island”, divenuta famosa nelle scorse settimane per essere comparsa all’improvviso davanti alle telecamere del robot, è un pezzo di una formazione rocciosa più grande spezzato e spostato dal passaggio delle ruote di Opportunity stesso.

Nell’immagine di copertina, al centro, si nota con chiarezza il punto dal quale “Pinnacle Island” (in basso a sinistra) si è distaccata dal blocco originale.

La roccia, del diametro di circa 4 centimetri e caratterizzata da una fascia esterna di colore bianco e da una parte più interna tendente al rosso, aveva causato una ridda di ipotesi sulla sua origine, alcune delle quali molto fantasiose, quando era stata fotografata da “Oppy” lo scorso 8 gennaio in un punto del terreno già ripreso in precedenza e dove in prima istanza non era stato osservato altro che la rosse polvere marziana. Immagini riprese negli scorsi giorni hanno consentito di individuare la roccia dalla quale il frammento si è staccato, poco più in alto del punto dove “Pinnacle Island” ha arrestato la sua corsa.

«Dopo aver leggermente spostato  Opportunity per esaminare “Pinnacle Island”, abbiamo notato che poco più a monte si trovava una roccia rivoltata sottosopra che ne condivideva le caratteristiche peculiari» ha dichiarato il vice Principal Investigator Ray Arvidson, della Washington University di St. Louis. «Ci siamo passati sopra. Le tracce erano ancora chiaramente visibili. Ecco da dove viene “Pinnacle Island”.»

Le analisi compiute su “Pinnacle Island” hanno rivelato alti livelli di elementi come manganese e zolfo, lasciando intuire che questi materiali solubili sono stati depositati nella roccia dall’azione dell’acqua. «Il processo di deposizione potrebbe essersi verificato in tempi recenti a poca profondità dalla superficie, ma anche in un passato molto più antico e a grande profondità, per poi venire riportato alla luce da fenomeni ersosivi che hanno consumato il materiale circostante. Poi, per un caso fortuito, ci siamo ritrovati questa roccia proprio sotto le ruote.»

Ora che le analisi su “Pinnacle Island” sono state completate, Opportunity potrà proseguire con l’analisi degli strati di roccia esposti in una vicina scarpata. Il rover si sta avvicinando ad un versante ricoperto di massi informalmente chiamato “McClure-Beverlin” in onore degli ingegneri Jack Beverlin and Bill McClure. I due sono stati i primi a ricevere la medaglia della NASA dedicata a gesti di estremo coraggio, quando il 14 febbraio 1969 contribuirono a salvare la missione Mariner 6, la seconda dell’ente spaziale americano diretta verso Marte, quando il veicolo di lancio cominciò a collassare su sé stesso a causa di una perdita di pressone (alcuni razzi mantenevano la propria rigidità strutturale solo grazie alla presenza dei propellenti superfreddi, che “bollendo” a temperatura ambiente contribuivano a tenere “gonfia” la sottilissima parete di metallo dei vettori, in questo caso un Atlas Centaur. ndr)

«Il team di Opportunity, continuando la sua missione di esplorazione e scoperta, prova un debito di riconoscenza verso coloro che hanno reso possibili le prime missioni verso Marte, ed in particolare verso l’eroisnmo di Bill McClure e Jack Beverlin», ha dichiarato James Rice del Planetary Science Institute di Tucson, Arizona, «Crediamo che questo sia il giusto riconoscimento a  due uomini coraggiosi, in occasione del quarantacinquesimo anniversario della loro impresa.»

Lavorando sul versante nord della scarpata “McClure-Beverlin” Opportunity riceverà un’illuminazione ideale dal pallido Sole d’inverno, che gli garantisce abbastanza energia sia per le operazioni sia per affrontare il periodo critico del solstizio d’inverno, che nell’emisfero sud marziano cade venerdì 14 febbraio.

«Siamo al giro di boa del periodo di minore produzione di energia solare di tutto l’inverno marziano» ha aggiunto il Project Manager di Opportunity John Callas, del Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, California, «e da qui in avanti ci aspettiamo di poter disporre di maggior energia settimana dopo settimana. In più recentemente un forte vento ha rimosso parte della polvere che si era depositata sui pannelli solari, al punto che abbiamo prestazioni migliori dei due inverni precedenti.»

Tutte le informazioni sulla missione Mars Exploration Rover (MER) e sui due robot Spirit ed Opportunity sono disponibili sul sito della missione http://www.nasa.gov/rovers. Il JPL ha anche predisposto una pagina Facebook e Twitter.

Fonte: Comunicato stampa NASA, Wikipedia. 

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Marco Zambianchi

Spacecraft Analyst per la missione Gaia presso ESA/ESOC, è fondatore di ForumAstronautico.it, e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

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