L-342: Abbiate fiducia nella vostra tuta spaziale, ma fate lo stesso un controllo di tenuta

Samantha Cristoforetti in tuta Sokol nel simulatore Soyuz a Star City. Fonte: Gagarin Cosmonaut Training Center
Samantha Cristoforetti in tuta Sokol nel simulatore Sojuz a Star City. Fonte: Gagarin Cosmonaut Training Center

Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti:

Star City (Mosca, Russia), 18 dicembre 2013—Oggi un’ultima simulazione Sojuz con Terry e Anton prima che Terry e io lasciamo la Russia per le vacanze di Natale.

Il nostro scenario di oggi è iniziato appena prima dell’undocking per il rientro a Terra. Prima che potessimo aprire i ganci e rilasciare la Sojuz dalla Stazione, abbiamo dovuto eseguire un controllo di tenuta stagna delle tute, per assicurarci che le nostre tute pressurizzate ci salvassero la vita nel caso di una depressurizzazione.

Nella foto, appena a sinistra del mio gomito sinistro, potete vedere le nostre connessioni pneumatiche con la Stazione. Il tubo grande è per la ventilazione, il che significa che è solo aria della cabina fatta circolare nelle nostre tute. Quello più piccolo è l’erogazione dell’ossigeno puro.

Per il controllo di tenuta stagna chiudiamo il regolatore blu appena sotto il casco e iniziamo a inserire ossigeno nella tuta aprendo la valvola accanto al finestrino. Sul braccio abbiamo un manometro: se la tuta raggiunge 0,1 atm e poi da lì 0,35 atm di sovrapressione entro 90 secondi, il controllo di tenuta è superato! Riapriamo il regolatore e rilasciamo nella cabina la pressione in eccesso.

Il regolatore rimane poi all’impostazione di 0,4 atm lungo tutto il volo. In un giorno normale, la tuta viene semplicemente collegata all’esterno, ma se la pressione in cabina dovesse calare, il regolatore non consentirebbe alla pressione nella tuta di diminuire al di sotto di 0,4 atm.

Non è facile lavorare nella tuta a quella pressione: la libertà di movimento e la destrezza sono molto limitate. Ecco perché per un massimo di 5 minuti ci è permesso di cambiare l’impostazione a 0,27 atm se c’è la necessità di lavorare a procedure impegnative. Questa pressione rende la tuta più morbida e meno ingombrante, ma sfortunatamente è anche troppo bassa per assicurare che non avremmo problemi con la malattia da decompressione, da cui il limite di tempo.

Come sempre nel volo spaziale, e forse nella vita in generale, è un compromesso!

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.

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Samantha Cristoforetti

Ingegnere ed ex ufficiale dell'Aeronautica Militare, dal 2009 è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Ha volato nello spazio per 199 giorni, dal 23 novembre 2014 all'11 giugno 2015 per la missione Futura, svoltasi a cavallo tra Expedition 42 ed Expedition 43.

Una risposta

  1. Francesco Cerra ha detto:

    amazing!