La NASA testa i paracadute di Orion

La NASA ha completato l’ultimo di una serie di tests sui paracadute della capsula Orion, lo scorso Giovedì 20 Dicembre 2012 presso l’U.S. Army Yuma Proving Ground, nel sud ovest dell’Arizona, compiendo così un ulteriore passo verso il primo flight test previsto per il 2014. Il test era volto a verificare la capacità di Orion di atterrare in sicurezza, anche con uno dei suoi due paracadute frenanti in dotazione, in avaria.

Chris Johnson, uno dei project manager per il sistema dei paracadute di Orion, ha spiegato le peculiarità del test: “Il mockup di Orion è atterrato in sicurezza nel deserto e tutto è andato secondo quanto pianificato. Abbiamo progettato il sistema di paracadute in modo tale che nulla possa andare storto, ma abbiamo pianificato tuttavia il test come se qualcosa potesse non funzionare a dovere, in modo tale da rendere Orion il veicolo spaziale abitato più sicuro di sempre.”

La capsula Orion impiega cinque paracadute. I tre principali hanno un diametro di circa 35 metri mentre i due frenanti sono larghi 7. La capsula, del peso di 9.500 kg necessita di solamente 2 paracadute principali e di uno frenante, mentre gli altri due servono da backup nel caso in cui uno dei primari non dovesse aprirsi.

Per verificare la capacità di Orion di poter atterrare in sicurezza anche con un solo paracadute frenante, gli ingegneri hanno sganciato il mockup della capsula da un aeroplano alla quota di 7.600 m nei cieli del deserto dell’Arizona ed hanno simulato l’avaria di uno dei paracadute frenanti. Dopo circa 30 secondi di caduta libera, si è aperto il secondo paracadute frenante rallentando il mockup in modo tale da permettere il dispiegamento dei tre paracadute principali.

Il prossimo test sui paracadute di Orion, è previsto per Febbraio e simulerà una failure di uno dei suoi tre paracadute principali.

Nel 2014, una capsula Orion senza equipaggio verrà lanciata dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida, per l’Exploration Flight Test-1. L’astronave raggiungerà una quota di 5800 km al di sopra della superficie terrestre, ovvero 15 volte più lontano dell’International Space Station diventando pertanto l’oggetto progettato per il trasporto di esseri umani ad allontanarsi maggiormente dalla Terra degli ultimi 40 anni. Lo scopo principale dell’EFT-1, è quello di verificare la performance dello scudo termico di Orion, alle velocità tipiche di un rientro dallo spazio profondo.

L’astronave Orion condurrà i suoi equipaggi nello spazio, più lontano di quanto mai fatto nella storia dell’esplorazione spaziale, riportandoli poi a casa in sicurezza. Poiché essa farà ritorno da viaggi che toccheranno enormi distanze dalla Terra, Orion rientrerà nella nostra atmosfera a velocità anche superiori ai 32000 km/h. Dopo il rientro, i paracadute della capsula consentiranno agli astronauti di tornare sulla Terra in sicurezza.

 

Il momento dell'apertura dei paracadute principali. (C) Nasa.

Il momento dell’apertura dei paracadute principali. (C) Nasa.

Fonte e immagini: NASA.

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' consigliere dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)

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