Battesimo dell’aria per SS2 Unity

Unity sotto l'ala di Eve durante il primo test di volo. Credit Virgin Galactic

A quasi due anni dal tragico volo del primo SS2 “Enterprise”, lo scorso 8 settembre il secondo spazioplano SpaceShipTwo “Unity” di Virgin Galactic ha compiuto il primo volo “ferry flight”, agganciato sotto l’ala dell’aereo madre WhiteKnightTwo “Eve”, sopra il deserto del Mojave in California.

Senza mai staccarsi dall’aereo madre, Unity è stato portato e tenuto a 15 km di altitudine per un tempo prolungato, altezza nominale per il distacco ed inizio del volo propulso, per verificarne il comportamento alle basse temperature. Il test è durato 3h e 43 minuti.

Dai dati ottenuti Virgin Galactic deciderà se saranno necessari ulteriori test simili prima di proseguire con il distacco ed il successivo atterraggio planato.

“Il volo di ieri è stato il culmine di anni di duro lavoro per il nostro team”, ha detto Sir Richard Branson, fondatore di Virgin Galactic, “Sono molto orgoglioso del loro lavoro, dell’impegno verso il programma, la sicurezza, i nostri clienti paganti e verso la nostra comune visione di un accesso libero allo spazio.”

Branson ha anche aggiunto che questo è stato il primo volo per uno SS2 interamente costruito dalla sua controllata The Spaceship Company, quasi a prendere le distanze dal fatto che il primo sfortunato prototipo Enterprise, era stato costruito in collaborazione con la vecchia associata Scaled Composites di Burt Rutan, con cui i rapporti si sono interrotti nel 2012.

Per dare un’idea della complessità del programma e dei tempi di sviluppo, l’Enterprise compì il primo volo planato nell’ottobre 2010 ed il primo volo propulso nell’aprile 2013. Al 31 ottobre 2014, quando per un errore imputato al co-pilota lo spazioplano si disintegrò in volo, Enterprise aveva compiuto una quarantina di voli, di cui tre propulsi, con un’altezza massima raggiunta in un precedente volo, di 22 km con velocità massima di Mach 1,4.

Quando sarà operativo lo SpaceShipTwo, sarà in grado di portare sei passeggeri paganti, al costo di $250.000 ciascuno, ad un’altitudine intorno ai 100 km, garantendo ai passeggeri qualche minuto di microgravità ed una vista spettacolare grazie ai numerosi finestrini. Il volo terminerà dopo circa 150 minuti con la planata verso la pista di atterraggio.

Fonte: Virgin Galactic

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Simone Montrasio

Appassionato di astronautica fin da bambino. Dopo studi e lavoro nel settore chimico industriale, per un decennio mi sono dedicato ad altro, per inserirmi infine nel settore dei materiali compositi anche per applicazioni aerospaziali. Collaboro felicemente con AstronautiNEWS dalla sua fondazione.