Aggiornamenti dal sistema solare: aprile 2026

Credit: NASA

Mentre le sonde veterane dell’esplorazione del sistema solare accusano qualche acciacco o problemino, da Voyager 1 che continua la propria missione con sempre meno strumenti accessi a Curiosity che ha dovuto scrollarsi di dosso una roccia, una delle più recenti, cioè Psyche, si prepara al sorvolo ravvicinato di Marte per una manovra correttiva nel suo lungo viaggio verso l’asteroide omonimo.

Rimanendo su Marte, ci sono stati aggiornamenti sull’attesissima futura seconda missione ExoMars, di ESA, con alcuni test effettuati sulla capsula atmosferica, che porterà lander e rover sulla superficie di Marte, e sui paracadute.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.

In preparazione per il lancio

Dovremo aspettare almeno fino a ottobre per vedere la prossima missione di esplorazione planetaria. Si tratta di Martian Moon eXplorer (MMX), la missione giapponese che ha come obiettivo lo studio dei satelliti marziani, Phobos e Deimos. La sonda, in particolare, è progettata per prelevare dei campioni da Phobos e riportarli a Terra.

Nel sistema solare interno

Ci sono due sonde la cui missione è quella di studiare il Sole da distanza ravvicinata. Sono Parker Solar Probe (NASA), che ha ufficialmente concluso la sua missione lo scorso settembre ma continua ad osservare la nostra stella in attesa di conoscere il proprio destino, e Solar Orbiter (SolO) (ESA). Un’altra missione solare, ma su un’orbita più lontana, è quella di STEREO A (NASA), l’unica superstite dei due osservatori lanciati nel 2006 per osservare il Sole da due punti di vista diversi dell’orbita terrestre.

La cometa C/2025 R3 (PANSTARRS) ripresa recentemente dallo strumento Heliospheric Imager (HI-2) di STEREO A.

Pochissimi gli aggiornamenti nel mese di aprile per le sonde in viaggio nel sistema solare interno. Mancano sei mesi all’entrata in orbita intorno a Mercurio di MPO (ESA) e MMO (JAXA), della missione BepiColombo (ESA/JAXA). OSIRIS-APEX (NASA) è diretta verso l’asteroide Apophis, che raggiungerà nel giugno 2029. Hayabusa 2# (JAXA) è invece in viaggio verso Torifune, che incontrerà già il 5 luglio prossimo, prima di effettuare altri due sorvoli con assist gravitazionale della Terra e poi, nel 2031, raggiungere il suo terzo asteroide, 1998 KY26. Hera (ESA), insieme ai cubesat Milani e Juventas, raggiungerà Didymos e il suo satellite Dimorphos a novembre di quest’anno, mentre Tianwen-2 (CNSA) inizierà lo studio di Kamoʻoalewa già a luglio. Infine, EscaPADE Blue e Gold (NASA) sono le ultime arrivate nella flottiglia di sonde nel sistema solare interno. L’obiettivo finale delle due sonde è, in realtà, Marte e la sua magnetosfera, ma al momento si trovano in una lunga orbita di parcheggio intorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna. In autunno avverrà la manovra di sorvolo della Terra che permetterà alla missione di dirigersi verso il pianeta rosso.

La flotta marziana

Si sono svolti questo mese i festeggiamenti per i 25 anni dal lancio di Mars Odyssey (NASA). Per l’occasione il team della NASA ha festeggiato sopra un’enorme mappa prodotta usando immagini dallo strumento THEMIS (Thermal Emission Imaging System). Nonostante l’età la sonda continua il proprio lavoro di osservazione dall’orbita marziana.

In ordine di anzianità c’è poi Mars Express (ESA) e anch’essa continua a produrre nuove osservazioni e scoperte. L’ultima riguarda l’osservazione di alcuni cambiamenti sulla superficie del pianeta, in una zona in cui si è rilevato un aumento della quantità visibile di ceneri vulcaniche scure in contrasto con la sabbia rosso chiara circostante. Il cambiamento è stato scoperto grazie al confronto con le immagini riprese dagli orbiter delle missioni Viking nel 1976, quindi piuttosto rapido e recente. Le due possibili spiegazioni hanno entrambe a che fare con l’erosione da parte del vento, che ha disperso le ceneri scure nell’area oppure ha portato via la sabbia chiara scoprendo la cenere sottostante.

Continuano senza particolari aggiornamenti le missioni di Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos) e Al-Amal (MBRSC) in orbita intorno a Marte. La missione di quest’ultima è stata recentemente estesa almeno fino al 2028.

Incerto invece il destino di Tianwen-1 (CNSA) e MAVEN (NASA). Entrambe hanno interrotto le comunicazioni da qualche mese e ci sono stati tentativi di ripristinare i contatti, ma non sono stati ancora diffusi aggiornamenti dalle varie agenzie spaziali sull’esito di questi sforzi.

Sulla superficie del pianeta rosso, siamo giunti al sol numero 1.858 per Perseverance (NASA), che si traduce in poco più di cinque anni terrestri. È invece il sol numero 4.890 per Curiosity (NASA), cioè quasi 14 anni. I due rover sono separati da 3.775 km sulla superficie di Marte, ed entrambi stanno esplorando aree con rocce formate miliardi di anni fa, ma in senso temporale non potrebbero andare verso direzioni più distanti. Mentre infatti Curiosity raggiunge terreni sempre più giovani alle pendici del Monte Sharp, Perseverance sta esplorando alcuni dei paesaggi più antichi del sistema solare al bordo del cratere Jezero. Grazie a questo viaggio nel tempo in direzioni opposte, i due rover stanno contribuendo a ricostruire i dettagli della storia geologica del pianeta. Il più vecchio dei due rover alla fine del mese ha dovuto anche vedersela con un piccolo problema: il trapano che utilizza per analizzare i campioni era rimasto incastrato in una roccia presso l’obiettivo denominato Atacama o, più precisamente, la roccia era rimasta attaccata al trapano. I tecnici della NASA hanno dovuto spendere qualche giorno per riuscire a liberare lo strumento, per fortuna senza conseguenze. Perseverance ha finora percorso complessivamente circa 42 chilometri, mentre Curiosity quasi 37.

Nel sistema solare esterno

Ci sono diverse sonde che stanno compiendo il lungo viaggio verso il loro prossimo, lontanissimo obiettivo. Lucy (NASA) è diretta verso gli asteroidi Greci e Troiani di Giove. Dopo aver già visitato gli asteroidi Dinkinesh (152830) e Donaldjohanson (52246), entrambi della fascia principale, adesso dovremo aspettare agosto e settembre del 2027 prima che Lucy raggiunga i suoi prossimi obiettivi, gli asteroidi Greci Eurybates e Polymele insieme ai loro piccoli satelliti.

Psyche (NASA) è invece diretta verso l’omonimo asteroide metallico della fascia principale, che raggiungerà nel 2029. Il prossimo 15 maggio la sonda passerà nei pressi di Marte, sfruttandone la gravità per una piccola correzione di rotta.

JUICE (ESA) sta viaggiando verso Giove, che raggiungerà nel 2031. La missione principale prevede lo studio dei satelliti medicei. In particolare la sonda europea entrerà in orbita intorno a Ganimede. A settembre effettuerà il penultimo flyby della Terra. Anche Europa Clipper (NASA) è diretta verso Giove, ma il suo obiettivo principale è, appunto, Europa. Alla sonda americana è rimasto, invece, un solo flyby della Terra da compiere, il prossimo dicembre, prima di arrivare in orbita intorno al gigante gassoso nel 2030.

Altre quattro sonde, invece, continuano a mandare dati ben oltre la loro missione principale. Juno (NASA) ha terminato da diversi mesi la sua missione estesa, ma sta continuando a osservare Giove e i suoi satelliti. New HorizonsVoyager 1 e Voyager 2 (NASA) proseguono il loro viaggio allontanandosi dal sistema solare, rispettivamente, a circa 64, 170 e 143 UA dalla Terra. Mentre New Horizons è in ibernazione da agosto dell’anno scorso, e ci resterà per almeno altri due mesi, le Voyager continuano a mandare dati, dopo quasi 50 anni dal lancio, dai pochissimi strumenti ancora attivi. Proprio ad aprile, per permettere alla sonda di continuare ad inviare dati, si è reso necessario lo spegnimento di un altro strumento di Voyager 1.

Riassunto missioni

Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.

Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di aprile 2026. Credit: ISAA/P. Portaluri

Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!

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Matteo Carpentieri

Appassionato di astronomia e spazio, laureato in una più terrestre Ingegneria Ambientale. Lavora come lecturer (ricercatore) all'Università del Surrey, in Inghilterra. Scrive su AstronautiNews.it dal 2011.

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