Fallito il primo lancio di ABL Space Systems

Decollo del razzo RS1. Credits: ABL Space System

La compagnia statunitense ABL Space Systems (ABL) ha effettuato lo scorso 10 gennaio il volo di debutto del razzo RS1. La missione, chiamata DEMO-1, è fallita. Il decollo è avvenuto alle ore 23:27 UTC dal Launch Pad 3C presso il Pacific Spaceport Complex di Kodiak, in Alaska. A bordo del razzo erano stati installati due CubeSat costruiti da OmniTeq che RS1 avrebbe dovuto posizionare in bassa orbita terrestre (LEO) nove minuti dopo il decollo. La società non ha trasmesso in streaming il lancio, ma ha offerto una serie di aggiornamenti tramite i social media.

Il fallimento è arrivato dopo diversi tentativi di lancio cancellati a novembre e dicembre dello scorso anno. La compagnia ha interrotto il primo tentativo di lancio il 14 novembre, 30 minuti prima del decollo, a causa di un guasto alla valvola del sistema di pressurizzazione del carburante dello stadio inferiore del razzo. Il secondo tentativo, effettuato il 17 novembre, è arrivato a T–1,8 secondi: prima dell’interruzione provocata dalla bassa pressione rilevata nei generatori di gas durante la fase di accensione del primo stadio. Il 21 novembre, il terzo tentativo è stato interrotto a T–1,75 secondi a causa della bassa pressione nel sistema utilizzato per accendere il motore, che vede l’utilizzo di una sostanza chiamata TEA-TEB. L’8 dicembre ABL ha cancellato il quarto tentativo a T–6 minuti, dopo aver riscontrato ciò che la società ha successivamente descritto essere stata un’anomala interferenza elettrica nell’avionica del razzo. Infine, la missione sarebbe dovuta decollare il 9 gennaio 2023, ma il lancio è stato rinviato al giorno successivo per sfavorevoli condizioni meteo.

RS1 è un veicolo a due stadi: il primo è spinto da nove motori E2 mentre il secondo è dotato di un motore E2 ottimizzato per lavorare nel vuoto. Con un diametro di 1,8 m e un’altezza di 27 m, RS1 dovrebbe essere in grado di trasferire in orbita terrestre bassa fino a 1.350 kg di carico utile. Il propulsore E2, capace di produrre 58,32 kN di spinta, può utilizzare sia RP-1 che Jet-A Kerosene, quest’ultimo ampiamente disponibile negli aeroporti di tutto il mondo, e un singolo ossidante, ossigeno liquido (LOX). Il primo stadio di questo vettore è simile al Falcon 9 di SpaceX, a Electron di Rocket Lab e a Terran 1 di Relativity Space.

Il 10 gennaio il razzo è stato posizionato in rampa tre ore prima del lancio, dopodiché è iniziata la fase di caricamento dei propellenti. La sequenza automatica è stata avviata a T–10 minuti dopo i sondaggi go/no-go. A T–2 secondi i nove motori E2 del primo stadio si sono accesi permettendo al razzo di sollevarsi puntuale a T–0 per volare in direzione sud verso un’orbita con inclinazione di 87,3 gradi posta a un’altitudine di 250 km per 360 km. Tuttavia, dopo il decollo RS1 ha manifestato un’anomalia non riuscendo a concludere la missione.

La società ha dichiarato nei successivi aggiornamenti che i nove motori si sono spenti contemporaneamente poco dopo il decollo, facendo ricadere il veicolo sulla piattaforma ed esplodere. ABL non ha rivelato quanto dopo il decollo è avvenuto lo spegnimento o l’altitudine raggiunta dal razzo. L’esplosione ha danneggiato la struttura di lancio, ma nessun membro del personale è rimasto ferito.

La società ABL è stata fondata nel 2017 da Harry O’Hanley e Dan Piemont, ex dipendenti di SpaceX e Morgan Stanley. Ha sede a El Segundo, in California, e conta quattro strutture principali sparse lungo la costa occidentale. Il campus di El Segundo ospita strutture di progettazione e produzione, nonché aree di assemblaggio. La società desidera raggiungere la massima autonomia produttiva, fabbricando internamente di tutto, dai pannelli alle turbomacchine, consentendo uno stretto controllo su tempi e costi di produzione. La struttura più grande di ABL si trova presso il porto di Long Beach, luogo in cui viene condotta un’ampia gamma di operazioni. Le altre principali strutture gestite da ABL sono due strutture di prova nel deserto del Mojave. Queste ultime possono collaudare motori E2, apparecchiature di lancio e persino stadi integrati.

Nell’aprile del 2021 Lockheed Martin ha annunciato di aver acquistato 26 lanci fino al 2025, con l’opzione per un massimo di altri 32 lanci fino al 2029. Sebbene ABL non abbia commentato i termini finanziari del contratto, un’ipotesi di 12 milioni di dollari a lancio pone l’accordo a un valore complessivo di quasi 700 milioni di dollari in otto anni, se Lockheed Martin deciderà di esercitare l’opzione per i lanci aggiuntivi.

ABL aveva anche siglato un contratto per lanciare due satelliti di collaudo del progetto Kuiper di Amazon, ma successivamente Amazon ha deciso di cambiare il lanciatore dei due satelliti preferendo il volo di debutto del razzo Vulcan della United Launch Alliance. Non è chiaro il motivo per cui i satelliti siano stati spostati, ma Amazon ha affermato che prevede ancora di mantenere due lanci con ABL e RS1 per missioni future.

Il guasto a RS1 è avvenuto quasi esattamente 24 ore dopo il fallimento della missione di Virgin Orbit. Questo è anche il quarto lancio fallito in meno di un mese, dopo quello del razzo Vega C, di Zhuque-2 (un razzo sviluppato dalla società di lancio privata cinese Landspace), e quello di Virgin Orbit.

Questi debutti così difficoltosi non possono che ricordare gli inizi stentati di un’altra compagnia di lancio, la SpaceX, che però ora è diventata un gigante che ha surclassato tutti i concorrenti. Quindi non è detto che un esordio così disastroso non possa portare a un futuro radioso.

Fonte: SpaceNews.com

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Marco Carrara

Da sempre appassionato di spazio, da piccolo sognavo ad occhi aperti guardando alla televisione le gesta degli astronauti impegnati nelle missioni Apollo, crescendo mi sono dovuto accontentare di una più normale professione come sistemista informatico in una banca radicata nel nord Italia. Scrivo su AstronautiNews dal 2010; è il mio modo per continuare a coltivare la mia passione per lo spazio.