Perduto uno dei modelli di sviluppo del mini shuttle europeo Space Rider

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Un modello di sviluppo dello Space Rider nell'hangar del CIRA di Napoli. Credit: ESA

Lo scorso 22 ottobre, nel corso della rituale conferenza stampa convocata al termine del trentacinquesimo Consiglio dell’ESA, la direttrice del settore Space Transportation di ESA Géraldine Naja ha fornito vari aggiornamenti sulle campagne di test in corso. Tra molte buone notizie ha suscitato un certo sconforto la comunicazione della perdita di uno dei modelli di sviluppo in scala reale del mini shuttle cargo europeo Space Rider.

Il 6 ottobre scorso, infatti, il system drop test di Space Rider non è andato a buon fine, e si è concluso con la perdita totale del veicolo, che si è schiantato al suolo.

Una rappresentazione artistica dello Space Rider in volo orbitale. Credit: ESA

L’obiettivo era una verifica end-to-end della fase di descent and landing, cioè di “discesa e atterraggio controllati”, svolto con un modello fedele e rappresentativo del veicolo reale per massa, forma e inerzia. Il test era uno dei 16 test previsti per la verifica completa del sistema, che avevano già dimostrato positivamente la funzionalità del sistema GNC (guida, navigazione e controllo) e il corretto dispiegamento in sequenza del “paracadute pilota” (in inglese drogue chute) e del parafoil. Il primo è un aerofreno di dimensioni ridotte, che rallenta la discesa, stabilizza il veicolo e aiuta il dispiegamento di altri paracadute come il secondo, un particolare profilo alare che consente una planata controllata.

Un primo tentativo, risalente allo scorso maggio, era stato abortito a causa di un non meglio specificato problema con uno dei sensori e aveva causato un ritardo della campagna ad ottobre. Il posticipo di vari mesi è stato causato dalla ridotta disponibilità del poligono militare di Salto di Quirra, in Sardegna, che da giugno a settembre non è sfruttabile per le prove di ESA.

Durante il nuovo tentativo il simulacro della navetta è stato rilasciato da un elicottero a circa tre chilometri di quota. Il drogue si è dispiegato come previsto, ma l’apertura del parafoil è fallita, staccandosi dal corpo del velivolo. Senza la vela alare il prototipo non ha potuto frenare a sufficienza e si è schiantato al suolo. Siccome il test è stato condotto in un sito militare, l’area era completamente sgombra e sicura, e tutto si è svolto in piena sicurezza e senza pericolo per persone o cose. Tutte le parti dello Space Rider di prova sono state recuperate.

ESA ha costituito una commissione d’inchiesta per acclarare la causa del problema, al momento non ancora identificata, impegnandosi a riferire in merito non appena possibile. Naja spera che quanto accaduto non porti a una modifica del calendario del programma Space Rider, dato che queste attività non erano sul percorso critico dello sviluppo del veicolo. Naturalmente tutto dipenderà dalle scoperte e dalle conclusioni della commissione. Al momento il primo volo resta programmato per il primo semestre del 2028, anche se alcune fonti giornalistiche suggeriscono un posticipo al secondo trimestre. Non è stato ancora chiarito se sarà necessario costruire un nuovo modello per proseguire con le prove di qualifica.

Fonti: ESA, Unione Sarda

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Marco Zambianchi

Spacecraft Operations Engineer per EPS-SG presso EUMETSAT, ha fatto parte in precedenza dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è co-fondatore e consigliere dell'associazione ISAA.

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