Aggiornamenti dal sistema solare: gennaio 2026
Nuovo anno, vecchie missioni, anche se qualcosa di nuovo si vedrà, specialmente sulla Luna. La novità del mese è sicuramente l’approvazione del budget NASA per il 2026, cosa che non avveniva dal lontano 2024, e che ha visto l’agenzia federale sopravvivere stringendo la cinghia con rinnovi mensili e piccole chiusure. Le missioni vengono sostanzialmente rinnovate tutte, ignorando i tagli alla scienza proposti da Trump, con eccezione di Mars Sample Return, che semplicemente non si farà più.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
Mentre vanno avanti i test della sonda Martian Moon eXplorer (MMX), si sta per concludere la campagna #GoodLuckMMX, organizzata da JAXA per mandare messaggi di buoni auspici al prossimo visitatore di Marte. MMX è una missione giapponese con la collaborazione di alcune agenzie europee con l’obiettivo di esplorare in dettaglio i satelliti naturali marziani. In particolare, su Fobos si prevede anche l’uso di un piccolo rover, Idefix, costruito in Francia e Germania, che preleverà dei campioni da riportare a Terra. La missione dovrebbe partire questo autunno a bordo di un lanciatore H3.
Nel sistema solare interno
Il Sole ha fatto un bel botto il 18 gennaio, rilasciando particelle cariche nello spazio interplanetario che hanno colpito anche la Terra, provocando la tempesta solare più forte degli ultimi 20 anni. Non ci sono danni concreti, ma buone opportunità di studio per le sonde di eliofisica. In particolare Solar Orbiter (SolO) (ESA) e STEREO A (NASA) si trovavano in una buona posizione per analizzare l’evento, SolO era molto vicino alla Terra, STEREO A in una posizione leggermente defilata, utile per capire approssimativamente la traiettoria che avrebbero intrapreso le particelle.
Su SolO c’è da menzionare anche il risultato delle osservazioni effettuate durante il passaggio ravvicinato al Sole del 30 settembre scorso. La sonda ha rivelato che i brillamenti solari sono alimentati da vere e proprie valanghe magnetiche. Il processo inizia con piccole e deboli perturbazioni che innescano una reazione a catena di riconnessioni magnetiche sempre più violente, arrivando ad accelerare particelle fino al 40-50% della velocità della luce. Questi dati sono cruciali per migliorare i modelli di previsione del meteo spaziale.
Parker Solar Probe (NASA) si trovava dalla parte opposta dell’eruzione. Attività scientifica a parte, una buona notizia arriva dal Congresso, che ha al momento escluso la terminazione imminente della missione, estendendo di fatto quella che si era conclusa a settembre.
Le notizie sono positive anche per la missione EscaPADE Blue e Gold (NASA). Dopo l’allarme di dicembre riguardante Gold, che aveva mostrato una spinta inferiore al previsto durante le manovre iniziali, il team di missione ha comunicato il successo del recupero. Il 6 gennaio 2026, la sonda ha completato con successo la seconda manovra di correzione della traiettoria, che era stata posticipata proprio per analizzare il problema di propulsione. La sonda Blue, invece, prosegue il suo volo nominale avendo già terminato le sue manovre come previsto. Entrambe le sonde si trovano ora nella traiettoria nominale, passando nei pressi del punto lagrangiano L2, dove trascorreranno il prossimo anno studiando il meteo spaziale prima di tornare verso la Terra a novembre 2026 per la manovra che le scaglierà definitivamente verso Marte.

Conto alla rovescia per Hayabusa 2# (JAXA), che il 5 luglio incontrerà per pochi secondi Torifune. La sonda decollò dalla Terra il 2014, e concluse la missione Hayabusa2 nel 2020. Da lì iniziò una nuova missione, con un # alla fine, Hayabusa2# o Hayabusa2 Sharp, destinata a visitare due asteroidi. Il primo tra pochi mesi, ma sarà solamente un sorvolo ravvicinato, il secondo, 1998 KY26, nel 2031, dove la sonda si soffermerà per qualche mese.
Ci sono altre missioni in viaggio verso il proprio obiettivo. Hera (ESA), con i due cubesat Milani e Juventas, effettuerà la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, a febbraio prima di raggiungere Didymos a novembre 2026. BepiColombo (ESA/JAXA), con le due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), è in rotta per arrivare su Mercurio a novembre 2026. OSIRIS-APEX (NASA) deve ancora effettuare un sorvolo della Terra nel 2027 prima di arrivare su Apophis nel 2029. Infine Tianwen-2 (CNSA) ste per arrivare sull’asteroide Kamoʻoalewa; la data prevista è il 4 luglio 2026.
La flotta marziana
Fine delle vacanze su Marte, con la fine della congiunzione solare avvenuta a metà gennaio. Le comunicazioni tra la Terra e Marte erano state interrotte, per evitare che i messaggi inviati potessero essere mal interpretati a causa dell’interferenza provocata dal Sole. Nonostante questo, non si riesce a recuperare la comunicazione con MAVEN (NASA), dopo la perdita di assetto avvenuta a dicembre. Il direttore del dipartimento di scienze planetarie della NASA, Prockter, ha dichiarato che è altamente improbabile che si riesca a recuperare la missione.
Tutte le altre sonde in orbita hanno ripreso la normale attività: Tianwen-1 (CNSA), Hope (UAESA), Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA), Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos) e Mars Express (ESA). Quest’ultima, in preparazione alla missione MMX, sta effettuando ripetuti sorvoli di Fobos. L’ultimo è avvenuto il 30 gennaio, quando la sonda è passata a 200 chilometri dalla piccola luna marziana. L’occasione è ottima per scattare foto spettacolari, come quelle del passaggio ravvicinato di dicembre. Mars Express fornirà supporto a MMX dapprima fornendo immagini e scansioni radar sottosuperficiali di Fobos con MARSIS, e dopo l’arrivo della nuova sonda favorendo il trasferimento di dati a Terra.
Perseverance (NASA) aveva raccolto vari campioni di suolo e depositato le provette in punti di raccolta per un corriere che non verrà più. La missione Mars Sample Return è stata definitivamente cancellata e non sono previsti al momento metodi alternativi di raccolta. Il rover, però, continua la sua missione scientifica analizzando in loco il suolo marziano.

Curiosity (NASA) ha ripreso le comunicazioni dopo la congiunzione solare. A novembre festeggerà i 15 anni dal lancio e non ci sono al momento presagi di guasti tecnici o logoramento di sistemi che lascino presagire a un termine prematuro di missione.
Nel sistema solare esterno
Allontanandosi un po’ dal Sole, Lucy (NASA) viaggia verso il suo prossimo obiettivo scientifico, Euribate, mentre Psyche (NASA), JUICE (ESA) e Europa Clipper (NASA) devono ancora aspettare l’assistenza gravitazionale di un pianeta prima di raggiungere il loro. Per tutti e tre l’attesa terminerà quest’anno, con Psyche che sfrutterà Marte a maggio per una leggera correzione della sua orbita, mentre le altre due useranno la Terra a settembre e dicembre per un cambio di traiettoria più consistente.
Juno (NASA) è sopravvissuta ai tagli del governo. La missione, che doveva terminare nell’autunno 2025, continuerà a orbitare attorno a Giove ancora per un po’, mandando dati regolarmente e, soprattutto, da zone finora poco osservate. L’orbita infatti ha una regolare precessione del periapside, spostando in modo regolare il punto dove la sonda passa più vicino a Giove.
Più lontano di tutti i pianeti, New Horizons (NASA) continua a dormire nel buio dello spazio profondo. La sonda ha iniziato un periodo di ibernazione a agosto 2025 che terminerà a giugno 2026. Nessuna notizia quindi per ancora qualche mese.
Infine, arrivano le consuete notizie dalle sonde più lontane di sempre, Voyager 1 e Voyager 2 (NASA). Sebbene entrambe stiano viaggiando verso l’esterno del sistema solare senza mai fermarsi, dal 21 gennaio 2026 la distanza tra la Terra e Voyager 1 ha iniziato a diminuire. Lo stesso accadrà per Voyager 2 a partire dal 20 febbraio. Non si tratta di un’inversione di rotta: le sonde continuano a correre verso l’esterno del sistema solare. Questo fenomeno ciclico è dovuto alla velocità della Terra nella sua orbita attorno al Sole. Il nostro pianeta si muove a circa 30 km/s (108.000 km/h), una velocità quasi doppia rispetto a quella di Voyager 1 rispetto al Sole (circa 17 km/s). In questo periodo dell’anno, la Terra si trova in una porzione della sua orbita in cui si sta dirigendo verso le sonde, accorciando temporaneamente le distanze.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Gli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
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