“Uno sguardo a Minerva” – Samantha Cristoforetti risponde alle domande di giornalisti italiani e stranieri

Proseguiamo la serie di articoli con i quali vi porteremo i video della missione Minerva di Samantha Cristoforetti con sottotitoli in italiano. Per ragioni di praticità alcune delle domande più lunghe sono state parafrasate. I sottotitoli e il transcript sono a cura di ISAA.

Nel video di oggi Samantha Cristoforetti risponde alle domande di media italiani e stranieri in collegamento con la sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Transcript

KRO-NCRV (stazione radio olandese): Hai lavorato con robot all’interno della ISS? In che cosa consiste il loro utilizzo?

SC: Sì, sarà un esperimento davvero interessante. Manovrerò da remoto un robot che si trova sulla Terra. [Il robot che Cristoforetti manovrerà dall’orbita si chiama Justin. L’esperimento è un contributo dell’agenzia spaziale tedesca DLR, denominato Surface Avatar. Le attività di Samantha sono propedeutiche a un prossimo passo da effettuarsi durante le prossime expedition, che prevederà l’utilizzo di vari robot coordinati sempre dalla ISS – NdR] È una tecnologia molto importante per le future esplorazioni della superficie lunare e forse a breve anche marziana. Potremo avere robot che lavoreranno in collaborazione con gli esseri umani in attività magari troppo rischiose, difficili o pericolose. Potremo delegare parte di queste attività ai robot in modo interattivo talvolta controllandoli completamente, talvolta saranno autonomi o in modalità semi-autonoma in cui avranno bisogno di una supervisione di un operatore da una stazione in orbita o dal suolo. Questo è il primo passo per rendere possibile questa tecnologia.

TYGODNIK POWSZECHNY (giornale polacco): L’ultima campagna di selezione astronauti di ESA accettava anche iscrizioni dalla Polonia, che cosa dovranno fare?

SC: Non vediamo l’ora di avere i nostri primi colleghi polacchi! Come tutti coloro che saranno selezionati in questa sessione, sia come gruppo principale che come riserva, verranno chiamati presso l’European Astronaut Centre a Colonia la base operativa degli astronauti europei e passeranno un periodo di formazione di un anno e mezzo circa nel quale impareranno le competenze di base del lavoro di astronauta. Poi ognuno di loro sarà assegnato a una missione, sarà assegnato a un equipaggio e insieme si addestreranno per quella missione specifica.

RAI TG2 – Giorgio Pacifici: Hai già partecipato al programma di addestramento della stazione lunare Gateway, andresti volentieri in orbita lunare?

SC: Intanto vorrei premettere, non mi sono mai addestrata specificamente per il Gateway. In una fase di attesa tra la mia ultima missione spaziale e questa in corso ho partecipato alla fase di sviluppo del modulo europeo, l’International habitat, che fa parte, che farà parte di Gateway. Un modulo che è già ormai in una fase avanzata di sviluppo, il capo commessa è un’azienda italiana, a Torino, quindi mi fa sempre piacere seguire lo sviluppo di questo programma. Ancora nessuno si addestra specificamente per questo tipo di missione, però ci sono effettivamente degli accordi per avere tre astronauti europei o astronaute europee sul Gateway per fare delle missioni in orbita cislunare probabilmente nella seconda metà di questo decennio, quindi sicuramente anche per me è una possibilità.

RAI TG1 – Anna Milan: Buongiorno Samantha, in bocca al lupo per la missione. Quali prospettive vede per la Terra grazie alle ricerche che vengono compiute sulla ISS?

SC: Intanto crepi il lupo, anche a Giorgio, prima. Diciamo che la domanda sul futuro che vedo per la terra è un po’ ampia, forse esula dai margini di questa conversazione però per quanto riguarda gli esperimenti, in particolare quelli di fisiologia umana, che hanno anche delle applicazioni in ambito medico ne sono già partiti due proprio dell’ASI. NurtrISS e Acoustic Diagnostics.
Acoustic Diagnostics come dice il nome è focalizzato sull’apparato uditorio quindi cercare di capire come questo, come la sua funzione cambia durante i sei mesi, o quattro, cinque, sei, di esposizione all’ambiente della ISS, ma è anche una valutazione di alcune tecniche diagnostiche abbastanza innovative [l’esperimento è un contributo di ASI, in passato sono stati soggetti dell’esperimento anche gli astronauti europei Parmitano e Maurer – NdR].
NurtrISS invece riguarda proprio il rapporto tra la salute del nostro corpo e la nutrizione, quello che mangiamo, e quindi sicuramente molto molto rilevante per quanto riguarda il mantenimento di sani stili di vita per tutti noi [anche NutrISS è un contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana – NdR].
Tra l’altro su questo tema, non riguarda la ricerca che facciamo a bordo, però mi faceva piacere ricordare che abbiamo una collaborazione in ambito di comunicazione con la International Osteoporosis Foundation (IOF) sul tema dell’osteoporosi per sensibilizzare e divulgare sulla prevenzione. È una cosa che devo dire è particolarmente importante per me e mi sta particolarmente a cuore. Sensibilizzare le donne, soprattutto le giovani donne che magari sono ancora lontane dall’età in cui sono a rischio di osteoporosi a introdurre nella propria vita nelle proprie abitudini e nel proprio stile di vita l’allenamento resistivo, quello con i pesi. Perché proprio qui sulla stazione spaziale abbiamo dimostrato senza ombra di dubbio che quello è fondamentale per mantenere delle ossa sane, delle ossa forti e quindi poi arrivare a un certo punto della propria vita alla fase in cui magari si è a rischio di osteoporosi con delle ossa già molto forti e sopratutto un’abitudine già consolidata al lavoro con i pesi.

IL MESSAGGERO – Paolo Ricci Bitti: Come specialista di missione e pilota di jet, com’è volare su una Crew Dragon?

SC: La fase di lancio è stata abbastanza simile, è un profilo di inserimento in orbita molto simile a quello del mio volo Sojuz di qualche anno fa. I sedili devo dire sono un pochino più comodi. E poi la cosa interessante che è stata molto diversa è che abbiamo passato un periodo abbastanza lungo a bordo prima di arrivare sulla Stazione spaziale. Sulla Sojuz erano state solo sei ore, praticamente non mi ero mossa dal mio seggiolino, ero rimasta legata fino all’attracco, mentre in questo caso abbiamo avuto un profilo credo sulle 17 ore quindi insomma appena arrivati in orbita siamo potuti uscire dai nostri sedili, abbiamo cenato, tra virgolette, abbiamo avuto un pasto, siamo andati a dormire. Abbiamo avuto un periodo di riposo nominale di otto ore, ci siamo svegliati, abbiamo fatto colazione… quindi abbiamo proprio abitato proprio dentro Dragon per queste 17/18 ore fino all’attracco.

RAI NEWS 24 – Andrea Bettini: Quali sono le principali attività che hai svolto in queste 3 settimane? Se non sbaglio arriverà anche una nuova navetta, quella di Boeing.

SC: Sì assolutamente, sono state tre settimane devo dire piuttosto intense. Prima abbiamo avuto un cosiddetto handover, una sorta di passaggio di consegne con l’equipaggio che ci ha preceduti, Crew-3, e sono stati davvero bravissimi e generosissimi nel trasmetterci in questi cinque/sei giorni che abbiamo passato insieme tutti i trucchi e lo stato attuale della Stazione spaziale. Per quanto riguarda l’abitabilità e il lavoro quotidiano queste sono cose che si imparano difficilmente in addestramento. Si imparano poi a bordo dall’equipaggio veterano.
Poi loro sono partiti e abbiamo iniziato la nostra missione vera e propria con le prime sessioni dei vari esperimenti. Alcuni ne ho menzionati prima ma naturalmente anche altri. Un po’ di attività di manutenzione, abbiamo avuto anche qualche problema inaspettato. La settimana scorsa abbiamo dovuto fare per tre giorni un po’ di manutenzione alla toilette, che aveva qualche problema. E adesso insomma c’è qualche giorno di lavoro quassù e poi nel fine settimana effettivamente arriverà il dimostratore, il volo di prova di questo nuovo veicolo che si chiama Starliner che quando andrà a regime sarà un secondo veicolo oltre a Dragon, con cui ho volato io, che porterà equipaggi sulla Stazione e farà le rotazioni nominali. Quindi se la missione avrà successo per la prima volta uno Starliner attraccherà alla ISS senza equipaggio, è un volo senza equipaggio. Però sicuramente sarà interessante vedere un nuovo veicolo. E poco dopo arriverà una missione cargo, che porterà moltissime attività scientifiche quindi avremo più o meno trenta o quaranta giorni estremamente intensi quando ci sarà questo veicolo a bordo, perché ci sarà molta scienza da fare durante quella fase in modo da poi poter portare i vari campioni di nuovo a terra con lo stesso veicolo quando riparte.

WIRED – Sandro Iannaccone: In questa missione è responsabile del segmento statunitense, cambierà qualcosa nella sua routine rispetto al precedente ruolo di ingegnere di volo?

SC: Sicuramente cambia perché comunque ho la responsabilità di avere un’overwiev a 360 gradi di quello che succede a bordo e di mantenere consapevolezza di quello che stanno facendo anche i miei colleghi, di come sta andando la giornata, se qualcuno è in ritardo, se qualcuno ha delle difficoltà, che cosa possiamo fare per aiutarci a vicenda in modo che alla fine della giornata abbiamo fatto complessivamente tutti i compiti che ci sono stati assegnati. E in più la responsabilità di mantenere le comunicazioni con questo grandissimo team a terra. Perché siamo quattro membri dell’equipaggio nel segmento americano qui a bordo. Però poi c’è una squadra grandissima a terra di persone che organizzano, decidono e ci supportano, con i quali manteniamo sempre una comunicazione aperta e efficace.

Saluti finali. SC: Grazie a tutti per l’interesse e per il lavoro che fate voi giornalisti per divulgare le nostre attività presso il grande pubblico e di nuovo un grandissimo saluto ai ragazzi delle scuole che sono collegati. Un ringraziamento a tutti i presenti e in particolare all’Agenzia Spaziale Europea e all’Agenzia Spaziale Italiana che mi permettono di essere quassù a rappresentare il nostro paese in orbita. Un grande saluto a tutti, ciao!

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.