Si avvicina il lancio di Crew-4 con Samantha Cristoforetti

L'equipaggio della Crew Dragon Crew-4 durante una delle simulazioni fatte a terra. Credits: SpaceX

Gli astronauti della missione Crew-4 di NASA e SpaceX sono giunti al Kennedy Space Center martedì scorso, 19 aprile, in vista del loro lancio, che al momento è previsto per mercoledì 27 aprile alle ore 09:52 italiane dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center.

Il comandante della missione Kjell Lindgren, una volta sceso dall’aereo, ha parlato con i giornalisti presenti alla Launch and Landing Facility del KSC, assieme ai suoi compagni Bob Hines e Jessica Watkins della NASA e alla nostra Samantha Cristoforetti, dell’ESA.

Questa è la quarta missione di rotazione degli equipaggi assegnata alla capsula Crew Dragon di SpaceX e al suo lanciatore Falcon 9, verso la Stazione spaziale internazionale (anche nota con l’acronimo anglofono, ISS), nell’ambito del Commercial Crew Program dell’agenzia statunitense.

L’equipaggio della missione Crew-4 trascorrerà diversi mesi nello spazio, conducendo attività scientifiche e lavori di manutenzione a bordo dell’avamposto orbitale, il suo rientro è previsto per il prossimo autunno. Gli astronauti voleranno su un’astronave Crew Dragon nuova, la quale verrà lanciata da un razzo Falcon 9 il cui primo stadio recuperabile è al quarto utilizzo. È tradizione, per i primi astronauti che volano su di un nuovo veicolo spaziale, avere l’onore di assegnarle il nome: Crew-4 ha scelto Freedom (Libertà), per celebrare un diritto umano fondamentale, lo zelo, la dedizione e l’innovazione dello spirito umano libero.

L’equipaggio

Lindgren e Hines sono stati assegnati alla missione Crew-4 nel febbraio 2021, quindi subito hanno incominciato a lavorare e ad addestrarsi sul veicolo spaziale di nuova generazione di SpaceX. Cristoforetti è stata assegnata alla missione Crew-4 nel marzo 2021. Infine Watkins ha completato il quartetto a novembre 2021.

Gli astronauti della missione Crew-4 in un ritratto durante le fasi finali del loro training. Da sinistra: Jessica Watkins, Bob Hines, Kjell Lindgren e Samantha Cristoforetti. Credits:SpaceX

Lindgren sarà il comandante sia della Crew Dragon che della missione Crew-4. Egli sarà responsabile di tutte le fasi del volo, dal lancio al rientro, e sarà ingegnere di volo durante la missione Expedition 67.
Si tratterà del suo secondo volo spaziale. Lindgren è diventato astronauta nel 2009 e nel 2015 ha trascorso 141 giorni a bordo della Stazione come ingegnere di volo per la missione Expedition 44/45. Medico specializzato in medicina d’urgenza, ha lavorato in precedenza presso il Johnson Space Center della NASA a Houston come ufficiale medico di volo, supportando l’addestramento e le operazioni per la Stazione spaziale internazionale e rivestendo anche il ruolo di vice ufficiale medico per gli equipaggi della missione dello Space Shuttle STS-130 e per l’Expedition 24. Lindgren è nato a Taipei, Taiwan e ha trascorso gran parte della propria infanzia in Inghilterra. Si è laureato presso l’Accademia dell’aeronautica statunitense.

Hines sarà il pilota della Crew Dragon nonché comandante in seconda della missione; egli avrà la responsabilità di tutti i sistemi della capsula e sarà ingegnere di volo per la missione Expedition 67.
Selezionato come astronauta nel 2017, Hines è alla sua prima missione spaziale. In precedenza ha prestato servizio per oltre 22 anni nell’aeronautica statunitense come pilota collaudatore, pilota di caccia e istruttore. Prima di essere selezionato come astronauta, ha lavorato anche presso il Johnson Space Center di Houston come pilota sperimentatore.

Watkins è una delle due specialiste di missione di Crew-4 e lavorerà a stretto contatto con il comandante e il pilota per monitorare i sistemi dell’astronave durante le fasi ascesa e rientro della missione. Una volta a bordo della Stazione, fungerà da ingegnere di volo per l’Expedition 67.
Watkins è cresciuta a Lafayette, Colorado, e ha studiato geologia all’università di Stanford a Palo Alto, in California, e all’università della California, a Los Angeles. Come geologa, Watkins ha studiato la superficie di Marte e ha collaborato con il team scientifico del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, California, sul rover Mars Science Laboratory, Curiosity. Anche Watkins è stata selezionata come astronauta nel 2017 ed è al suo primo volo spaziale.

Cristoforetti sarà specialista di missione e monitorerà i sistemi della Crew Dragon durante le fasi di ascesa e rientro e sarà ingegnere di volo per l’Expedition 67.
Questa sarà la sua seconda missione spaziale, dopo i cinque mesi trascorsi a bordo della Stazione fra il 2014 e il 2015, come ingegnere di volo per le Expedition 42/43 e per la missione Futura dell’ESA. Nata a Milano, è stata pilota di caccia per l’Aeronautica italiana ed è stata selezionata dall’ESA nella classe degli astronauti del 2009. Nel 2019 è stata al comando della ventitreesima missione subacquea del programma NASA Extreme Environment Mission Operations (NEEMO), durante la quale ha trascorso dieci giorni nella stazione di ricerca sottomarina Aquarius.

La patch ufficiale di Crew-4. I raggi di luce balenano nel buio dello spazio, anticipando l’alba di un nuovo capitolo del volo spaziale abitato. La capsula Crewe Dragon forma il torace dell’elemento principale della patch, una libellula, un bellissimo e agile insetto. In molte culture la libellula rappresenta la trasformazione e la buona sorte. Credits: NASA/SpaceX

La missione

Dopo il decollo dal Launch Pad 39A a bordo del Falcon 9, la Crew Dragon accelererà fino a una velocità di poco più di 28.000 km/h entrando in rotta di intercettazione con il percorso della Stazione spaziale internazionale.

Il primo stadio del Falcon 9 che verrà impiegato per il lancio del Crew-4 è il B1067, che era stato precedentemente usato per la 22ª missione di rifornimento dell’ISS da parte di SpaceX nel giugno 2021, nella missione Crew-3 di NASA/SpaceX nel novembre 2021 e per il lancio del satellite Türksat 5B sempre da parte di SpaceX, nel dicembre dello scorso anno. Questo sarà il primo equipaggio a essere lanciato con un booster al proprio quarto volo.

L’astronave Freedom posata sul Falcon 9, è in attesa di portare il Crew-4 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: ESA/S.Corvaja

Una volta in orbita, l’equipaggio e il controllo di missione di SpaceX sorveglieranno i progressi di una serie di manovre automatiche che guideranno la capsula al fine di innalzarne gradualmente l’orbita e prepararla al rendez-vous con l’avamposto orbitante. L’obiettivo finale sarà l’attracco al boccaporto anteriore del modulo Harmony della Stazione. La capsula è in grado di effettuare l’aggancio in maniera autonoma, tuttavia gli astronauti possono intervenire prendendo i controlli per effettuarla manualmente, qualora si rendesse necessario.

In seguito all’attracco, gli astronauti della Crew Dragon verranno accolti dai sette membri dell’Expedition 67, mentre gli astronauti della missione NASA/SpaceX Crew-3 lasceranno la Stazione qualche giorno dopo l’arrivo del Crew-4.

I nuovi arrivati si metteranno al lavoro per condurre un intenso programma di attività scientifiche in aree come la scienza dei materiali, tecnologie per la scienze mediche e tecnologie per la coltivazione, per porre le basi all’esplorazione umana al di fuori dell’orbita terrestre e per recare benefici alla vita sulla Terra. Gli esperimenti includeranno degli studi sul processo di invecchiamento del sistema immunitario, delle sperimentazioni sulle alternative al cemento in materiale organico e delle ricerche sulle reazioni cardiorespiratorie durante e dopo l’esposizione per lunghi periodi alla microgravità. Complessivamente, sono oltre 200 le dimostrazioni scientifiche e tecnologiche che verranno portate a termine durante l’Expedition 67.

Con l’equipaggio, a bordo della capsula Crew Dragon, vi sarà anche un esperimento di oftalmologia, che mira a restituire un’accettabile capacità visiva alle persone che soffrono di patologie di degenerazione della retina, come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare. L’esperimento Protein-Based Artificial Retina Manufacturing testerà la tecnica di produzione di retine artificiali o impianti retinici in microgravità, ambiente nel quale gli scienziati ritengono che la loro produzione possa essere ottimizzata.

Sempre sulla Crew Dragon ci saranno delle maglie Smart-Tex che fanno parte di una ricerca dell’Agenzia spaziale tedesca (DLR), denominata Wireless Compose-2. Queste maglie sono accessoriate con sensori, cablaggi e un modulo per le comunicazioni, per trasmettere in modalità wireless i dati a un ricevitore. Questo particolare indumento è stato ideato per monitorare l’attività cardiovascolare e in particolare il valore della pressione sanguigna e può fornire dettagli sul tasso di contrazione cardiaca e sui tempi di apertura e chiusura delle valvole (aspetti generalmente rilevabili tramite ecografia o tomografia computerizzata). Queste tecnologie indossabili, potrebbero essere usate per monitorare lo stato di salute durante una missione di esplorazione spaziale di lunga durata e potrebbero portare a ulteriori e più flessibili implementazioni di questa tecnologia, negli equipaggiamenti per il monitoraggio della salute sulla Terra.

Nel corso della loro missione sulla Stazione spaziale, gli astronauti di Crew-4 riceveranno i veicoli cargo Dragon, di SpaceX, all’inizio della prossima estate e Cygnus, della Northrop Grumman al termine del periodo estivo. Inoltre saranno presenti all’arrivo della capsula CST-100 Starliner per la missione di NASA/Boeing Orbital Flight Test-2 attualmente programmata per maggio. Gli astronauti di Crew-4 hanno anche in programma lo svolgimento di due attività extraveicolari, per continuare a preparare la Stazione all’arrivo dei nuovi pannelli solari, i quali andranno a incrementare la disponibilità energetica complessiva sella Stazione.

La missione Minerva

Una volta giunta sulla Stazione, Cristoforetti avrà l’incarico di USOS Lead (US Orbital Segment Lead): sarà responsabile delle attività svolte all’interno del segmento orbitale statunitense per tutta la durata della sua missione. Questa parte di stazione comprende i moduli e i componenti forniti da Stati Uniti, Europa, Giappone e Canada. Samantha supporterà numerosi esperimenti europei e internazionali in microgravità, oltre a partecipare a operazioni di manutenzione della Stazione spaziale internazionale.

È inoltre previsto il suo contributo alla messa in opera dell’European Robotic Arm (ERA), ovvero il braccio robotico dell’ESA. Esso sarà il primo robot in grado di muoversi attorno ai moduli russi dell’avamposto orbitante. È lungo 11,3 m e sarà in grado di manipolare componenti di un peso massimo di 8.000 kg con una precisione di 5 mm. Potrà essere comandato sia dall’interno che dall’esterno della Stazione e potrà supportare gli astronauti al lavoro nello spazio durante le attività extraveicolari, potendoli trasportare da un luogo di lavoro all’altro. Infine, proprio come fa il Canadarm2, potrà spostarsi come un bruco, trasformando passo dopo passo le proprie estremità in mano o piede, durante il suo movimento. Sono state programmate cinque attività extraveicolari per la sua installazione, alcune delle quali avranno luogo durante la missione di Samantha. La prima di esse è avvenuta lunedì 18 aprile a opera dei cosmonauti dell’Expedition 67, Oleg Artem’ev e Denis Matveev.

Nella mia prima missione sulla ISS ho fatto parte della Spedizione 42. Quarantadue, ovviamente, è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Questa volta prenderò parte alla Spedizione 67. E quanto fa 6×7? 42!

Samantha Cristoforetti

Perché Minerva?

Il nome è ispirato dalla dea romana della saggezza, delle arti e dell’artigianato, come omaggio al lavoro assiduo e alle competenze di tutte le persone, provenienti da tutto il mondo, che rendono possibile l’esplorazione spaziale umana. Minerva rappresenta anche la tenacia, la disciplina di cui abbiamo bisogno e la saggezza che dobbiamo avere mentre lavoriamo per espandere la presenza umana nello spazio.

La patch

Nella sua iconografia, Minerva viene spesso rappresentata con la sua civetta sacra, per questo la civetta è l’elemento principale che domina la patch della missione. Il suo occhio è una Luna gialla che proietta il suo bagliore sulla Terra. Il suo becco allude alla forma caratteristica dei pannelli solari dell’ISS, ed essendo composto da due linee, anche alle due missioni spaziali di Samantha. Il corpo della civetta, rappresentato da onde di un blu che va a scurire, ci incoraggiano a raccogliere la sfida e ad andare sempre più lontano nello spazio.

Un ritratto ufficiale di Samantha Cristoforetti con l’emblema della sua missione, Minerva. Credit: ESA/A.

Al concludersi della missione, la Crew Dragon si staccherà autonomamente dall’ISS, con i suoi quattro astronauti a bordo, e rientrerà nell’atmosfera terrestre. Dopo l’ammaraggio al largo delle coste della Florida, un vascello di SpaceX adibito al recupero, raccoglierà la capsula con il suo equipaggio per riportarli sulla terraferma, dove gli astronauti potranno salire sull’aereo che li riporterà al Johnson Space Center di Houston.

Risorse per seguire Expedition 67

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Fonti: NASA; ESA

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Luca Frigerio

Impiegato nel campo delle materie plastiche e da sempre appassionato di spazio, basket e birra artigianale. E' iscritto a forumastronautico.it dal Novembre 2005 e da diversi anni sfoga parte della sua passione scrivendo per astronautinews.it. E' socio dell'Associazione Italiana per l'Astronautica e lo Spazio (ISAA)