Un nuovo problema costringe Boeing a posticipare il test orbitale di CST-100 Starliner

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Credits: NASA

Nuova e significativa battuta d’arresto per il secondo, importante test orbitale al quale il colosso aerospaziale statunitense Boeing ha voluto sottoporre il suo sistema di trasporto umano da e per la Stazione Spaziale Internazionale.

Cosa è andato storto

Dopo un difficile volo inaugurale nel dicembre 2019, Boeing si era impegnata a riprendersi dallo smacco sottoponendo la capsula CST-100 Starliner a una seconda missione di prova senza equipaggio. Dopo 18 mesi di attesa sembrava arrivata la volta buona, fino a quando un controllo di routine del sistema propulsivo svolto alcune ore prima del lancio, fissato per lo scorso 3 agosto, ha segnalato il comportamento non conforme di ben 13 valvole, rimaste bloccate in posizione chiusa nonostante i comandi dei tecnici.

I controlli sono cominciati immediatamente, con il razzo ancora pronto in rampa di lancio. Boeing sperava di individuare una causa benigna a sufficienza da consentire di lanciare con sole 24 ore di ritardo. Dopo un’accurata ispezione è stato invece deciso di prendere ulteriore tempo per capire la situazione e trovare una soluzione accettabile.

Due tecnici di Boeing esaminano alcuni ugelli del sistema RCS lo scorso 4 agosto. Credits: Boeing

I tecnici di Boeing hanno quindi iniziato a sbloccare le valvole una a una, applicando «tecniche elettriche e termiche» per aprirle. Nove delle tredici valvole difettose sono state riaperte entro lo scorso 12 agosto, nel tentativo ottimistico di non debordare dalla finestra di lancio prevista, dato che in seguito vi è un nutrito numero di missioni in attesa di partire che, salvo decisione contraria di NASA, hanno la priorità per l’accesso alle strutture di lancio o ai boccaporti della ISS.

Nonostante un esame relativamente approfondito non avesse dato segni evidenti, secondo Boeing, di danneggiamento o corrosione, qualcosa non ha comunque convinto gli ingegneri dell’azienda, che già il giorno successivo, 13 agosto, hanno comunicato a NASA la decisione di smontare la capsula dal razzo vettore e di riportarla al Commercial Crew and Cargo Processing Facility (C3PF – uno degli ex hangar dello Space Shuttle presso il Kennedy Space Center, ora riconvertito per supportare Starliner) per ulteriori approfondimenti.

«Il successo di una missione con equipaggio dipende da migliaia di fattori che funzionano, tutti insieme, al momento giusto», ha affermato John Vollmer, vice presidente e responsabile del Commercial Crew Program di Boeing. «Continueremo a lavorare al problema nella fabbrica della Starliner, e abbiamo deciso di rinunciare a questa opportunità di lancio per lasciar spazio ad altri lanci prioritari per la nazione».

Tecnicamente non è ancora chiaro perché delle valvole che erano state sottoposte varie volte a cicli di funzionamento prima di portare il razzo in rampa siano rimaste “incollate” in posizione chiusa. Propellenti e valvole sono elementi ben noti da parte di Boeing, tuttavia è chiaro che vi sono stati effetti imprevisti fortunatamente scoperti prima di procedere con il lancio.

Quando si aprirà la prossima finestra di lancio per OFT-2?

Basandosi sul cronoprogramma attuale delle missioni dirette verso la Stazione Spaziale Internazionale che richiedono di attraccare a un boccaporto dotato di adattatore IDA (International Docking Adapter), la prima occasione utile per far volare la Starliner di OFT-2 sarà non prima della seconda metà di novembre 2021. È dunque plausibile che un eventuale lancio, contando che tutti i problemi alle valvole siano risolti e che lo smontaggio e rimontaggio della capsula dal suo razzo vettore non introduca altri imprevisti, sia atteso entro la fine di dicembre 2021.

In realtà ci sono anche delle variabili che non dipendono direttamente da problemi “terrestri”: anche dal lato ISS c’è una serie di manovre che dovrà andare secondo i piani. Dopo la ripartenza della missione Dragon/Crew 2 attualmente programmata per l’8 novembre, la successiva missione Dragon/Crew 3 dovrà spostare la sua capsula dall’adattatore IDA-2 all’IDA-3. Il 5 dicembre IDA-2 sarà occupato dalla missione cargo Dragon CRS-2 SpX-24.

La capsula CST-100 Starliner. Credits: NASA/Boeing

Le conseguenze per Boeing

Come abbiamo accennato, Boeing si trova da tempo in difficoltà con il progetto Starliner. Per quanto lo sviluppo di un mezzo atto al trasporto di esseri umani nello spazio sia un’impresa ardua per tutti, dati i requisiti di sicurezza estremamente stringenti imposti da NASA, il colosso aerospaziale è in forte ritardo rispetto al concorrente SpaceX (che pure, come si ricorderà, ebbe uno spaventoso problema proprio alle valvole del sistema RCS di una Dragon nel 2019) nonostante abbia ricevuto quasi il doppio dei fondi per lo sviluppo della sua capsula. Va comunque ricordato che Boeing non ha potuto avvantaggiarsi del precedente sviluppo di una versione cargo della CST-100 (e dei relativi fondi), come invece ha fatto SpaceX.

La debacle della missione OFT-1 e le carenze nelle metodologie di test scoperte nelle indagini successive hanno indotto Boeing a promettere a NASA una completa ripetizione della missione a proprie spese, come riscatto degli errori e come prova dell’avvenuta maturazione del progetto. Da questo punto di vista, sebbene ogni scrupolo sia benvenuto oltre che un atto dovuto, aver rimandato il lancio di OFT-2 di almeno altri quattro mesi non migliora certo la situazione.

Non giova all’immagine di Boeing il fatto che non sono in molti, al di fuori della cerchia di addetti ai lavori e appassionati, a sapere che l’onere finanziario di questa missione e dei suoi ritardi ricade totalmente sull’azienda.

Gli aggiornamenti ufficiali

Come sempre su ForumAstronautico.it la situazione di OFT-2 viene seguita e commentata nel dettaglio su base quotidiana. Per chi volesse approfondire in questo video è possibile ascoltare, in lingua inglese, la dettagliata conferenza stampa indetta da NASA alla presenza dei funzionari di Boeing.

Fonti: NASA, Boeing

Nota: in una prima versione dell’articolo avevamo erroneamente indicato in Calypso il nome del veicolo spaziale utilizzato per OFT-2. La capsula utilizzata (in attesa di conferma ufficiale) dovrebbe invece essere la Starliner 2, al momento ancora senza nome.

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Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.