Grossi problemi per la prima CST-100 Starliner: in forse l’attracco alla ISS (Aggiornato)

Il lancio di CST-100 Starliner durante la missione Boeing OFT

L’articolo originale è stato aggiornato alle 17:30 del 20/12/2019

La capsula CST-100 “Starliner” partita oggi alle 12:36 italiane ha fallito l’immissione nell’orbita prevista e ha mancato l’accensione che l’avrebbe posizionata correttamente per iniziare le manovre di inseguimento della Stazione Spaziale Internazionale.

Il veicolo di Boeing, concorrente e analogo alla Crew Dragon di SpaceX, si trova al momento in un’orbita non nominale (cioè diversa da quella prevista), sta puntando i pannelli solari verso il sole per mantenere la carica delle batterie di bordo, e i controllori di volo stanno lavorando per capire cosa sia successo e quali sono gli scenari che rimangono aperti per una missione che sembra essere partita con il piede sbagliato.

Ecco il replay del lancio trasmesso in streaming su YouTube da NASA TV.

Le immagini del lancio non hanno offerto inquadrature da bordo e sono state quindi particolarmente povere di indizi, ma ULA, fornitore del vettore Atlas V modificato appositamente per questa missione, ha confermato che il razzo ha funzionato regolarmente. Le informazioni attuali sembrano dunque indicare che il problema risieda nella capsula.

A prescindere da come questa vicenda si concluderà, il comportamento non nominale del veicolo comporterà accurate indagini e con ogni probabilità porterà a uno slittamento della prima missione con equipaggio, a oggi programmata per il prossimo febbraio.

Cosa è stato detto nella conferenza stampa di NASA e Boeing

Ecco il sommario di quanto è stato discusso nel corso della conferenza stampa congiunta NASA/Boeing avvenuta attorno alle 15:30 ora italiana.

  • Prima di tutto è arrivata la conferma che l’attracco alla ISS non si effettuerà.
  • L’orologio che gestisce gli eventi di bordo, il cosiddetto MET (Mission Elapsed Time), non era sincronizzato correttamente e questo ha indotto l’automazione del veicolo ad attivare delle routine di controllo dell’assetto destinate a una fase successiva del volo. Queste regole di controllo dell’assetto impongono limiti molto stringenti alla precisione della traiettoria, e quindi il sistema RCS (Reaction Control System, cioè i razzi del sistema di controllo dell’assetto) della capsula ha usato molto più propellente del previsto per mantenere un orientamento inutilmente preciso per quella fase di volo.
  • Quando a terra si è compresa la situazione si è tentato di inviare un comando manuale per dare il via all’accensione di inserimento nell’orbita corretta, ma questo non è stato possibile a causa della momentanea assenza di copertura satellitare da parte dei TDRS, i satelliti geostazionari che NASA usa per garantire una copertura quasi (sic) globale alle telecomunicazioni delle sue missioni in orbita bassa.
  • L’amministratore di NASA Jim Bridensine ha ribadito con forza la volontà di NASA di operare nella massima trasparenza, ed è in questo senso che la conferenza stampa è stata convocata così a ridosso del problema, senza che tutti i fatti siano ancora stati chiariti.
  • Jim Bridenstine ha anche sottolineato che se oggi vi fossero stati a bordo degli astronauti, non solo sarebbero stati perfettamente sani e salvi, ma avrebbero potuto loro stessi iniziare la manovra, ovviando al malfunzionamento del sistema di automazione e arrivando molto probabilmente ad attraccare alla ISS il giorno successivo.
  • Le prestazioni del lanciatore sono state perfette. Il Centaur a doppio motore RL-10 ha superato la prova, rilasciando la capsula esattamente dove e come previsto.
  • Tory Bruno, CEO di ULA, si è dichiarato soddisfatto del fatto che numerosissimi componenti che oggi volavano per la prima volta abbiano funzionato ottimamente.
  • Boeing ha confermato che il problema occorso oggi alla CST-100 è nato dal fatto che l’esecuzione delle routine di automazione è sincronizzata dall’orologio MET. Riportando questo un valore errato, tutta la sequenza di azioni è avvenuta al momento sbagliato.
  • Non è chiaro perché il MET non fosse corretto. Ci saranno indagini interne per accertarne la causa, insieme a una verifica delle procedure. Nei prossimi giorni si tenterà di riprodurre il problema del MET al simulatore, per assicurarsi che non sia il sintomo di un problema diverso o più grave rimasto nascosto fino a ora.
  • È stato deciso di far atterrare la CST-100 nel deserto, a White Sands, consentendo di validare i sistemi di accoglienza della capsula predisposti in loco. La prima opportunità in tal senso è tra due giorni, ma la data esatta di rientro sarà stabilita nelle prossime ore. Il MET è stato reimpostato e per ora si comporta a dovere. Per questo, posta la condizione di atterrare a White Sands, il volo di CST-100 potrebbe essere prolungato per svolgere quanti più test possibile tra quelli programmati in origine.
  • In questo momento la capsula sta funzionando correttamente in tutte le sue componenti, l’orbita è stabile, il team ha il completo controllo del veicolo.

Ulteriori notizie sono attese nelle prossime ore. Come sempre raccomandiamo di commentare e seguire gli ultimissimi sviluppi su ForumAstronautico.it.

  Questo articolo è © 2006-2020 dell'Associazione ISAA - Alcuni diritti riservati.

Approfondisci su ForumAstronautico.it

Sviluppi e aggiornamenti su questa notizia sono disponibili su ForumAstronautico.it

Marco Zambianchi

Ground Systems Engineer presso ESA/ESOC, ha fatto parte dei Flight Control Team di INTEGRAL, XMM/Newton e Gaia. È fondatore di ForumAstronautico.it e co-fondatore di AstronautiCAST. Conferenziere di astronautica al Planetario di Lecco fino al 2012, scrive ora su AstronautiNEWS ed è Presidente dell'associazione ISAA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.