Perseverance è su Marte: poste le basi per il futuro dell’esplorazione spaziale

Il rover Perseverance atterra su Marte. Fonte: NASA

Perseverance ha finalmente toccato il suolo marziano, in “perfetto orario” e senza alcun imprevisto, dopo circa sette mesi di viaggio interplanetario. Il rover, icona della missione Mars 2020 della NASA e primo tassello dell’ampio programma Mars Sample Return, è già al lavoro sulla superficie. L’atterraggio è avvenuto alle 21:55 CET di oggi, 18 febbraio 2021, nel Cratere Jezero. La procedura di discesa sulla superficie è stata oggetto di attenta analisi e ha visto l’impiego di un nuovo metodo, denominato Terrain-Relative Navigation, finalizzato all’individuazione “attiva” di un sito privo di rischi per il veicolo. La missione, partita con qualche imprevisto che ne ha quasi compromesso la partenza entro la finestra di lancio utile (e con essa anche la programmazione del Mars Sample Return), si è così avviata nel migliore dei modi e si prefigge grandi obiettivi.

L’ingresso nella sottile atmosfera marziana è avvenuto ad una velocità poco inferiore a 20.000 km/h. Un paracadute e un sistema a propulsione hanno rallentato il rover fino ad una velocità di circa 3 km/h. Il veicolo di discesa ha poi “gentilmente” appoggiato il rover sulla superficie, manovrandolo attraverso tre cavi appositamente predisposti.

Subito dopo l’atterraggio sono state trasmesse le prime foto scattate dal rover. Le fotocamere sono dotate di filtri protettivi atti a garantire la protezione dalla polvere sollevata, pertanto le immagini appaiono ancora poco nitide.

La scelta del Cratere di Jezero non è affatto casuale. Si presume che il cratere, posto appena a nord dell’equatore marziano e avente un diametro di circa 45 chilometri, contenesse un lago in epoche passate. Circostanza che aumenterebbe le probabilità di individuare tracce di vita sul Pianeta rosso. Il rover raccoglierà campioni di roccia indisturbati per mezzo di un apposito carotatore per poi lasciarli sulla superficie in attesa del recupero da parte del Sample Fetch Rover (parte costituente del Sample Retrieval Lander), nell’ambito di una futura missione. Nel prossimo decennio il “raccolto” di Perseverance verrà quindi trasportato sulla Terra per accurate analisi di laboratorio.

Cratere Jezero. Fonte: NASA

Panoramica sulla missione

Il principale compito di Perseverance, come anticipato, sarà quello di studiare le caratteristiche biologiche di Marte per investigare e, nella migliore delle ipotesi, provare l’esistenza di vita microbica preservata sulle rocce che hanno formato l’ambiente marziano in epoca antica. Tuttavia, gli obiettivi della missione sono molteplici. Innanzitutto, verrà testato il primo volo a motore sul Pianeta Rosso tramite il cosiddetto Mars Helicopter Ingenuity, un piccolo drone in grado di orientarsi secondo la posizione del Sole (in assenza di un vero e proprio campo magnetico che impedisce l’utilizzo di comuni bussole), avente una massa di 1,8 kg.

Un passo in avanti per le future esplorazioni umane

Uno dei principali obiettivi della missione è quello di “spianare” la strada alle future “spedizioni” con equipaggio. Verrà testato un metodo per la produzione di ossigeno dall’atmosfera marziana, mediante uno strumento denominato MOXIE (Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment), da utilizzare come propellente e per la respirazione dei futuri astronauti. Ovviamente MOXIE è un prototipo di piccole dimensioni, paragonabili a quelle di una batteria di automobile, in grado di produrre circa 10 grammi di ossigeno all’ora. Tuttavia rappresenta il precursore dei futuri generatori di ossigeno (circa 100 volte più grandi) che supporteranno le future missioni umane su Marte. Il funzionamento ricorda quello di una pianta terrestre: l’anidride carbonica (circa il 96% dell’atmosfera marziana) viene assorbita e convertita in ossigeno.

Quando invieremo gli esseri umani su Marte, vorremmo che essi possano tornare sani e salvi, e per farlo avranno bisogno di un razzo per decollare dal pianeta. L’ossigeno liquido, comune propellente nei motori a propulsione chimica, è qualcosa che potremmo produrre in situ senza necessità di trasportarlo dalla Terra. L’idea è quella di portare un raccoglitore di ossigeno vuoto e riempirlo su Marte

Michael Hecht, Fisico presso il Dipartimento di Propulsione della Nasa

Perseverance avrà inoltre il compito di identificare l’eventuale presenza di acqua sotterranea e di caratterizzare la meteorologia del pianeta, in vista di future missioni con equipaggio.

Un occhio al passato per l’innovazione tecnologica

Il progetto del rover Perseverance ha ridotto al minimo costi e rischi poiché basato, in gran parte, sul design ingegneristico del precedente rover Curiosity, già attivo su Marte. I miglioramenti apportati includono in particolare un nuovo design delle ruote, che consentirà una mobilità del rover fino a 20 chilometri di distanza.

Le nuove ruote del Rover Perseverance a confronto con quelle del rover Curiosity. Fonte: NASA

La diretta (e successivamente la registrazione dell’evento), sarà trasmessa sul canale YouTube AstronautiCAST nel corso di uno speciale episodio interamente dedicato all’atterraggio di Perseverance.

Fonti e approfondimenti

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Manuel De Luca

Ingegnere Civile e studioso di Geologia applicata. Formazione come Pilota Privato (Licenza PPL). Attivo nell'ambito della ricerca in Ingegneria Strutturale, con particolare riferimento ai fenomeni reologici e alle tensostrutture.

Una risposta

  1. Luciano ha detto:

    Articolo serio e ricco di informazioni. Con una prosa scandita in modo semplice che mira ad informare i non addetti ai lavori. Oggi siamo tutti attenti a conoscere il pianeta gemello della terra attraverso lo screening delle missioni spaziali che ci permetterà di svelare tutti i suoi misteri racchiusi nel mondo delle rocce.